18:53 18 Dicembre 2018
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SOS povertà, sempre più italiani non possono curarsi

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Tatiana Santi
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La povertà sanitaria degli italiani è al centro del rapporto recentemente presentato dall’organizzazione caritativa Banco Farmaceutico. Il quadro emerso è allarmante, sempre più italiani non possono permettersi i farmaci e le cure mediche necessarie.

Oggi 18 novembre ricorre la giornata mondiale della povertà, ma la povertà come influenza la salute dei cittadini? Lo studio "Donare per curare: Povertà sanitaria e donazione farmaci", promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato dall'Osservatorio donazione farmaci, mostra cifre veramente impressionanti: mezzo milione di italiani non possono permettersi l'acquisto di medicinali necessari, 13 milioni limitano le spese per le visite ospedaliere.

Il servizio sanitario nazionale copre solo una parte delle spese farmaceutiche e le fasce più deboli della popolazione non hanno soldi a sufficienza per le visite mediche. Esistono però realtà, come quella del Banco Farmaceutico che, raccogliendo e donando farmaci, rappresentano una via d'uscita per le persone più fragili. Sputnik Italia ha raggiunto per un approfondimento Gian Carlo Blangiardo, professore di demografia all'Università di Milano-Bicocca.

— Secondo il Banco Farmaceutico mezzo milione di italiani non possono acquistare medicinali, 13 milioni risparmiano sulle visite mediche. Professore Blangiardo, qual è il suo punto di vista?

— C'è una situazione critica che va a colpire i bisogni fondamentali, essenziali, cioè quelli legati alla salute. È un segnale importante e pericoloso che va preso in giusta considerazione.

— Chi in Italia fa più fatica a curarsi?

— In generale la categoria è la cosiddetta categoria dei poveri, cioè coloro che anche da altri indicazioni di tipo statistico sono in difficoltà o hanno livelli di reddito inferiori alle soglie, che garantiscono in qualche modo una vita dignitosa. Sono categorie che hanno maggiori difficoltà a procurarsi cure adeguate.

Spesso si ha in mente l'idea dell'anziano, del pensionato. Ci sono però anche altre situazioni critiche, come per esempio le famiglie con tanti figli, oppure i disoccupati, oppure i soggetti che hanno avuto problemi legati a divorzi e separazioni. Parliamo dei "nuovi poveri" che si aggiungono ai poveri tradizionali.

— Dove possono trovare aiuto le persone che non hanno soldi a sufficienza per curarsi?

— Il Banco Farmaceutico è proprio una istituzione che fa da tramite fra le farmacie e le industrie farmaceutiche. Quando dico farmacie intendo anche il contributo delle persone fisiche per la raccolta dei farmaci. Si mettono a disposizione di banco materiali e prodotti, il Banco Farmaceutico contribuisce a creare dei punti di distribuzione nei quali può rivolgersi chi ha bisogno.

— Il Servizio Sanitario Nazionale copre solo in parte la spesa farmaceutica, all'ospedale vi è sempre un ticket da pagare. Alla fin fine la sanità non è gratuita in Italia come viene detto?

— Il ticket c'è anche su alcune medicine, non si tratta solo di analisi o visite ospedaliere. Ci sono farmaci totalmente a carico di chi li compra. È vero, non c'è la copertura gratuita assoluta. Abbiamo comunque un buon sistema sanitario rispetto ad altri Paesi, siamo messi anche meglio di altri Stati. Non possiamo permetterci evidentemente di arrivare a coprire al 100% tutti e questa situazione crea determinate problematiche.

— C'è un nesso diretto fra la crisi economica di questi anni e la salute dei cittadini e la loro mortalità? Come la crisi influenza la demografia del Paese?

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© Sputnik . Valeriy Melnikov

— Non è provato, ma c'è il sospetto che ci possa essere una relazione rispetto ai soggetti più fragili. Secondo la mia ipotesi, ripeto è ancora solo un'ipotesi, qualche segnale c'è: i picchi di mortalità ai quali abbiamo assistito nel 2015 e nel 2017 probabilmente sono dovuti ad un'azione di debolezza da parte di soggetti molto fragili come gli anziani. Di fronte alla crisi economica, alla difficoltà di procurarsi le cure adeguate e vivendo in condizione precaria naturalmente hanno rimandato analisi e terapie. Questi soggetti hanno pagato le conseguenze, a volte anche in termini di sopravvivenza, quando le condizioni, soprattutto metereologiche, erano sfavorevoli.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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farmaci, medicina, povertà, Salute, Banco Farmaceutico, Servizio Sanitario Nazionale, Italia
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