00:46 18 Febbraio 2019
Bandiera italiana

"Made with Italy": il futuro è produrre in Russia, produrre con la Russia!

CC BY 2.0 / muffinn / Italy - Tuscany - Florence - Italian flag
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Marina Tantushyan
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Negli ultimi anni la politica economica russa ha intrapreso una strada che direttamente o indirettamente è legata alla questione delle sanzioni incrociate con l'Occidente.

In particolare, Mosca ha lanciato un piano di sostituzione delle importazioni, il cosiddetto "Import Substitution Plan", con l'obiettivo di ridurre le importazioni del 50% entro il 2020 e sostituire nel tempo i beni provenienti dall'estero con prodotti sul territorio russo. Questa scelta ha spinto le aziende italiane fortemente colpite dalle sanzioni e interessate a mantenere la loro presenza nell'area di passare dal "Made in Italy" al "Made with Italy" che in sostanza significa rafforzare la produzione in loco conservando elevati standard di eccellenza.

Questa formula davvero funziona? Per parlarne Sputnik Italia si è rivolto a Alessandro Grando, il primo cittadino di Ladispoli — la città dove è stato creato un progetto "Made with Italy".

— Sindaco, in febbraio 2018 Lei ha conferito a Luigi Mataloni l'incarico del Delegato ai Rapporti con la Federazione Russa. Come è nata questa delega? 

— E' nata grazie a Luigi Mataloni che è una persona che conosco già da tanto tempo, persona stimata nella nostra città. Lui mi ha raccontato della sua permanenza in Russia per motivi di natura familiare, dalla quale è una nata poi un'opportunità quella di poter instaurare con la regione di Voronezh dei rapporti di varia natura (commerciali e culturali) che potessero essere un'occasione di crescita sia per la nostra città che per la regione di Voronezh, con interscambio in entrambi le direzioni. Ho deciso di dare questa delega a lui in modo che potesse curare in prima persona i rapporti tra le nostre due realtà.   

— Quali risultati sono stati raggiunti nell'arco di questi pochi mesi?

— Innanzitutto abbiamo fatto una visita, in occasione dell'anniversario della città di Voronezh dove sono andato personalmente insieme a Luigi Mataloni e all'Assessore al turismo e alla cultura del nostro comune Marco Milani. Abbiamo fatto la prima conoscenza del sindaco, dell'amministrazione di Voronezh. Abbiamo discusso di alcune possibilità di sviluppo e di interscambio e abbiamo anche formalizzato la proposta di un gemellaggio ufficiale tra le due città.  

— La Russia ha bisogno della tecnologia di investitori italiani e l'Italia non vuole perdere l'attraente mercato russo e quello euroasiatico. In attesa di una soluzione al problema delle sanzioni introdotte dall'Unione europea, Mosca e Roma hanno trovato una formula "Made in Russia with Italy". Considera proficuo questo modo di fare affari?

— Io credo che questo fare da tramite (se così si può dire) in questo momento è fondamentale anche perché la maggior parte delle aziende italiane sono rivolte all'interno del mercato di paese. E da questo punto di vista è sconosciuto tutto quello che riguarda il commercio con l'estero e anche con la Russia. Quindi è fondamentale che ci sia una realtà come "Made with Italy".  

— A Suo avviso, questo concetto potrebbe, nonostante tutto, aiutare all'Italia e Russia a mantenere i rapporti privilegiati? 

— Noi speriamo che i rapporti privilegiati si intensifichino sempre di più. Fra l'altro negli anni passati la nostra città è stata un territorio di passaggio per numerosi cittadini russi. Quindi noi riteniamo in maniera particolare questo tipo di rapporto e faremo tutto il possibile per intensificare i nostri contatti con la Federazione Russa, per crescere dal punto di vista culturale, economico e sociale. Noi vogliamo coinvolgere non solo Ladispoli e Voronezh ma anche altre realtà per poter portare benefici a un numero di persone sempre maggiore".

— Perché oggi è ancora importante investire in Russia?

— Il mercato italiano oggi è un mercato in crisi. L'economia non cresce e c'è anche molta sfiducia da parte degli investitori. Quindi oggi le imprese italiane fanno veramente molta fatica ad andare avanti, per cui investire in Russia in questo momento è un modo migliore per diversificare la propria attività e un'ulteriore possibilità per le aziende che vorrebbero espandere.     

— Secondo presidente della Camera di Commercio Italo-Russa Rosario Alessandrello, se nei prossimi anni vi sarà sempre meno spazio per l'import di prodotti tipici del "Made in Italy", è necessario ripensare le strategie di penetrazione nel mercato russo per non perdere quote di mercato e mantenere il presidio nell'area. In che modo, a Suo avviso, si può fare?

— A mio avviso, è molto importante aiutare le aziende a capire quello che è la realtà del mercato russo. Perché un imprenditore che deve affrontare un progetto o un investimento di qualsiasi genere ha la necessità fin dall'inizio di avere un quadro chiaro della situazione e di avere la certezza che investimento che andrà a realizzare abbia dei vari passaggi. Parlo dei vincoli, della burocrazia. A mio avviso, questi passaggi devono essere ben chiari e possibilmente ridotti anche se ci sono dei vincoli di natura internazionale che tutti ben conosciamo. Mi permetto di suggerire di organizzare questo interscambio in modo tale che la burocrazia e tutto quello che riguarda le procedure sia il più snello possibile per motivare quelli che vogliono realizzare questo tipo di attività.

— Il 17 dicembre a Roma, alla Farnesina si svolgerà il Forum imprenditoriale italo-russo nell'ambito del quale gli esponenti dei due Paesi discuteranno di questioni dell'economia, industria e finanza. Quali sono le Sue aspettative per questo incontro?  

— Il mio augurio è quello che i rapporti tra la nostra nazione e la nazione russa diventino sempre più saldi, sempre più proficue da entrambi i lati. E quindi è necessario che si trovino delle strategie comuni anche nei settori che saranno discussi durante questo Forum per cercare di favorire l'interscambio e gli investimenti. Spero che da questo tipo di incontri possano nascere delle opportunità di sviluppo. L'ultima visita del vicepremier Matteo Salvini in Russia è un'ulteriore testimonianza che da parte della nostra nazione c'è veramente un interesse concreto a stringere gli accordi sempre più stretti e sviluppare una partnership strategica con la Russia. Io auspico che si vada in questa direzione e che si arrivi ad avere dei benefici reciproci.  

L'opinione dell'autore puo' non coincidere con la posizione della redazione.

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Made in Italy, Intervista, relazioni Italia-Russia, Italia, Russia
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