18:51 15 Dicembre 2018
Famiglia astratta - figura metaforica

Genitore 1 e genitore 2: la teoria del tutto trattata con la polemica del nulla

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Alessio Trovato
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Il garante sulla privacy boccia la proposta di Salvini di tornare all’indicazione ‘padre’ e ‘madre’ sui moduli di richiesta documenti per i minori e lui ribatte "andremo avanti". La classica situazione in cui siamo tutti lì a discutere del dito indice e non di quello che il dito indica. Polemiche inutili per non parlare di problemi invece seri.

Non mi permetterei mai di dare consigli ad un Ministro della Repubblica italiana né pretendere di interpretare in maniera univoca la linea editoriale di Sputnik Italia ma, se proprio qualcuno fosse interessato ad un parere ‘alternativo' su questa querelle del genitore 1 e genitore 2, potrei darvi gratis il mio: è una stupidata. Sì perché nel momento in cui un sistema ammette, indipendentemente dal torto o la ragione, che un bambino possa, per un qualsiasi motivo (adozione, assimilazione, utero in affitto, matrimonio all'estero o quant'altro) avere due genitori dello stesso sesso, allora automaticamente dai moduli formali DEVE per forza sparire la dicitura ‘padre' e ‘madre'. E non c'entra nulla la privacy, è semplicemente che un uomo non può scrivere sotto l'indicazione ‘madre' come una donna non può scrivere sotto l'indicazione ‘padre'. Fa ridere. Tutto qui. Questa polemica è il dito indice. Quando qualcuno indica con il dito indice non ha senso stare a guardare il dito e giudicare quello — si guarda e giudica ciò che quel dito indica. Per logica. Sempre. In questo caso, fare una battaglia per la dicitura nei documenti sarebbe appunto come combattere contro il dito indice.

No, bisogna capire che la battaglia per i valori tradizionali della famiglia, a chi proprio gliene andasse di combatterla sul serio, passa attraverso ben altre prove e soverchie fatiche. Ve la ricordate quella leggina approvata in Russia sulle ammende amministrative per la pubblicità di comportamenti sessuali non tradizionali in presenza di minori (Art. 6.21 del Codice Amministrativo della Federazione Russa)? E ricordate a che calvario di propaganda accusatoria venne sottoposto il Governo russo dopo? La famosa ‘omofobia' russa. Ancora oggi c'è gente convinta che nella Federazione l'omosessualità sia reato, che gli omosessuali in Russia siano costretti a nascondersi e che il popolo russo li odi. Tutto partì da quella semplice legge amministrativa che serviva più che altro a preservare i minori in ambiente neutro e tradizionale contro il dilagare di teorie gender varie, pubblicità giudicate troppo ‘moderne' e la possibilità di gay pride in Piazza Rossa come quelli che si vedono da noi. Fu uno stillicidio continuo di articoli, servizi, battutine e bufale.

La giustificazione di quella iniziativa fu poi spiegata dallo stesso Putin in diverse interviste (mai andate in onda in Italia) — il tasso demografico. Semplice. Un tasso demografico basso (quello per cui ti serve qualcuno giovane e forte per pagarti le pensioni) non lo combatti importando giovani da fuori, lo combatti producendone di giovani all'interno. Quindi maggiore sostegno alle famiglie, bonus baby e, perché no, stimolo ai valori della famiglia tradizionale. L'esatto contrario di quello che si fa da noi. In effetti il tasso demografico adesso, dopo tanti anni di profondo negativo, sta iniziando lentamente a risalire.

Ecco, questa potrebbe essere una strada. Vuoi essere il paladino dei valori tradizionali? Bene, lascia perdere le diciture sui moduli e le polemiche da giornale — vai e fatti crocifiggere. Altrimenti lascia perdere. In un mondo in cui ti danno già del razzista non appena provi ad affrontare seriamente il problema dell'immigrazione, ci manca solo che ti diano pure dell'omofobo perché ti stanno venendo i primi dubbi su certe politiche demografiche che tra UE, ONG, tribunali, associazioni, sindacati, media e lobby varie, sono già tutti d'accordo ad imporci. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Famiglia, Matteo Salvini, Italia
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