23:08 18 Dicembre 2018
La gente sta in piazza San Marco affondata a Venezia.

Venezia la “città-museo”, tanto splendore ma anche inquinamento

© Sputnik . Alessandro Rota
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Eliseo Bertolasi
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Venezia è una città bellissima unica nel suo genere al punto d’essere letteralmente definita “città-museo”.

Sono milioni i turisti che da tutte le parti del mondo ogni anno giungono nella capitale della "Serenissima", spesso solo per alcune ore, giusto il tempo di una fotografia in Piazza San Marco e sui ponti tra i canali. L'importante, prima o poi nella vita, è mettere i piedi in questa città e godere della sua magnificenza. Purtroppo c'è anche un'altra faccia della medaglia, a tanta bellezza si contrappone un'allarmante condizione d'inquinamento. Di fatto, la famosa città tanto amata dai turisti sembra risultare "capitale" dello smog del Lombardo-Veneto, per quanto riguarda la presenza di diossido di azoto (NO2) emesso nell'aria dagli scarichi delle barche.

Nel cuore di Venezia, infatti, sul Rio Novo, a due passi dalle famose chiese di San Rocco e Santa Maria dei Frari, anch'esse a rischio per le caratteristiche del diossido di azoto d'intaccare pure i monumenti, sono state rilevate emissioni record di questo gas: situazione che preoccupa seriamente residenti e turisti.

Il prof. Fabio Mozzatto, violoncellista veneziano che da anni si batte contro l'inquinamento della sua città, ha raggiunto Sputnik Italia per esporre la gravità della situazione.

— Da anni lei si batte per contrastare l'inquinamento a Venezia. Com'è attualmente la situazione?

Fabio Mozzato
© Foto : Fabio Mozzato
Fabio Mozzato

— Purtroppo grave, perché barche, imbarcazioni-taxi e navi da crociera sono troppe e inquinano molto più delle auto, mettendo a rischio la salute di cittadini e turisti e danneggiando i monumenti. Nemmeno i veneziani credevano che Venezia fosse più inquinata di Milano, fino a che anche il dipartimento di sanità ha riconosciuto questo dato. Se non avessi insistito per far misurare lo smog nei canali, tutto ciò sarebbe risultato sconosciuto, e chi credeva di fare un giro in gondola per respirare l'aria salubre del mare, respirava invece polveri e smog. Bisogna intervenire presto perché tutto ciò danneggia anche il turismo e l'immagine di Venezia nel mondo.

— Quali sono le soluzioni che lei proporrebbe?

— Negli ultimi anni a Venezia, accecata dai soldi del turismo, sono triplicate navi, imbarcazioni-taxi e imbarcazioni turistiche, mentre la superficie dei canali è rimasta la stessa. Bisognerebbe ridurre l'afflusso delle imbarcazioni stabilendo dei turni e un numero massimo giornaliero.

Studi affermano, infatti, che una sola nave da crociera inquina come 14.000 auto e i progetti di espansione del vicinissimo aeroporto Marco Polo produrranno ulteriore smog a Venezia. Tutto questo andrebbe assolutamente rivisto e limitato.

Bisognerebbe inoltre sostituire i motori più inquinanti e rumorosi, e progettare motori elettrici, ibridi, o con propulsioni alternative a costi accessibili. Invece, incredibilmente, il precedente ministro dell'Ambiente ha escluso le barche dai contributi per cambiare i motori, riservandoli solo agli autoveicoli. Il Comune ha quasi completamente escluso Venezia da ogni intervento contro i rumori, nonostante decine di esposti ed articoli sui giornali: un paradosso. Qualcuno ne conosce il motivo? Non credo si "dimentichino" di Venezia, qui ormai, secondo me, sono le lobby del turismo che comandano e probabilmente influenzano la politica ancor più del voto dei pochi veneziani rimasti.

— A chi indirizza il suo appello?

— Innanzitutto ai Comitati internazionali e all'Unesco, affinché facciano pressione sulle istituzioni italiane e locali, dato che lo smog, come detto, danneggia anche il patrimonio artistico.

Poi un appello ai turisti, affinché prendano atto della reale situazione di inquinamento dell'aria, usino il meno possibile i natanti per arrivare e spostarsi in città poiché inquinano, e pretendano che la Venezia da visitare sia salubre, senza smog e rischi per la salute.

Infine al sindaco Luigi Brugnaro, ai Ministri e alle istituzioni cui ho scritto più volte, perché, ad un anno dai primi dati e nonostante mie diffide, esposti, e l'invito dell'Azienda Sanitaria Pubblica ad agire subito anche con la chiusura di canali, nessuno è intervenuto; tantomeno contro le navi, troppe ed altamente inquinanti.

Venezia
© Foto : Eliseo Bertolasi
Venezia

— Quali sono le prospettive almeno nel breve termine, o quantomeno i suoi auspici?

— Tra smog, esodo e affollamento turistico, la vera Venezia con i suoi abitanti e le sue tradizioni, rischia di scomparire per diventare una "Disneyland", dove i furbi fanno soldi più o meno lecitamente, mentre i semplici veneziani sono costretti ad andarsene. Parliamo di 1.000 abitanti all'anno persi!

Ma io non mi fermo, e se ci sarà anche il supporto d'istituzioni straniere che tanto amano Venezia, credo che avremo presto dei risultati. Poi, se anche la magistratura e i Ministeri agiranno adeguatamente imponendo provvedimenti, le cose potranno davvero cambiare in modo decisivo.

I turisti sono benvenuti, ma serve evitare le masse: come da studi fatti, non più di 25.000 turisti al giorno: uno ogni due veneziani, e sarebbero pure troppi per consentire ai residenti di vivere sereni.

Chi ama Venezia deve amarla coi suoi abitanti, senza i quali è una città morta. Ora arrivano anche 200.000 turisti in un giorno e in un anno più di 30 milioni, in questa piccola città di soli 54.000 abitanti!

Bisogna preferire la qualità alla quantità. Arrivare a Venezia a mezzogiorno, partendo all'alba in bus magari da Firenze, girare tre ore schivando la folla da San Marco a Rialto, far correre decine di taxi e motoscafi "Gran Turismo" che tanto inquinano, per poi ripartire subito dopo per altre città non lo si può certo definire turismo o cultura, ma solo una maratona massacrante della quale restano solo pochi flash dei luoghi, sfocati ricordi e tanta stanchezza. Parola di molti che l'hanno provata e non vogliono certo ripetere una tale esperienza.

Io auspico che almeno i turisti siano responsabili, che i veneziani si diano più da fare, fino ad ora ho agito praticamente da solo, e che le amministrazioni comunali agiscano più da cittadini che da politici, avendo finalmente a cuore la salute dei veneziani e non solo le grandi opere e gli affari, perché lo smog lo respirano pure sindaci, tassisti e albergatori, e non saranno certo i loro affari a salvarli dalle conseguenze sulla salute.

Bisogna lottare con decisione per una Venezia viva, senza smog nei canali o inquinamento nella laguna, affinché diventi una città sana e vivibile per tutti.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Ecologia, turismo, inquinamento, Unesco, Venezia
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