15:13 15 Novembre 2018
Russian President Vladimir Putin and US President Donald Trump are seen here ahead of the first working meeting of the Asia-Pacific Economic Cooperation leaders

Putin-Trump: pasticcio del nuovo incontro a Parigi

© Sputnik . Michael Klimentyev
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Marina Tantushyan
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Il bilaterale tra i presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Donald Trump, atteso a Parigi l'11 novembre, non si terrà sulla richiesta del capo di Stato francese, Emmanuel Macron.

Cosa in realtà ha spinto l'Eliseo a far saltare l'incontro fra Putin e Trump? Cosa faranno l'Ue e la NATO dopo l'uscita degli USA dall'Inf? Che futuro per i rapporti Russia-Usa? Sputnik Italia ne ha parlato con Filippo Romeo, Analista of Vision & Global Trends.

— Secondo il quotidiano russo Kommersant, "Emmanuel Macron ha chiesto a Mosca e Washington di non condurre colloqui in formato completo a Parigi in modo che essi non ‘eclissino' gli eventi e gli incontri preparati dall'Eliseo". Potesti ipotizzare perché Macron non ha voluto ospitare l'incontro tra Putin e Trump? 

— Il Presidente Francese Macron, sin dal giorno del suo insediamento all'Eliseo ha inteso assumere un ruolo da protagonista dando indicazioni ben precise sulla strada che avrebbe inteso percorrere, sia in ambito internazionale che europeo. 

La linea inaugurale, anche per via dei vuoti di leadership che si sono creati in Occidente a seguito della fuoriuscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, è stata mantenuta nei mesi successivi del suo governo e il protagonismo francese si è distinto nelle varie crisi internazionali che si sono succedute.

Nonostante il suo dichiarato intento di leadership europea e mondiale, nel corso della sua Presidenza Macron ha già commesso molto errori e scivoloni che, unitamente agli scandali che lo hanno investito personalmente, hanno fatto crollare l'indice di gradimento da parte dei suoi elettori. 

In conclusione — per rispondere alla sua domanda — non è da escludere che la decisione assunta da Macron sia riconducibile, oltre al timore di essere eclissato mediaticamente, anche e soprattutto, a quello di dover eventualmente subire decisioni e accordi assunti da Putin e Trump.

 — Durante il vertice mancato si doveva negoziare su vari dossier estremamente importanti. Una delle pagine più complicate degli ultimi tempi è stata l'uscita americana dal trattato sui missili. Cosa faranno Ue, soprattutto l'Italia, e la Nato dopo la mossa di Trump sul trattato Inf?  

— Come osservato da autorevoli analisti, l'annuncio del ritiro degli Usa dall'accordo del 1987 sulle armi nucleari a raggio intermedio non rappresenta di certo una novità nella storia della politica estera statunitense. In più occasioni, — si pensi alla Presidenza Obama sulle questioni delle armi nucleari e a quella del suo predecessore Bush circa i missili balistici — gli Stati Uniti hanno adottato questa prassi quando l'intesa tra le parti iniziava divenire poco vantaggiosa per loro. Tuttavia, non è da escludere che Trump, da business man navigato, abbia volutamente alzato la posta in gioco al fine di ottenere condizioni più vantaggiose. 

L'Europa, nonostante gli inviti al "dialogo costruttivo" giunti da Maja Kocijancic, portavoce dell'alto rappresentante Federica Mogherini, a causa della debolezza intrinseca connessa alla sua attuale architettura, si troverà ancora una volta costretta ad accettare passivamente tali eventuali scelte e le possibili conseguenze. Nell'ipotesi in cui il Trump dovesse realmente proseguire su questa linea, si potrebbe lo schema della guerra fredda che vede l'Europa e, quindi, l'Italia, inevitabilmente posizionate sotto il tiro della Federazione Russa. In tale scenario nulla muterà per la NATO.  

— Secondo la rivista italiana di geopolitica Limes, il ritiro di Washington dall'Inf potrebbe inoltre agevolare l'avvicinamento tattico tra Cina e Russia. Condividi questa visione?

— Nonostante fra Cina e Russia sussistano delle rivalità latenti di carattere geopolitico in alcune aree considerate strategiche per entrambi (quali l'Asia Centrale, l'Artico e la Siberia), l'avvicinamento tattico tra i due stati è ormai in atto già da qualche tempo. L'odierno piano di confronto oggi è rappresentato dalle nuove tecnologie e dai nuovi materiali e andrà ad influire in modo considerevole sugli equilibri internazionali generando, per l'effetto, mutamenti negli scenari geopolitici economici e politici. 

In tale contesto, la Cina, oltre a raggiungere in breve tempo un considerevole livello tecnologico, sta continuando ad investire risorse strategiche sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale, sia in ambito civile che militare, grazie anche al trasferimento di tecnologia missilistica russa. 

Sotto il profilo militare, lo scorso settembre i Cinesi hanno partecipato ad una esercitazione militare russa (esercitazione "Vostok"), dando così dimostrazione di dover comunemente fronteggiare la stessa minaccia. 

Su tali premesse, è chiaro quindi che un eventuale ritiro di Washington dall'Inf potrebbe ulteriormente favorire l'avvicinamento tattico tra le due potenze la cui collaborazione negli ultimi tempi non ha riguardato solo il campo militare, ma anche quello economico e politico. A tal riguardo si pensi all'impegno profuso all'interno dell'aggregato dei BRICS. 

— Sono state reintrodotte tutte le sanzioni contro l'Iran che erano state rimosse nel 2015. Come già era emerso ufficiosamente, l'Italia figura tra le otto nazioni a cui gli Stati Uniti hanno concesso un'esenzione per continuare a comprare petrolio iraniano, seppur temporaneamente e in misura limitata. A che cosa è dovuto questo "regalo" del presidente di Trump? Cosa chiederanno gli Stati Uniti in compenso, per esempio dall'Italia?

— L'Italia, unitamente a Cina, India, Corea del Sud, Turchia, Grecia, Giappone e Taiwan, è stata per il momento esentata dalle sanzioni e avrà altri 6 mesi di tempo per azzerare definitivamente il suo interscambio petrolifero con la Repubblica Islamica dell'Iran. 

I motivi di questo trattamento di favore possono essere rinvenibili in plurime ragioni. Tra queste, l'esito del vertice bilaterale tenutosi lo scorso luglio tra Donald Trump e il Presidente Italiano Giuseppe Conte nel corso del quale il nostro Presidente ha accettato integralmente le proposte del Presidente Statunitense consistenti nella ridistribuzione delle spese relative alla difesa comune; nella prosecuzione dell'impegno militare italiano in Afghanistan; nella questione iraniana; nell'acquisto degli F 35; nella realizzazione del gasdotto TAP; nelle sanzioni contro la Federazione Russa. A ciò si aggiunga che l'Italia, per via della sua posizione geografica che la pone al centro del Mediterraneo, riveste un ruolo cruciale per la strategia di difesa USA nell'area oltre che rappresentare in questo momento un contrappeso in ambito europeo alla Germania e, per come osservato da autorevoli analisti, il "ventre molle dell'Europa insieme al gruppo di VISEGRAD.

Tuttavia, nonostante la concessione di una temporanea esenzione, l'Italia, che nel 2017 è divenuto il primo partner commerciale dell'Iran tra i Paesi dell'UE, accuserà un duro colpo poiché molte nostre imprese si troveranno costrette, con molta probabilità, a rinunciare a quel mercato. 

— Nel corso della sua visita a Mosca il consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti John Bolton ha trasmesso al leader del Cremlino, Vladimir Putin, l'invito del presidente Donald Trump a recarsi a Washington in visita. Questo invito formale, a Suo avviso, potrebbe segnare l'inizio di un disgelo tra i due paesi?

— La Cina rappresenta per gli Stati Uniti l'unico attore in grado, al momento, di sfidare la propria egemonia. Non è pertanto peregrino ipotizzare che si cerchi di arrivare ad un accomodamento con la Russia al fine di evitare che si consolidi l'asse con la Cina. Tuttavia i dossier aperti sulle quali le due potenze dovranno confrontarsi sono differenti e delicate (tra questi rientrano quello siriano e iraniano). Le sanzioni inflitte all'Iran creeranno tuttavia dei vuoti di mercato che gli stati produttori, tra cui Arabia Saudita e Russia, sono pronti a colmare.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Incontro, UE, Gruppo Visegrad, BRICS, NATO, Emmanuel Macron, Donald Trump, Vladimir Putin, Italia, Francia, Cina, Russia
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