07:36 19 Dicembre 2018
Da Masha e Orso bambini e genitori imparano come  prendersi cura gli uni degli altri nonostante i diversi ruoli che li caratterizzano”.

Masha e orso, due agenti di Putin

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Tatiana Santi
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Non bastavano i cattivi hacker russi, arrivano i rinforzi della propaganda russa. Masha e Orso in realtà non sono altro che degli agenti di Putin. I protagonisti del cartone animato che ha conquistato l’amore dei bimbi in tutto il mondo, in realtà, rappresenterebbero un pericolo per la sicurezza nazionale di diversi Paesi. Attenzione!

La bambina Masha ricorderebbe con il proprio comportamento Vladimir Putin e l'orso invece sarebbe troppo buono per poter rappresentare la Russia, trasformando così nelle menti dei bambini l'immagine del Paese delle betulle dal negativo al positivo. Il "Times" quindi grazie ad un recente articolo avverte del pericolo rappresentato dal cartone animato "Masha e orso", basato sulle favole russe e diffusissimo in tutto il mondo.

© Sputnik .
Masha e Orso

In altre parole, finché si tratta dell'ennesimo film americano al cinema o del cartone made in USA che trasmettono alla televisione in tutta Europa da decenni va tutto bene, ma quando un cartone animato russo piace e fa il giro del mondo è ora di correre ai ripari. Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione Stelio Fergola, direttore responsabile del progetto editoriale on-line Oltre la Linea, autore di "Riprendersi la Vittoria. Perché gli italiani non devono dimenticare la Grande Guerra" (Passaggio al Bosco).

— Secondo il Times dietro il cartone "Masha e Orso" ci sarebbe la propaganda russa. Stelio Fergola, lei che idea si è fatto di queste accuse?

— La ritengo un'affermazione quanto meno capziosa, innanzitutto per la fonte. A parte il Times, che è una colonna dell'informazione britannica e strumento di espansione culturale del mondo anglosassone, c'è da considerare il fatto che una delle accuse è chiaramente di parte, perché proviene dal professo Priit Khybemyagi dell'Università di Tallin. Il professore fa parte di una realtà come quella estone, che non ha un rapporto positivo con il mondo russo sin dai tempi dell'Ex Unione Sovietica. Dal punto di vista culturale non c'è un buon rapporto fra il mondo baltico e la Russia. Si tratta quindi di accuse provenienti da un contesto culturale ostile al mondo russo per varie vicissitudini storiche.

— È proprio dall'università estone che arriva l'analisi sull'orso, uno dei due protagonisti del cartone: secondo il professore l'orso, simbolo della Russia, è troppo buono e non rappresenta l'immagine cattiva che dovrebbe avere il Paese. Non è un po'esagerato parlare di "pericoli" riferendosi addirittura ad un cartone?

— L'accusa che viene fatta al personaggio dell'orso è altrettanto sballata, per il semplice motivo che qualsiasi messaggio narrativo può essere trasmesso attraverso delle iperboli. Posso rappresentare benissimo l'Italia con un personaggio che ne incarni i migliori valori e posso benissimo rappresentare l'Italia con un personaggio che ne mostri i peggiori valori. Non si capisce per quale motivo la Russia debba presentare in un cartone per bambini, che ha anche un valore educativo, il proprio Paese con i peggiori valori. Non vedo niente di strano che l'orso sia un personaggio positivo. L'accusa che viene fatta non sta in piedi. È come se a prescindere l'immagine della Russia debba essere per forza cattiva. Nessun popolo è malvagio o buono a prescindere. Qualsiasi nazione ha dei punti di forza e dei punti di debolezza. In un cartone per bambini con finalità educative è assolutamente normale che si prendano gli esempi migliori da trasmettere.

Secondo me non si è superato il limite nel considerare il cartone come qualcosa che può influenzare, perché il cartone animato effettivamente influenza i ragazzi, presenta loro una visione del mondo e contribuisce alla loro educazione. Il problema è che tali accuse provengono da fonti che hanno colonizzato da più di 50 anni la nostra società occidentale europea e si permettono di dire che la Russia per un cartone animato faccia la stessa cosa. È un'affermazione che non ha nessun senso. Se Masha e Orso influenza in qualche maniera i giovani occidentali a maggior ragione si dovrebbe raccontare la stessa cosa di tutte le serie tv e i prodotti cinematografici anglosassoni che da anni formano le nostre generazioni. Per citare un esempio su tutti la serie televisiva Friends, che avuto un successo interplanetario e la capacità di essere visto da milioni di italiani ed europei.

— Dal cinema agli stessi cartoni in tutta Europa si conoscono i personaggi e i simboli americani. "Masha e orso" è diventato il primo cartone russo veramente famoso e amato in tutto il mondo dai bimbi, questo successo magari ha dato fastidio a qualcuno?

— Certo. Chiaramente secondo l'ideale di ciascuno di noi, incluso il mio, è quando esistono influenze reciproche, ma esiste anche una forte connotazione nazionale e locale nei prodotti e nella narrazione per i nostri bambini. L'Occidente europeo ha completamente perso questo aspetto, perché è stato colonizzato dal mondo anglosassone.

Secondo me non è negativo esportare in qualche maniera la propria cultura. In una certa misura a mio avviso lo dovrebbero fare tutti, italiani, tedeschi e francesi. Parte della nostra esistenza nel mondo contemporaneo si è basata molto sulla competizione e sulla promozione di sé stessi. Se tu smetti di promuovere la propria cultura muori e inizi ad essere colonizzato. Penso che la Russia sia un esempio da seguire in questo senso non solo per quello che fa con "Masha e orso", ma perché è davvero l'unico grande Paese europeo a resistere ad una forza dirompente come quella della cultura yankee.

— Possiamo dire in conclusione: ben vengano le culture straniere e la promozione della propria, ma con più equilibrio?

— Sì, vorrei anche aggiungere che il Parlamento russo nel gennaio di quest'anno ha approvato una nuova legge sull'educazione patriottica dei ragazzi a scuola, rinforzando così un approccio che c'è sempre stato. Trovo che questo sia un modo corretto di formare le proprie generazioni e dovrebbe essere seguito anche questo come esempio. Non credo che i cittadini si sentano parte di una comunità a prescindere. Hanno bisogno di una promozione, devono sapere la realtà che vivono e da dove vengono, quali sono le proprie radici.

Sulla base di questo si spiega non solo l'estrema compattezza che i russi hanno intorno a Putin, ma anche l'estrema compattezza che i russi hanno verso la propria cultura. L'Occidente ha smarrito quest'elemento completamente, un aspetto che la Russia invece riesce a mantenere. Ci sono casi peggiori come l'Italia e ci sono casi migliori come la Francia che, avendo un grosso retaggio patriottico, ogni tanto reagisce. L'abbiamo visto recentemente con la rivolta dei gilet gialli.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Propaganda, cartone animato, fake news, propaganda, UE, Vladimir Putin, Estonia, UE, Italia, USA, Russia
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