07:05 19 Dicembre 2018
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Alessio Trovato
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L’ultimo caso è quello di Berlusconi. Nel 2013 fa ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani perchè la sua interdizione ritenuta violazione di diritti fondamentali, nel 2018 fa prima il Tribunale di Milano a dargli ragione che questa ad esprimere un parere. Ora su sua stessa richiesta la Corte archivia il caso. Ma serve a qualcosa tutto questo?

Per rispondere alla domanda andiamo per ordine, e, per ordine, intendo dire che iniziamo proprio dall'inizio. Fidatevi, se non iniziamo proprio dall'inizio non ne usciamo.

1. Anno 1949, nascono il CONSIGLIO d'EUROPA e, nel contesto dello stesso, la CONVENZIONE EUROPEA dei DIRITTI dell'UOMO. Intenzione dichiarata — non ripetere più esperienze simili a quella della Seconda Guerra Mondiale.

2. Anno 1959, nasce la CORTE EUROPEA dei DIRITTI dell'UOMO. 12 Stati aderiscono da subito, Italia compresa. La Corte, sede Strasburgo, è il braccio operativo della Convenzione. Senza una corte che giudica e le cui sentenze siano vincolanti, ovvio i diritti restano solo sulla carta.

3. Nel corso degli anni mano a mano vanno ad aggiungersi sia al Consiglio d'Europa, sia alla Corte, nuovi Stati membri. La Russia stessa aderisce a entrambi nel 1996, tanto è vero ad esempio che proprio in virtù dell'adeguamento ai regolamenti del Consiglio, vige nella Federazione la moratoria sulla pena di morte.

N.B. Il CONSIGLIO d'EUROPA non va confuso con l'UNIONE EUROPEA e la CORTE EUROPEA dei DIRITTI dell'UOMO non va confusa con la CORTE di GIUSTIZIA della COMUNITA' EUROPEA (iniziate a capire adesso perchè dicevo che bisognava iniziare dal principio?)

4. Molto bene, siamo arrivati alla fine del secolo scorso, abbiamo una quarantina abbondante di Paesi firmatari e si lavora sui diritti dell'uomo. Niente di più nobile. Ci sono dentro anche sia Italia che Russia. Pare tutto fili liscio. Nel nuovo millennio però qualcosa inizia ad andare storto. Iniziano ad arrivare strane sentenze. L'Italia prima viene condannata per il sovraffollamento delle carceri, poi sulla durata dei processi, poi su alcuni respingimenti. Attenzione! Stiamo parlando di respingimenti del Governo Monti, che avevate capito? Poi abbiamo avuto la più recente e ‘splendida' sentenza Pro-Provenzano di cui avevamo già parlato intitolando ‘La Corte Europea dei Diritti Disumani'. Ma anche la Russia ultimamente non se l'è passata proprio benissimo con la Corte di Strasburgo. A parte il caso Burdov che condannò la Russia per la centrale di Cernobyl (anche se Cernobyl stava in Ucraina anche prima della caduta dell'URSS e anche se il disastro avvenne 10 anni PRIMA che la Russia firmasse l'accordo con la Corte), ultimamente se ne sono viste delle ‘belle'. Condanne a ripetizione per discriminazioni omofobe sopratutto. Il fatto che non si possano organizzare gay pride in Piazza Rossa, che nell'esercito non siano ammessi omosessuali, che sia proibita la propaganda gay in presenza di minori, tutto questo è stato sanzionato. Anche la questione Timoshenko, a dirla tutta, puzza un pochino di ingerenza politica più che di diritti umani. Sì perchè in quel caso la Timoskhenko, leader politico ai tempi della Rivoluzione Arancione in Ucraina, al cambio di potere finì in manette per corruzione ma la Corte accusò il governo ucraino (al tempo di Yanukovich, quello poi spodestato dalla ‘piazza Maidan') di detenzione politica e non motivata da concreti capi di accusa penalmente rilevanti. E non ci sono solo Italia e Russia tra i delusi, anche la Germania, per dire, si è vista condannare perchè degli agenti di polizia avevano minacciato di tortura (non eseguito, minacciato) un giovane affinchè rivelasse il luogo di detenzione di un rapito prima che questi morisse. Nel corso degli anni quindi, sempre più lamentano che la Corte più che di diritto si occupi di ‘politica del diritto', cosa del tutto differente. Non a caso gente come Behring Breivik, l'autore della strage di Utoya, in Norvegia, con 77 morti, condannato per altro con pena irrisoria (in Norvegia neppure esiste l'ergastolo), ha osato fare ricorso perchè secondo lui quando non funziona la playstation in cella di isolamento (iperbole) è una violazione dei suoi diritti umani.

5. Dopo la crisi ucraina la situazione tra Consiglio d'Europa con annessa Corte e Russia si è fatta molto tesa. Alla Russia è stato di fatto impedito il diritto di replica nei dibattiti ed il Governo russo ha chiaramente dichiarato di non voler pagare più i contributi per stare a subire passivi le invettive contro la Russia senza contraddittorio. Lavrov (cit.): "La Russia pagherà i suoi contributi al Consiglio d'Europa, ma solo quando i pieni diritti le saranno restituiti"

6. Anno 2013. Siamo quindi giunti ai nostri giorni. Ora siamo pronti a capire la faccenda Berlusconi. La legge Severino impedisce a Silvione in quell'anno di presentarsi alle elezioni e lo fa decadere dalla carica di senatore. Il Cavaliere fa ricorso appunto alla Corte di Strasburgo. Passa un po' di tempo (5 anni sono la norma per la Corte quando non c'è tanta premura politica) e a marzo di quest'anno Berlusconi ottiene la riabilitazione dal tribunale di Milano per cui, si fa una botta di conti in tasca (visto mai gli dessero torto loro adesso), e invia regolare richiesta di ritiro del suo stesso ricorso con ricevuta di ritorno. La Corte pure si fa due conti in tasca e dice "vabbuò" (cit. Schettino).

Insomma il quadro è quello di una istituzione inaugurata con tutti i migliori auspici e buone intenzioni umane ma che, nel corso del tempo come in tante altre occasioni e istituzioni simili abbiamo visto accadere, si è rilevata sempre più spesso strumento di autolimitazione di sovranità nazionale, delusione e ingerenza politica.

Ah già, dimenticavo l'ultimo ‘piccolo' particolare — questa Corte di Strasburgo ci costa una settantina di milioni l'anno. Volesse il Cielo fossero soldi spesi bene.

 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Politica Internazionale, Strasburgo, Italia
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