11:29 16 Dicembre 2018
Elezioni a Donetsk

Donetsk: le elezioni per il capo della repubblica, un grande desiderio di pace

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Eliseo Bertolasi
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L'11 novembre nelle due autoproclamatesi repubbliche popolari del Donbass, quella di Donetsk e quella di Lugansk si sono tenute le votazioni per eleggere i rispettivi capi della repubblica.

Nel Donbass, per l'occasione, sono giunte delegazioni di osservatori stranieri. Nella Repubblica Popolare di Donetsk (DNR) erano presenti delegazioni dalla Russia, Ossezia del Sud, Abkhazia, Italia, Francia, Belgio, Germania, Austria, Finlandia, Grecia.

Tutti gli osservatori hanno avuto modo di osservare il procedere delle operazioni di voto. Nessuna restrizione ha mai ostacolato le loro richieste di filmare, fotografare, fare domande ai votanti e al personale dei seggi.

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  • Elezioni a Donetsk - candidati
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  • Donbass senza la guerra
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Elezioni a Donetsk

Gli stessi osservatori, nella conferenza stampa serale, hanno dichiarato senza esitazione che tutto si è svolto con la massima trasparenza. Un importante dettaglio, tra l'altro non di poco conto, l'utilizzo di urne trasparenti; una garanzia ulteriore: la prova visiva che quando gli elettori depongono le schede compilate, le stesse vanno visivamente ad accumularsi sulle schede già inserite.

 

Per tutta la giornata, ha meravigliato e colpito il clima festoso legato all'evento. Una grande festa di popolo: musica, costumi.. Fuori dalle scuole dove erano stati allestiti i seggi si sono susseguiti spettacoli con balli, danzatrici, cantanti e cori folcloristici.. Non s'è vista nessuna forma di costrizione, o di minaccia rivolta alla libera scelta degli aventi diritto al voto, sia nel decidere di recarsi alle urne, sia, una volta giunti sul posto, di forzare la scelta di un candidato rispetto ad un altro.

L'orario di apertura dei seggi elettorali: dalle otto di mattina alle otto di sera. La grossa affluenza dei votanti, testimoniata in tutti i seggi dalle lunghe code di persone dentro e spesso anche fuori dall'edificio dove si svolgevano le operazioni elettorali, era un dato tangibile che veniva costantemente confermato dai dati relativi all'affluenza alle urne. 

Due i partiti rappresentati: il Movimento sociale "Repubblica di Donetsk" e il Movimento sociale "Donbass libero".

I risultati finali forniti dalla Commissione Centrale Elettorale hanno confermato, con il 60,85% delle preferenze, la vittoria di Denis Pushilin, già politico di primo piano della DNR e capo della repubblica ad interim dopo l'assassinio di Alekhsandr Zakarchenko. I risultati hanno inoltre attestato il 74,3% delle preferenze per il Movimento sociale "Repubblica di Donetsk". Tuttavia, senza dubbio, il dato straordinario che conferma la grande adesione popolare a questo evento è stato l'affluenza alle urne che, nella DNR, è risultato pari all'80,1% degli aventi diritto al voto. In termini numerici hanno votato un totale di un milione e seicentomila residenti della Repubblica.

Ovviamente, né l'Ucraina, né l'UE, così pure gli Stati Uniti riconoscono questi risultati elettorali, decisione già preannunciata nei giorni scorsi. La tensione quindi non si placa.

Uno degli slogan, tra i tanti cartelloni che in strada promuovevano le elezioni riportava: "popolazione pacifica e pacifica repubblica", questo binomio rappresenta l'attitudine della gente del Donbass; esprime, inoltre, il grande desiderio di pace tangibile in qualsiasi loro conversazione.

I bambini, le donne, i civili.. tutti gli abitanti del Donbass hanno il diritto di vivere normalmente senza l'incubo della guerra. Una guerra che dura da oltre quattro anni. Iniziata nel 2014, seppur ora congelata ad un livello di bassa intensità grazie agli accordi di Minsk, non è ancora terminata, anzi permane la possibilità che possa riaccendersi in modo vigoroso.

Non si capisce perché alla popolazione del Donbass venga preclusa la possibilità di vivere come ogni popolo aspirerebbe vivere: in pace con libertà e prosperità.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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elezioni, DNR, Donbass, Ucraina
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