17:48 18 Dicembre 2018
Luca Ceriscioli

Presidente Ceriscioli: le “sanzioni sono ipocrite”

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Alessandro Naselli
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Le Marche oltre ad essere state recentemente colpite da due gravissimi terremoti, sono una delle regioni che hanno sofferto di più a causa delle sanzioni in quanto ospitano il più grande numero di aziende del settore calzaturiero in Italia, uno dei segmenti fondamentali dell’export italiano all’estero.

Il 6 dicembre 2018, in occasione dell'inaugurazione 8 anni fa dei rapporti tra l'Università di Macerata e l'Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO), si è tenuta una conferenza con la partecipazione del presidente della regione Marche Luca Ceriscioli. E' una delle università più prestigiose della Russia dove vengono formati i futuri diplomatici e funzionari della Federazione.

Il 6 dicembre 2018, in occasione dell'inaugurazione 8 anni fa dei rapporti tra l'Università di Macerata e l'Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO), si è tenuta una conferenza.
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Il 6 dicembre 2018, in occasione dell'inaugurazione 8 anni fa dei rapporti tra l'Università di Macerata e l'Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali (MGIMO), si è tenuta una conferenza.

Il presidente della regione Marche, ex sindaco di Pesaro ed esponente del Partito democratico, si è recato presso l'Università MGIMO per prendere parte ad una conferenza davanti agli studenti russi e ai loro colleghi italiani nell'ambito del programma di scambio tra i due istituti.

Le Marche oltre ad essere state recentemente colpite da due gravissimi terremoti, sono una delle regioni che hanno sofferto di più a causa delle sanzioni in quanto ospitano il più grande numero di aziende del settore calzaturiero in Italia, uno dei segmenti fondamentali dell'export italiano all'estero. Sputnik Italia ha fatto alcune domande sulla questione delle sanzioni e su come il presidente giudichi l'attività del governo giallo-verde nell'ambito sanzionatorio.

— Le Marche sono una delle regioni italiane con la maggior concentrazione di calzaturifici, e l'industria delle calzature italiana è stata colpita duramente dalle sanzioni antirusse, come pensa che si dovrebbe agire per risolvere questa situazione?

— Primo: le sanzioni alla Russia noi le abbiamo chiamate "le sanzioni italiane alle Marche" perché noi stessi ci siamo sentiti sanzionati e perché (…) per le nostre imprese è stata una grave perdita, quindi ci siamo dichiarati da subito contrari; poi perché non ci è sembrato neanche l'atteggiamento giusto per costruire o ricostruire un dialogo, anzi, serve ad interrompere un dialogo. Secondo: spesso sono sanzioni ipocrite; abbiamo potuto misurare in molti casi dove l'esportazione italiana sotto sanzioni si è ridotta del 10% (…) mentre i paesi più ferventi credenti delle sanzioni sono quelli che hanno aumentato le loro esportazioni. Quindi sono sanzioni ipocrite, perché sulla carta sono ufficialmente un gesto di chiusura nei confronti di un paese mentre nella sostanza è esattamente l'opposto. E terza ragione, quella strettamente economica, è un danno diretto alle nostre imprese, abbiamo dichiarato questa cosa più volte, credo che il consiglio regionale (delle Marche) abbia anche votato (…) per eliminare queste sanzioni. (…) Sono convinto che sia molto più importante perseguire, per mezzo degli strumenti della diplomazia e del confronto, un avanzamento in un negoziato piuttosto che imporre sanzioni che poi si rivelano, o un'ipocrisia o un danno reale alle nostre imprese.

— Pensa che le attività diplomatiche che stanno portando avanti il premier Conte e in generale il governo giallo-verde non siano abbastanza per quanto riguarda il problema delle sanzioni?

— Allora sulle sanzioni penso che il nuovo governo sia attento, su questo penso che siano attenti, è difficile perché rispetto agli incontri internazionali fatti, come ad esempio in Cina e Arabia (Saudita), etc, non si è capito molto bene quali erano i contenuti di carattere generale, cioè gli obiettivi; la sensazione che abbiamo avuto francamente è che volessero vendere i titoli di stato, però non è trapelato nulla. Mentre con il governo precedente era più facile perché organizzavano delle missioni insieme a Confindustria, a soggetti economici, e spesso si usciva con dei contratti, quindi è chiaro cosa andavano a fare, erano missioni di carattere economico molto più esplicite".

— Lei sà che ci sono stati 15 contratti per un valore di 1,5 miliardi di euro in occasione dell'ultimo incontro tra Conte e Putin?

— Si si, e ho detto perché secondo me rispetto al tema sanzioni c'è un atteggiamento buono.

Nota della redazione: il 24 ottobre il premier Giuseppe Conte si è recato a Mosca in visita ufficiale dove ha tenuto dei lunghi colloqui con il presidente Putin. I risultati dell'incontro sono stati molto proficui e hanno visto: l'inaugurazione in diretta di una fabbrica in Russia con impianti di tecnologia italiana, la firma di ben 13 contratti tra compagnie italiane e russe per un valore totale di 1,5 miliardi di euro e la conferma della partecipazione di un'alta delegazione della Russia alla conferenza sulla Libia a Palermo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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