17:26 19 Dicembre 2018
Un ragazzo legge un libro in biblioteca

Bari: il festival letterario "Pagine di Russia" alla scoperta dell'animo russo

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Pietro Vinci
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Si è svolto a Bari dal 6 all'11 novembre, il festival letterario "Pagine di Russia". Tema centrale di quest'edizione è stato il rapporto fra le masse e il potere, analizzando anche nel passato il legame fra il popolo russo e lo zar.

Giunto alla sua quinta edizione, ricevendo il patrocinio del Comune, è stato organizzato dalla Stilo Editrice assieme alla Cattedra di Lingua e letteratura russa del Dipartimento di Lettere dell'Università degli studi di Bari "Aldo Moro" e l'Associazione italiana degli slavisti. Numerosi gli incontri organizzati: dai meeting sulla cultura e letteratura russi nei secoli, curati in giorni diversi da Bianca Sulpasso (Università di Macerata), Laura Piccolo (Università di Roma Tre), Massimo Maurizio (Università di Torino), Claudia Olivieri (Università di Catania) e Simone Guagnelli (Università di Bari), sino all'incontro col poeta lettone in lingua russa Semion Chanin, prevedendo infine anche una visita guidata alla storica Chiesa russa di Bari e un pranzo con cucina tipica della Russia con interventi dei letterati slavisti.

Tema centrale di quest'edizione è stato il rapporto fra le masse e il potere, analizzando anche nel passato il legame fra il popolo russo e lo zar.

Questo aspetto è stato attentamente trattato, durante la serata di giovedì 8 novembre nella storica aula magna dell'Università barese, nel convegno intitolato "Una vita per lo zar? Autocrazia e libertà nella Russia dell'Ottocento". Relatrice e autrice è stata Giuseppina Giuliano, docente dell'Università degli studi di Salerno per il Dipartimento di studi umanistici.

Sono state messe a confronto due storiche opere liriche russe, l' "Ivan Susanin" di Catterino Cavos e "Una vita per lo zar" di Mikhail I. Glinka, le quali seppur condividano la stessa storia, rappresentano nelle loro differenze e variazioni aspetti cruciali dello sviluppo dello spirito russo verso i propri condottieri storici e il potere. In entrambe le opere si narra la storia a tratti leggendaria del contadino russo Ivan Susanin: all'inizio del '600, durante il turbolento periodo dei torbidi in Russia precedente all'inizio della dinastia dei Romanov, i polacchi cercano chi sarà il nuovo zar per assassinarlo. Susanin, per salvare Mikhail Fiodorovic Romanov della città di Kostroma che è il prescelto per l'incoronazione, si offrirà ai polacchi ingannandoli: gli invasori verranno fatti disperdere dal coraggioso Susanin in una palude, permettendo al giovane zar di essere salvato.

Se nell'opera con le musiche di Cavos affiora soprattutto l'animo popolare russo, caratterizzato ad esempio dai cori dei contadini o dal finale nel quale l'eroico Susanin si salva, nell'opera di Glinka è forte l'elemento militare, patriottico, di elogio dello spirito cavalleresco in forma nuova. Difatti, spiega Giuseppina Giuliano, per comporre "Una vita per lo zar" Glinka si fece ispirare nell'800 dal precettore dello zarevic, il poeta e letterato Zhukovskij: quest'ultimo fu autore dell'ideologia ufficiale sulla quale si fondò la Russia imperiale e, sulla base dei concetti di autocrazia, ortodossia e "spirito popolare", fu modellata la storia dell'opera di Glinka.

In questo caso, cedendo al melodramma, alla fine della storia Ivan Susanin muore, sacrificandosi per lo zar: il suo amore per la patria, ma in primis per il suo autocrate, è superiore a qualsiasi cosa.

Un'analisi utile e illuminante: fra le note di queste opere russe, si può sentire chiaramente il richiamo culturale nonché il grande spirito che ha caratterizzato l'animo russo attraverso i secoli. L'abnegazione dinanzi ai pericoli e a tutti coloro che vogliono imporre il proprio dominio sulla Russia, incontrano da sempre l'opposizione del suo popolo: nelle arti, in questo caso nel teatro lirico, l'animo russo si esprime pienamente. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
potere, letteratura, Storia, zar, Russia, Italia
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