20:26 26 Maggio 2019
Migranti a Napoli

Conte sfida Salvini sui migranti. Gialloverdi sull’orlo del baratro

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Gian Micalessin
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L’accordo con l’Europa e la mancata consultazione con Salvini equivalgono ad un golpe e mettono a rischio la tenuta del governo.

Ora è tutto chiaro. I Cinque Stelle e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte vogliono mettere da parte Matteo Salvini trasformandolo da alleato in zavorra. Una zavorra da accantonare al più presto. Anche a costo di rendere difficile, se non impossibile, la sopravvivenza del governo "giallo verde". Il piano è emerso in tutta evidenza dopo la conferenza stampa con cui il premier di La Valletta Joseph Muscat ha annunciato l'intesa raggiunta a Bruxelles.

In base a quell'accordo 8 paesi europei, tra cui l'Italia, accoglieranno i 39 migranti attualmente a bordo delle navi gestite dalle Ong "Sea Eye" e "Sea Watch" e 131 scelti in un gruppo di altri 150 sbarcato a Malta a fine dicembre. Ora il vero giallo è chi abbia concordato con Bruxelles la disponibilità ad accogliere quei 15 migranti destinati, secondo Muscat, ad arrivare in Italia.

Quel numero — seppur smentito da una Commissione Europea che precisa di attendere notizie più dettagliate da Roma — corrisponde a quello indicato nei giorni scorsi da Giuseppe Conte. Ma nei giorni scorsi Conte aveva anche fatto intendere di non condividere l'eccesso di rigore di Matteo Salvini deciso a non accogliere neppure uno dei migranti imbarcati sulle navi delle Ong.

Un rigore confermato a breve giro di posta dal Ministro dell'Interno che — intervenendo da Varsavia dov'era in visita — ha detto di non esser stato consultato e di non voler quindi accogliere neppure uno dei presunti 15 migranti destinati all'Italia. Un altro mistero all'interno dello scontro Salvini-Conte è chi, e in quale sede, abbia dato il benestare all'intesa concordata in sede europea con Francia, Germania, Lussemburgo Olanda, Spagna Portogallo e Irlanda. L'accordo, messo a punto lunedì durante un incontro tra gli ambasciatori Ue a Bruxelles, potrebbe esser stato finalizzato parallelamente al Consiglio dei Ministri degli Affari Generali Ue di martedì. Un incontro a cui per prassi partecipava il ministro per gli affari europei Paolo Savona.

Al di là dei misteri l'aspetto più grave e gravido di conseguenze è la sottrazione della decisione ad un ministro dell'Interno incaricato fino ad oggi della totale e solitaria gestione del dossier migrazione. Il plateale scavalcamento di Salvini equivale ad una sorta di golpe dietro il quale è difficile non intravvedere l'iniziativa del premier Conte e dei 5 Stelle. Ma il colpo di mano equivale anche ad un premeditato suicidio politico perché mette a dura prova la pazienza e la temperanza del Ministro dell'Interno. Escludendo Salvini da una simile decisione si è infatti compromessa quella linea della fermezza nei confronti delle navi delle Ong che ha caratterizzato l'esecutivo giallo verde.

Da giugno ad oggi la vera arma del Ministro dell'Interno è stata la decisione con cui è riuscito ad opporsi allo sbarco dei migranti raccolti e traghettati dalle organizzazioni umanitarie. Quella fermezza ha garantito più spazio all'azione della Guardia Costiera libica riducendo drasticamente non solo il numero degli arrivi nei porti italiani, ma anche quello delle partenze gestite dai trafficanti di uomini. L'impegno ad accogliere i 15 migranti previsti dall'intesa europea, seppur irrilevante in termini di gestione a fronte degli oltre 600mila gestiti negli ultimi cinque anni, rappresenta un totale cedimento sul fronte dello scontro con le Ong riaperto da Sea Eye e Sea Watch. Accettare l'intesa concordata a Bruxelles significa tornare a legittimare l'azione delle Ong ridando spazio ad organizzazioni come Msf e nave Aquarius che in questi mesi hanno alzato bandiera bianca rinunciando, ad operare nel Mediterraneo. Di fronte a un cedimento che minaccia di spazzare via assieme al lavoro svolto anche il largo consenso acquisito negli ultimi sette mesi Salvini difficilmente potrà restare indifferente. Proprio per questo il golpe firmato Conte e Cinque Stelle rischia di trasformarsi in un "De Profundis" e affondare per sempre la nave giallo verde.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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migrazione, scontri, Trattative, Giuseppe Conte, Matteo Salvini, Italia
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