20:27 15 Dicembre 2018
Economia for dummies vol.1

ECONOMIA FOR DUMMIES - cap.1: Il bilancio italiano e la Commissione Europea

© Sputnik . Alessio Trovato
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Alessio Trovato
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Ovvero: l’economia spiegata da uno che non la capisce

"La zappa", diceva mio nonno.  "La zappa, la vanga e la falciafenara… no le pugnette!". Concetto che tradotto dalla prosa naïf marchigiana del secolo scorso a quella più fredda e formale dei tempi moderni si potrebbe interpretare nel seguente modo: bisogna tornare alla terra, non alle vacue speculazioni finanziarie o accademiche. In effetti, ripensandoci, capisci che alla fine è la terra quella che ti dà da mangiare, il resto, anche se oggi è il resto che conta, in realtà è fuffa. E intanto che spiegava con ermetica sapienza i massimi principi dell'Universo, con una mano teneva per la zampa il coniglio e con l'altra gli dava una torcolata sulla testa. Poi lo sgozzava e ‘scortigava' con altrettanta sintetica maestria. Lo spread, i tassi di interesse, i bond, la bunt, i bot, le bot, la troika, i parametri di Maastricht e tutta quella roba lì, sono arrivati dopo. E io, invece della zappa, ho provato a studiarli. Oggi, finalmente l'ho capito, posso dire con assoluta certezza che mio nonno aveva ragione: era meglio la zappa.

Per fortuna Sputnik Italia ha i suoi mezzi e presenterà ai lettori degli economisti veri capaci di analisi serie, quindi io potrò dedicarmi al ‘carteggio'. Carteggio nel senso che oggi, in questo articolo di paraeconomia, analizzeremo lo scambio di corrispondenza avuto tra il nostro Ministro delle Finanze Prof. Giovanni Tria e il ‘Big Lebowsky' della UE (Valdis Dombrovskis, Vice Presidente della Commissione Europea). Questo ci darà modo di ‘capire' meglio la relazione tra legge di bilancio nel nostro Paese e l'autorità della Commissione Europea su questo stesso.

Il buon Tria alla fine, esattamente il 27 settembre e dopo mille peripezie* era riuscito a scriverla questa benedetta ‘Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza' (NADEF) e inviarla alla Commissione Europea. *(peripezie di Tria aggiornate al mese di settembre 2018: Borghi che gli spegne il microfono, la portavoce di Salvini che lo porta via per la collottola dalla conferenza stampa, Di Maio e le dichiarazioni minatorie, quella storia poco chiara di fare una nuova Alitalia partecipata ma a sua insaputa, Gramellini e la ‘Vita da Tria', per finire con il lapsus, dicono freudiano, e tutti giù a ridere). Alla NADEF, un documento di 124 pagine, la Commissione Europea, a firma  Dombrovskis — Moscovici, il 18 ottobre, rispondeva con una missiva decisamente più sintetica, una pagina e un quarto, in cui in un inglese molto liberamente da me tradotto diceva sostanzialmente: "Niente amici cari, non ci siamo, rimandatecene un'altra entro 3 settimane che questa non va bene".

Totò e Peppino scrivono la lettera alla Commissione Europea
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Totò e Peppino scrivono la lettera alla Commissione Europea
E noi lì tutto il Governo a scrivere la lettera di risposta entro il 13 novembre che infatti è stata spedita il 13 novembre: "…e, scusate se sono poche, ma settecentomila lire, punto e virgola, noi ci fanno specie che quest'anno, una parola, quest'anno c'è stato una grande moria delle vacche, come voi ben sapete! Punto! Due punti!! Ma si, fai vedere che abbondiamo. Abbondandis in abbondandum".

Citazione goliardica di Totò e Peppino a parte, bisogna (anzi ci fa piacere), riconoscere che s'è visto finalmente il coraggio di dirgli in faccia che la finanziaria fondamentalmente rimane quella, al limite, se proprio dovesse servire, saremmo disposti a privatizzare ancora qualcos'altro per stare dentro i conti. Siccome il concetto di ‘privatizzazioni' tende per forza a cozzare contro quello di ‘sovranità nazionale', l'on. Borghi ha precisato su twitter: "In legge di bilancio non vi è alcuna dismissione. Se poi il governo scriverà che QUALORA il deficit dovesse aumentare ALLORA si penserà a dismissioni per centrare l'obiettivo è parlare di ipotesi future e la gamma delle ipotesi future è infinita".

Rassicurante, chiaro e finalmente ardito. Tre cose però rimangono da capire riguardo le relazioni tra Commissione e Governo italiano: 

  1. Perchè la Commissione Europea insiste tanto con il concetto di limite invalicabile al deficit e non sembra invece per niente sensibile a quello di crescita? Sempre ragionando per ‘dummies' il concetto di debito non è forse relazionato a quello di rendimento del capitale preso in prestito? Se io prendo un mutuo in banca per comprare un locale ed aprire una attività, per dire, il costo del denaro preso sarà da giudicare in relazione a quanto poi quello stesso denaro mi renderà, non certo in valore assoluto. Certo, se prendo un mutuo per andare a fare la bella vita il tasso di interesse sarà un costo e basta. Ma fin qui ci arriviamo tutti. Allora perchè tutto sembra ruotare invece sul concetto di debito e basta?
  2. Quand'è che una lettera così di spiegazioni, su come si fa una manovra, dove si prendono i soldi, quali sono i limiti, un Governo invece che spedirla a gente che sta a Bruxelles e che nessuno neppure conosce (Dombrovskis?!) le spedirà piuttosto agli italiani stessi? Non è a questi che tocca rendere conto prima di tutti, o di fatto questa non è una lotta per far tornare i conti ma una lotta per la sovranità nazionale?
  3. Ma Moscovici è lo stesso che quando era Ministro delle Finanze francese nel 2013 disse egli stesso alla Commissione Europea che non aveva intenzione di rispettare i vincoli di bilancio perchè, testuale: "la visione dominante dei tecnocrati della Commissione è neoliberale e ortodossa mentre io sono un socialdemocratico. Noi facciamo le elezioni, abbiamo le nostre scelte politiche e difendiamo la nostra strada". Era lui o Salvini?

Ma a queste e tante altre domande sul meraviglioso mondo dell'economia capitalista moderna risponderemo nel corso dei prossimi tutorial fai da te. Rimanete collegati. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Politica, Economia, UE, Italia
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