08:53 16 Dicembre 2018
Panorama di Budapest, Ungheria.

Kovacs: “L’Occidente non può fare finta che i rapporti con la Russia non esistono”

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Marina Tantushyan
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Il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs ha incontrato la stampa italiana presso l’Accademia d’Ungheria di Roma – Palazzo Falconieri per approfondire alcuni temi di attualità: elezioni europee del 2019, riforma dell’Ue, sovranismo, crisi migratoria e rapporti con alla Russia.

Il governo organizza gli incontri in questo format già da otto anni in vari capitali europei con l'obiettivo di mettere nero su bianco la posizione del governo ungherese, di dialogare attorno dei contenuti veri e di presentare l'Ungheria oltre gli stereotipi che si sono radicati nella parte occidentale dell'Europa.

Il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovac
© Sputnik . Marina Tantushyan
Il portavoce del governo ungherese Zoltan Kovac

Sputnik Italia ha partecipato al dibattito e vorrebbe evidenziare i punti principali dell'incontro:    

Elezioni europee 2019, si aprono le nuove prospettive: Elezioni europee, le più importanti per l'Unione europea dalla sua fondazione e le prime dopo la Brexit, sono programmate per la primavera del 2019. Per Zoltan Kovacs questo voto sarà diverse rispetto a quelli precedenti.

"Negli ultimi anni nel parlamento europeo si rispecchiavano le relazioni di potere che caratterizzavano i singoli stati membri dell'Ue. Ora, anche se molti non amano il tema dell'immigrazione, con questo argomento si pongono molte domande che riguardano il funzionamento delle istituzioni europee e il futuro dell'Unione. Naturalmente non sappiamo quale sarà il resultato definitivo, però quello che è avvenuto alle elezioni in paesi come Austria, Italia e Germania, dimostra che si stanno preparando nuove prospettive. Inoltre, quindici anni dopo la nostra adesione all'Unione europea, è arrivato il momento che la parte occidentale riconosca che anche i paesi di Visegrad hanno il loro ruolo e assumono lo stesso valore di tutti gli altri paesi. Basta con il doppiopesismo", — l'ha affermato Kovacs.

Futuro dell'Europa: L'Unione europea si trova in una crisi profonda maggiormente causata dalla questione migratoria. Quale sarebbe la via d'uscita? Ulteriore integrazione dell'Ue, ne vale davvero la pena?

"Noi riteniamo che è necessario ben esaminare dove c'è ancora bisogno di una cooperazione al livello di integrazione più approfondita e dov'è invece tutto questo non ha senso. Nei dibattiti degli ultimi tre anni è diventato del tutto evidente dove si pongono i limiti dell'integrazione. Sui territori, che hanno le loro particolarità storiche, non c'è nessun bisogno di portare avanti integrazione forzata. Invece sui terreni di interesse reciproca, per esempio la questione della sicurezza e la questione di digitalizzazione, secondo noi, serve ulteriormente rafforzare la collaborazione. Nel mondo che oggigiorno ci circonda, la sicurezza è una dei fattori più importanti", — ha sottolineato il portavoce.

Sovranismo non può essere razzista: Secondo Kovacs, mescolare i due concetti di sovranismo e di razzismo è "ridicolo perché sono le espressioni inadeguate e anche perché si pone davanti ad un evidente problema — anche l'Europa ha confini e ha sovranità. E se non difendiamo i confini dentro l'Europa, allora la sovranità di ogni popolo viene violata, ferita. Nessuno degli stati membri ha rinunciato alla sua sovranità nell'interesse dell'Europa".

Più figli, meno immigrati — esempio dell'Ungheria: L'immigrazione illegale è un modello commerciale che si può fermare. È nell'interesse di qualsiasi paese dell'Unione europea porre fine a questo tipo di immigrazione — non è la questione di capacità ma la questione di volontà politica, sostiene Zoltan Kovacs, invitando altri paesi europei a seguire l'esempio dell'Ungheria che negli ultimi anni ha creato gli incentivi per sostenere le famiglie ungheresi.  

"La necessità di colmare una crisi demografica è ormai diffusa in gran parte dei paesi membri dell'Unione. È una questione di strategie: possiamo accettare passivamente che non nascano più figli oppure agire per invertire la tendenza demografica Abbiamo investito oltre il 4% del nostro Pil per sostenere le famiglie. Questo piano ha suscitato già qualche risultato in pochi anni: i matrimoni sono aumentati di un terzo e l'indice di natalità è passato da 1,2 a 1,6 figli per donna. Timidi segnali, i quali indicano però che la strada da seguire non può che essere quella delle politiche familiari", — ha spiegato il portavoce ungherese.

Relazioni con la Russia: L'Italia e la Germania rimangono i principali partner della Federazione Russa. E cosa rappresenta la Russia invece per l'Ungheria?  

"Molti paesi dell'Europa occidentale fanno finta che i rapporti economici con la Russia non esistono però lo scambio commerciale dell'Italia con la Russia è più grande del Pil ungherese e la Germania ha rapporti ancora più stretti con Mosca, basta citare il famoso progetto il Nordstream-2. Vorrei sottolineare un aspetto molto importante: in 15 anni l'Unione Europea non ha fatto nulla per la diversificazione energetica e per lo sviluppo delle infrastrutture. Oggi l'Ungheria può soddisfare le sue esigenze energetiche al 80 per cento appoggiandosi sulla Russia. L'Unione Europea non è riuscita ad aprire i canali con i quali possiamo sostituire il petrolio e il gas russo. Il governo ungherese deve assicurare la sicurezza energetica del paese e finché noi possiamo assicurare questo fattore solo con un fonte, nel nostro interesse fondamentale essere d'accordo con la Russia e condurre politiche nei confronti della Russia caratterizzate da buon senso", — ha affermato Zoltan Kovacs. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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stampa, Occidente, Ungheria, Italia, Russia
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