04:37 21 Marzo 2019
La nave Dattilo arriva nel porto di Valencia

Orlando contro Salvini, i sindaci si oppongono al decreto sicurezza

© Sputnik . Alejandro Martinez Velez
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Marina Tantushyan
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Il nuovo anno inizia in Italia con un conflitto molto serio.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ordina di sospendere nel capoluogo siciliano per ragioni di incostituzionalità l'applicazione del decreto sicurezza nella parte che riguarda i migranti. Con il decreto sicurezza, alla scadenza del permesso di soggiorno per motivi umanitari, i cittadini stranieri non potranno più iscriversi all'anagrafe. Il primo cittadino ha chiesto al responsabile dell'anagrafe del suo Comune di valutare attentamente tutti gli aspetti giuridici dell'articolo 13 del decreto e, nell'attesa, di non applicarlo quando rischia di "intaccare i diritti fondamentali della persona". 

La linea di Orlando riceve alcuni consensi. Al fianco del sindaco palermitano e della sua disobbedienzasi sono schierati anche i sindaci di Parma, Firenze e Napoli, Milano, Parma. Non si è fatta attendere la replica del vicepremier Matteo Salvini: "Con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare disobbedienza sugli immigrati".

Perché i sindaci hanno deciso di andare controcorrente? Cosa succede se i primi cittadini decidono di bocciare il decreto sicurezza firmato da Salvini? A Sputnik Italia in questa intervista esclusiva lo spiega proprio Leoluca Orlando, primo cittadino di Palermo, che guida la fronda dei sindaci.

— Sindaco Orlando, perché Lei ha deciso di sfidare il ministro Salvini e congelare l'articolo 13 del decreto sicurezza? Quale il punto della questione?

— Si tratta di un provvedimento disumano e criminogeno. Faccio un esempio concreto, questo decreto prevede che se uno che ha la cittadinanza italiana ma che prima era straniero commette reati molti gravi, oltre essere condannato, perde la cittadinanza italiana. Questa è una sanzione che è applicata soltanto dai dittatori. In nessun paese democratico del mondo si perde la cittadinanza per questa ragione. E io mi chiedo perché si toglie la cittadinanza a uno che prima era straniero e non si toglie la cittadinanza a Toto Riina o Bernardo Provenzano?

Inoltre, questo decreto ha abolito la protezione umanitaria, prima si poteva avere il permesso di soggiorno grazie alla protezione umanitaria. Un minore straniero accompagnato che arriva in Italia con barcone, è di competenza delle amministrazioni comunali. Quando raggiungono 18 anni e diventano maggiorenni, non hanno più la protezione umanitaria e non possono chiedere l'iscrizione anagrafica a comune di Palermo. Cioè diventano soggetti senza residenza anagrafica e non posso non solo avere l'accesso ai servizi sociali ma anche non saranno più rintracciabili dagli organi della polizia.

— Cosa può fare un sindaco dal punto di vista legale per disattivare questo provvedimento che fa comunque parte della legge appena varata dal parlamento italiano?

— Io ho assunto una posizione istituzionale da sindaco di Palermo. Questo decreto contiene delle cose che sono assolutamente inaccettabili, ma che però non rientrano nella competenza del sindaco. Ci sono invece alcune parti del decreto che sono di competenza comunale. E in confronto a delle misure, che a mio avviso sono in contrasto con la Costituzione, io da sindaco sono disposto di sospendere l'applicazione di queste norme. L'ho fatto con l'atto formale, protocollato, firmato da me, dopo sono andato dagli uffici perché mi sono assunto personalmente la responsabilità. Io ho fatto una scelta da sindaco, non c'è stata nessuna disobbedienza. Siamo in un paese strano, dove diventa eversivo uno come me, che rispetta i diritti umani e la costituzione.

— Da Palazzo Chigi, per cercare di quietare le polemiche, è stata fatta trapelare l'inclinazione favorevole ad un incontro tra governo e Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) sulla legge Salvini. Considera questo gesto del premier Conte come un'apertura? A Suo avviso, cosa si accadrà nei prossimi giorni?

— Io non ho nessuna notizia, soltanto le lettere e la dichiarazione di Mattero Salvini che mi ha chiesto addirittura di dimettermi. Per quanto riguardano i prossimi sviluppi, so soltanto quello che farò io. Questo provvedimento verrà rispettato a Palermo e in tante altre città, dove i sindaci hanno espresso la stessa posizione (Firenze, Napoli e tante altre città d'Italia). Dopodiché, come dicevo, io andrò davanti al giudice e poi sarà la Corte Costituzionale a giudicare la legittimità costituzionale di queste norme che hanno un sapore disumano e criminogeno. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
migrazione, decreto legge, Sicurezza, Matteo Salvini, Italia
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