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14:28 16 Settembre 2019
Presepe vivente in Italia (foto d'archivio)

Epifania in Sicilia, arrivano i re Magi!

© AFP 2019 / Marco Bertorello
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Carretti siciliani, marranzani, frutti di terra e di mare, botti, caldarroste, palmenti e tini ribollenti, cori natalizi, tarantelle: una navità tipicamente siciliana, rappresentata in spettacolari grotte, borghi marini o medievali, suggestivi casali di pietra lavica, come quello che Sputnik Italia ha visitato ad Altarello, frazione di Riposto(CT).

Anche in Sicilia, la tradizione dei presepi viventi è forte e diffusa. Carretti siciliani, marranzani, frutti di terra e di mare, botti, caldarroste, palmenti e tini ribollenti, cori natalizi, tarantelle: una navità tipicamente siciliana, rappresentata in spettacolari grotte, borghi marini o medievali, suggestivi casali di pietra lavica, come quello che Sputnik Italia ha visitato ad Altarello, frazione di Riposto (CT).

Papa Francesco
© AFP 2019 / Vincenzo Pinto/Pool
I bambini sono i protagonisti delle rappresentazioni. Pastorelli, manovali, aiutanti, angioletti o semplici spettatori. Una festa della comunità che celebra la propria storia, ma anche una celebrazione profondamente spirituale, emblema dell'incarnazione di Cristo e dell'incontro tra Dio e l'uomo, come ricorda Padre Francesco Mazzoli, il parroco di Santa Maria La Scala, che ha organizzato un particolarissimo "presepe marinaro" di pescatori, in cui Gesù Bambino nasce dentro una barca, metafora laica dell'attività principale della piccola frazione, ma anche dell'evangelizzazione, del senso più intimo del cristianesimo.
© Sputnik .
Presepe vivente in Sicilia

Il presepe vivente ha antiche radici: venne rappresentato per la prima volta nel 1223 a Greccio, presso Rieti, e fu San Francesco d'Assisi a idearlo come celebrazione natalizia dell'incarnazione di Cristo. Nel primo presepe c'era solo una mangiatoia, un bue e un asinello e lì si celebrava messa. In seguito si sono aggiunti i vari figuranti e adesso è una tradizione delle celebrazioni natalizie, come l'albero di Natale o la messa del 25 dicembre, diffusa in tutto il paese.

In Sicilia sono tantissimi i presepi viventi. Il più antico è quello di Custonaci, in provincia di Trapani, alla sua 37esima edizione, organizzato dall'associazione culturale "Museo Vivente", che vede impegnati oltre 150 figurati e comprende musicanti e anche uno spettacolo di pupi. Altri presepi importanti per la suggestività della location sono il presepe di Agira (En), Cavagrande di Cassibile (SR), Montalbano Elicona (ME), Cava d'Ispica (RG).

Quest'anno siamo stati nelle zone colpite dal terremoto di Santo Stefano, nel territorio etneo, ai presepi viventi di Santa Maria la Scala e Altarello, in cui si è continuata la rappresentazione, nonostante la paura, poiché lo sciame sismico ancora continua, e la neve degli ultimi giorni.

© Sputnik .
Presepe vivente di Altarello

Santa Maria la Scala è un borgo marinaro, che vive di pesca, incastonato nella costa del catanese, tra l'Etna e i ciclopici faraglioni. Uno scenario naturale che ospita una natività caratterizzata dall'elemento del mare. Dal piccolo molo naturale, in su per la scalinata detta "U Scariceddu", si muovono pescatori e pastorelli, tra donne che cucinano le tipiche "spingi", che infarinano e friggono anelli di totani, il pesce di stagione, donne che filano la lana, che si riscaldano con il tipico "braciere", che ricamano.

Un presepe decisamente più "agricolo", che celebra la campagna, i frutti della terra, l'allevamento di bestiame e le antiche arti, è quello di Altarello, frazione di Riposto ai piedi dell'Etna. Gesù Bambino nasce in una stalla, circondato da pastorelli e riscaldato da un bue e un asinello, così come da tradizione. Ma le arti rappresentate sono quelle locali: ceramisti, vinai, pittori e l'immancabile carrettiere, accanto al suo carretto siciliani stracolmo della frutta che la ricca terra etnea dona alla comunità. Un presepe enorme organizzato dall'associazione "Cenacolo di Gerusalemme", composta dalle parrocchie della zona e fortemente sentito dalla comunità.

L'Epifania tutte le feste porta via, dice il detto, ma è anche l'apice della celebrazione: arrivano i re Magi, infatti, per consegnare i doni al Salvatore. Il momento più importante e più atteso della rappresentazione. I Magi arrivano a cavallo, in alcune località addirittura in barca, nello stupore dei più piccoli, che fanno a gara per vederli. Percorrono l'intera scena del presepe e poi entrano nella mangiatoia inchinandosi davanti al Bambino e consegnando i loro doni, tra piccoli angioletti e pastorelli, che li accolgono con canti natalizi. Conclude la rappresentazione e le feste la messa finale, a cui il pubblico assiste sgranocchiando qualche caldarrosta, gustando la mostarda calda, mangiando pesce fresco e sorseggiando ottimo vino, prodotti che si possono acquistare nelle varie scene del presepe, mentre qualche ragazzino suona la zampogna.

Un'esperienza mistico-profana…..ma anche enogastronomica! Come nelle migliori tradizioni siciliane.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
presepe, Natale ortodosso, Natale, Sicilia, Italia
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