19:46 17 Gennaio 2019
Euro

Anno nuovo, prezzi nuovi

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Vittorio Maria Pace
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Arriva il nuovo anno, e, un po' come una Befana, arrivano con lui anche gli aumenti dei prezzi.

Da alcuni anni, infatti, e non importa quali governi siano alla guida del Bel Paese, con gennaio giunge sempre qualche rincaro, che si tratti delle tariffe di gas ed elettricità, dei trasporti, dei pedaggi, delle tasse, o, ben più raramente… degli stipendi.

Così, anche questa volta, sono arrivati i "soliti" aumenti. Prima di tutto, il solito aumento delle bollette di gas ed elettricità, da ritoccare ogni tre mesi. Per fortuna, il prezzo di petrolio era già abbastanza basso, quindi rispetto ai tre mesi fa l'elettricità non aumenta, ma la bolletta del gas ci costerà il 2,3% in più. Possiamo pensare: "Poteva andare peggio!". Ma ricordiamo che tre mesi prima, da ottobre, vi è stata una vera stangata dei prezzi. Il costo dell'energia elettrica è cresciuto del 7,6% mentre il costo del gas è aumentato del 6,1%. Tornando indietro nel tempo, ancora di tre mesi, troviamo che anche dal primo luglio la bolletta della luce è rincarata del 6,5% e quella del gas dell'8,2%. Facendo i calcoli, negli ultimi sei mesi la bolletta del gas è quindi aumentata del 17,44% e quella dell'elettricità del 14,5%. Una vera strage insomma, visto che tante case in Italia sono scaldate a metano ed alcune con l'elettricità.

Le bandiere di Roma, Italia e UE alla piazza del Campidoglio a Roma
© Sputnik . Natalia Seliverstova

Un altro dei "soliti" aumenti è poi quello dei pedaggi autostradali. L'Italia rispetto ad altri paesi ha già prezzi delle autostrade molto alti (in Germania sono gratis e in Svizzera costano 40 franchi, circa 35 euro). Ci sono tra noi persone che spendono per le autostrade in Italia migliaia di euro all'anno! Dopo l'annuncio di un possibile aumento, però, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli ha comunicato via Facebook di aver concluso un accordo con il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l'Italia, in base al quale almeno per 6 mesi sul 90% delle autostrade non ci sarà alcun aumento. "Grazie al duro lavoro fatto al Mit in questi ultimi giorni, e nonostante tantissimi ostacoli, ho firmato i decreti grazie ai quali, nel 2019, non scatterà nemmeno un centesimo di aumenti dei pedaggi sul 90% delle autostrade italiane", ha scritto Toninelli su Facebook. Ma su alcuni tratti gli aumenti sono notevoli, come sulla A5, Autostrada della Valle d'Aosta (+6,32%), o sulla A32 Torino-Bardonecchia (+6,71%).

Ci sono quindi gli aumenti delle sigarette (in media 10 centesimi), ma questo rincaro non è solitamente causa di malumore generalizzato tra i cittadini. Anche le multe per gli automobilisti sono aumentate, secondo il Codacons, con un aggravio alle famiglie di 6 euro in più. 

Ma ciò che cresce sempre — e in modo più consistente — è il prezzo dei prodotti alimentari. "Solo per i prezzi dei beni al dettaglio occorrerà mettere in conto una maggiore spesa pari a +211 euro a nucleo familiare, mentre per l'alimentazione spenderemo 185 euro in più rispetto al 2018", è scritto nel rapporto Codacons di fine anno.

L'edificio dell'ambasciata italiana a Mosca
© Foto : Ambasciata Italiana a Mosca

L'associazione di consumatori prevede anche un significativo aumento di prezzo del carburante per questo anno (in media più 149 euro a nucleo famigliare). "Il 2019, inoltre, segnerà il ritorno degli aumenti per le tariffe Rc auto (+18 euro), con i prezzi delle polizze che già negli ultimi mesi del 2018 hanno registrato leggeri incrementi". "La stangata media — continua il Condacons — si aggirerà quindi attorno ai 914 euro a famiglia, ma potrebbe superare quota 3.400 euro nel caso in cui un nucleo, nel corso del 2019, acquisti un automobile nuova, a causa dell'Ecotassa varata dal Governo che colpirà pesantemente le vetture con emissioni dai 161 grammi/km di CO2 in su". Insomma, gli automobilisti saranno forse i più tartassati nel 2019.

E se non usi la macchina, anche per i trasporti pubblici arriva la stangata. Era già stato annunciato che il prezzo del biglietto urbano a Milano da questo anno avrebbe dovuto aumentare ben del 33%, da 1,50 a 2 euro. Fortunatamente questa misura non è stato ancora applicata, e al momento non si sa quando arriverà.

Il problema più grosso dell'Italia resta un debito pubblico enorme, che costa troppo. Ed è così che, per supportarlo, si creano nuove tasse, accise maggiorate, etc. Ma la pressione fiscale molto pesante dall'altro lato rallenta l'economia, rende il paese non competitivo e non attraente per i capitali e per i nuovi business. Dal 2000 ad adesso l'Italia ha perso parecchio, il suo livello di PIL pro capite è infatti passato dal 122% della media UE al 96% (e solo la Germania ha mantenuto il suo 124%).

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Economia, prezzi, Italia
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