22:53 18 Dicembre 2018
Antartide

Antartide, piattaforma di cooperazione internazionale

CC BY 2.0 / NASA ICE / Sharp Antarctic peaks
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Tatiana Santi
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Secondo una recente scoperta dal profondo dell’Antartide delle fonti di calore radioattive contribuirebbero alla fusione dei ghiacci dal basso verso l’alto. Allo studio dell’organizzazione inglese British Antartic Survey ha dato il suo contributo anche l’Italia. Antartide, piattaforma di cooperazione internazionale.

Praticamente dalla fine del mondo, dal Polo Sud, giunge una scoperta importante per tutto il Pianeta. Non solo il riscaldamento globale, ma anche delle fonti di calore dal basso verso l'alto provocherebbero lo scioglimento dei ghiacci dell'Antartide. Lo studio condotto dal British Antarctic Survey attira l'attenzione sul pericolo di perdere attraverso la fusione dei ghiacci acqua dolce indispensabile per tutto il mondo.

Anche gli studiosi italiani hanno dato il loro contributo alla ricerca, rilevando, grazie a radar speciali, lo spessore dei ghiacci. L'Antartide, l'ultimo continente ancora in parte inesplorato, è un vero esempio di cooperazione internazionale, allo stesso tempo terra di nessuno e di tutti. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista in merito Antonio Meloni, presidente della Commissione Scientifica Nazionale per l'Antartide.

— Delle fonti di calore particolari scioglierebbero i ghiacci in Antartide. Antonio Meloni, ce ne può parlare?

— Questo studio assieme ad altri studi recenti riguarda gli aspetti relativi alla fusione del ghiaccio. Si tratta di una copertura di ghiaccio che si trova sopra l'Antartide, che si trova lì da milioni di anni. Esistono da una parte effetti locali e dall'altra l'effetto generale del riscaldamento globale, il quale agisce nell'aumentare la temperatura dell'atmosfera favorendo la fusione del ghiaccio.

 Lo studio mette in evidenza un altro aspetto: all'interno del continente dell'Antartide coperto da ghiaccio esistono sorgenti di calore radioattive che non sono dovute al riscaldamento globale, si tratta di flussi di calore dal basso verso l'alto.

— Si tratta di uno studio inglese, ma qual è stato il contributo italiano?

— Noi abbiamo contribuito assieme ad altre nazioni al calcolo dello spessore del ghiaccio che si trova sopra il continente antartico. Quello che normalmente si fa è misurare lo spessore con le tecniche radar, si usano degli aerei con delle antenne sotto le ali, quando l'aereo passa sopra il ghiaccio viene inviato un segnale. Quando il segnale ritorna dalla base del ghiaccio dal ritardo si può scoprire lo spessore del ghiaccio. Per effettuare queste misure ci vogliono moltissimi voli e questi voli sono fatti con aerei speciali dotati di particolari strumenti.

L'Italia ha contribuito all'individuazione dello spessore del ghiaccio, così come gli americani, ma non solo. Ci sono stati tantissimi contributi dalla Russia, che ha la stazione Vostok in Antartide orientale. I russi hanno contribuito con tante misure ad effettuare dei voli per conoscere lo spessore del ghiaccio.

— Quali possono essere gli effetti della fusione dei ghiacci?

— Gli effetti generali della fusione del ghiaccio preoccupano molto. L'Antartide a differenza dell'Artide è ghiaccio di acqua dolce, che si trova al di sopra di un continente. Nell'Artide vi è un ghiaccio che si forma perché si congela l'oceano e quindi è un ghiaccio fatto di acqua marina, un ghiaccio che "galleggia" sull'acqua marina. Il 70% dell'acqua dolce che noi beviamo nel mondo adesso si trova in Antartide sotto forma di ghiaccio. È una riserva d'acqua importantissima nel mondo. Avere un fenomeno che, riscaldando l'ambiente, fa perdere quest'acqua preoccupa molto.

— Studiare l'Antartide per il resto del Pianeta quindi è davvero fondamentale…

— Sì, è una riserva importantissima. L'Antartide è l'ultimo continente sulla terra ad essere ancora parzialmente inesplorato, è l'ultima frontiera che abbiamo sul nostro Pianeta. Le nazioni di tutto il mondo hanno preso parte dagli anni '50 a progetti di ricerca scientifica, perché esiste un trattato internazionale secondo cui l'Antartide dovrebbe essere considerata terra di pace e di scienza senza alcuna sovranità nazionale.

L'Unione Sovietica e gli Stati Uniti negli anni '50 e'60 avevano accettato di non dividere l'Antartide fra le varie nazioni e quindi essendo le due più importanti potenze hanno in qualche modo dato la possibilità agli altri Paesi, compresa l'Italia, di entrare nella regione. Oggi tutte le nazioni sono lì senza sfruttare le risorse, ma utilizzando il Continente per poter conoscere meglio gli aspetti particolari dell'ultima parte del nostro Pianeta ancora non conosciuta benissimo.

— L'Antartide è vero un esempio dell'importanza della cooperazione internazionale?

— In questo momento la verità è che nessuna nazione ha interesse ad agire individualmente in Antartide, perché è molto costoso, le temperature sono molto basse, è una zona difficilmente raggiungibile, i trasporti di oggetti e persone hanno un prezzo molto elevato. Questo ha favorito l'idea che l'Antartide non è di nessuno, ma allo stesso tempo è di tutti, tutti possono utilizzarla per fare ricerca scientifica. Tutte le nazioni sono impegnate in uno sforzo comune. Sono tante le sfere di cooperazione: in biologia si studiano le varie forme di vita, in geologia si studiano le rocce, in astrofisica si studiano le stelle. Senza sfruttare economicamente questa parte del mondo si fa ricerca, insieme.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
ghiaccio, Intervista, Antartide
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