12:36 11 Dicembre 2018
Monete euro e la bandiera italiana

Messori: “Con questa manovra Italia rischia recessione”

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Marina Tantushyan
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È arrivato il giorno della verità: la Commissione europea ha bocciato la manovra presentata dal governo italiano. Si va dunque verso una procedura d’infrazione “per deficit eccessivo in violazione della regola del debito”.

Lo scontro principale si è acceso attorno alle previsioni sulla crescita dell'economia italiana, a cui il governo intende dare una spinta attraverso l'aumento della spesa pubblica. Bruxelles invece, come altre istituzioni finanziarie internazionali, pensa che l'economia italiana sia in forte rallentamento e che quindi gli obbiettivi di bilancio non saranno raggiunti, ma peseranno sul già enorme debito di stato italiano. Concretamente parlando, il governo italiano prevede per l'anno prossimo un deficit/Pil al 2,4 per cento e al 2,1 per cento nel 2020: al contrario Bruxelles prevede che il deficit arriverà al 2,9 per cento nel 2019 e che l'anno successivo supererà la fatidica barra del 3 per cento.

Marcello Messori
© Foto : Marcello Messori
Marcello Messori
Quali rischi corre il governo gialloverde nello sfidare Bruxelles? Saranno applicate le sanzioni nei confronti dell'Italia? Come reagiranno i mercati? Quale effetto avrà questa situazione piuttosto complessa sulle tasche degli italiani? Per parlarne Sputnik Italia si è rivolto al noto economista, Marcello Messori, Direttore della LUISS School of European Political Economy (http://sep.luiss.it), Professore di Politica Economica.

— Professor Messori, che cosa rischia di concreto l'Italia con la bocciatura dell'Europa? L'Ue potrebbe davvero — per la prima volta nella sua storia — aprire una procedura d'infrazione per la violazione della regola del debito nei confronti di un suo membro?

— Innanzitutto va sottolineato che leggendo attentamente la decisione dell'Unione europea, si può affermare che la Commissione europea fa una richiesta di apertura di una procedura per deficit eccessivo basata sulla regola del debito pubblico. Questo sembra un aspetto tecnico ma molto importante perché questo vuol dire che a differenza di quanto è avvenuto in passato, la Commissione europea non chiede una procedura di correzione del deficit pubblico ma una procedura di correzione del debito pubblico che, come è evidente, dura molto di più nel tempo. Il deficit è un "flusso" e quindi si riferisce a ciò che accade in un anno e il debito invece è la conseguenza di quanto si è accumulato in passato, quindi è uno stock e per correggerlo ci vorrebbe molto tempo. Inoltre, in realtà la Commissione può solo raccomandare l'apertura di una procedura che dovrà essere comunque deliberata dal Consiglio dell'Unione europea. E quindi prima di avere l'apertura formale di una procedura, dobbiamo aspettare il prossimo Consiglio dell'Ue dedicato all'esame di questi giudizi della Commissione che avverrà circa a metà gennaio 2019. 

— Potrebbe spiegare cosa succede tecnicamente una volta aperta questa procedura? Partiranno subito le spaventose sanzioni di cui si parla oramai da qualche settimana o ci vorrà ancora tempo per arrivare a questa misura così estrema?

Premier dell'Italia Giuseppe Conte al vertice Ue a Bruxelles
© AP Photo / Olivier Matthys

— Se il Consiglio dell'Unione europea apre una procedura contro l'Italia per il deficit eccessivo basato sulla regola del debito, questo significa che l'Italia entra nel braccio correttivo delle norme fiscali e dovrà seguire gli aggiustamenti e le raccomandazioni richieste dalla Commissione europea. Nel periodo in cui questi aggiustamenti saranno in effetto, la sanzione sarebbe quello di dare in gestione alle istituzioni europee un fondo pari al 0.2% del Pil, su cui non matura alcun interesse. Se poi l'Italia non attuerà le raccomandazioni di Bruxelles, questo fondo verrà assorbito dalle istituzioni europee. Quindi, l'Italia subirà questa multa, queste sanzioni. Però quando si aprirà effettivamente la procedura, le istituzioni chiederanno di correggere il debito pubblico. Questa correzione sarà molto significativa. Nel caso più favorevole sarà superiore a 20 miliardi di euro, solo per 2019. E se il governo non attuerà questo aggiustamento, secondo me, c'è un rischio molto forte che l'Italia si ponga fuori dalle regole europee e guidi subisca una sanzione da parte degli investitori istituzionali. Cioè rischia di non trovare più a tasse d'interesse accettabili compratori dei sui titoli del debito pubblico.

 E cosa invece accadrà con i fondi strutturali europei? Prevede un'eventuale sospensione?

— Adesso c'è questa proposta che ancora non è stata però approvata dalle istituzioni europee che prevede che un paese fuori dalle regole europee non possa godere dei fondi strutturali e di altre forme di aiuto europeo. Se questa proposta passasse, si accentuerebbe la pressione sull'Italia, perché avrebbe anche un danno notevole in termini di trasferimenti di risorse dall'Europa.

— Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha lanciato un duro monito al governo di Giuseppe Conte, avvertendo che i piani di stimoli messi in agenda potrebbero lasciare il paese in una situazione "molto vulnerabile". Secondo il FMI, inoltre, un minimo shock potrebbe spingere l'Italia sull'orlo della recessione. Condivide questa osservazione? 

— Si, condivido l'affermazione del FMI — c'è davvero rischio che questa manovra non sia espansiva ma recessiva. Assumiamo che il governo abbia ragione nel dire che la legge di bilancio proposta cerca di aumentare la domanda grazie alla spesa pubblica e supponiamo pure che questo in linea di principio possa avere effetti positivi sulla crescita. Ma non gli avrà immediatamente, perché come è ben noto, e soprattutto in Italia a causa delle inefficienze istituzionali, gli effetti di una spesa per gli investimenti oggi maturano solo dopo un certo numero di anni, spesso dopo moltissimi anni. Nel frattempo però, aver aumentato la spesa e reso instabile il bilancio implica forti shock negativi esterni, per esempio in termini di aumento di tassi d'interesse. L'effetto immediato è più instabilità e più incertezza e questo crea tali impatti negativi sull'economia da rendere inadeguato la speranza di una crescita futura.  Per banalizzare il discorso: non si può sperare di mangiare una gallina fra due anni, se si rompe l'uovo oggi.

— Le Sue previsioni: Quali conseguenze potrebbe avere la manovra sui titoli di stato, sui mercati e soprattutto sulle tasche degli italiani, se viene approvata dal Parlamento così com'è oggi?

— Credo che ci saranno effetti molto gravi nei termini di aumento di tassi d'interesse, caduta del prezzo dei titoli del debito pubblico e quindi difficoltà crescenti per finanziare questo debito. Per cui penso davvero il governo debba e sarà costretto a rivedere la manovra.

— Ultimamente si girano voci sull'ipotesi di acquisti di titoli di Stato italiano da parte del Fondo sovrano russo. Se questo dovesse diventare realtà, aiuterebbe a far abbassare lo spread? 

— Le necessità di rifinanziamento del debito che ha l'Italia per il 2019 sono molto ingenti. Per cui l'ammontare di euro che il fondo sovrano russo potrebbe utilizzare per fare questi acquisti non risolverebbe il problema. Io non so se ci sia un disegno di questo genere ma penso che anche se ci fosse, la domanda proveniente dal fondo sovrano russo non sarebbe sufficiente a garantire la stabilità dei prezzi e dei tassi d'interessi italiani. Sarebbe come una goccia in un mare.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
manovra, recessione, bilancio, Economia, PIL, crisi finanziaria, Bruxelles, UE, Italia
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