16:02 17 Novembre 2018
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Alitalia: il salvataggio continua, la perdita dei soldi dei contribuenti pure

CC BY-SA 2.0 / BriYYZ / Alitalia
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Tatiana Santi
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Il disastro Alitalia non ha fine, il prestito ponte da 900 milioni verrà prolungato dopo il termine del 15 dicembre, vi è un debito da 3 miliardi di euro e poca chiarezza sulle offerte per l’acquisto della compagnia. Oramai è un ritornello noto a tutti: il salvataggio continua, la perdita dei soldi dei contribuenti pure.

Più passa il tempo per trovare una soluzione, che sembra ormai inesistente, più l'azienda perde soldi e a pagare sono sempre i contribuenti. Infatti oggigiorno Alitalia sopravvive grazie al famoso prestito ponte da 900 milioni di euro, che scade il 15 dicembre. Dall'inizio del commissariamento sono passati 18 mesi e una strategia per salvare l'ennesima volta l'azienda non esiste.

Le uniche offerte per Alitalia arriverebbero da Ferrovie dello Stato, EasyJet e Delta, ma anche qui, la situazione è a dir poco complessa e vi sono tanti "ma". FS non fa parte del settore aereo, EasyJet si occupa solo del corto raggio e l'americana Delta non potrebbe detenere più del 49% di quota, essendo una compagnia extra-Ue. Un fatto è poco ma sicuro: il salvataggio disperato di Alitalia continua e con lui la perdita di altri soldi, che pesano sulle tasche degli italiani. Quanto durerà quest'incubo? Sputnik Italia per fare il punto della situazione ha raggiunto Andrea Giuricin, docente di economia dei trasporti al Cesisp Università Bicocca.  

— Andrea Giuricin, quanti soldi ha già bruciato Alitalia?

— Dall'inizio della gestione commissariale, dal maggio del 2017, la compagnia ha già bruciato 600 milioni di euro. Nel corso di tutto il 2018 molto probabilmente la compagnia perderà mezzo miliardo di euro. Si parla di molto di più di un milione di euro al giorno. L'azienda sicuramente non se la passa bene. Se andiamo a fare un conto più lungo, negli ultimi 15 anni al contribuente italiano la compagnia è costata circa 10 miliardi di euro.

— Alitalia inoltre è indebitata se non erro, anche se solitamente non si parla del debito?

— Se ne parla poco perché il governo vuole fare una newco, una nuova compagnia dove entrerà FS e altri possibili partner, ma non si dice nulla della badco, cioè "cattiva compagnia". Alitalia infatti ha più di 3 miliardi di euro di debito, soldi che non verranno mai rimborsati. Oltre a questi 3 miliardi, c'è anche il miliardo derivante dal prestito ponte: sono 900 milioni di prestito che con gli interessi arriva ad un miliardo.

Aerei della compagnia aerea Alitalia
© Sputnik . Natalia Seliverstova

— Il 15 dicembre il prestito ponte andrebbe restituito, che ne sarà in realtà di questo prestito?

— A mio parere verrà rinnovato e allungato. Se già ad oggi siamo arrivati a 18 mesi di prestito ponte, tenendo conto che il limite massimo sono 6 mesi secondo la normativa europea perché il prestito non diventi aiuto di Stato, molto probabilmente si aggiungeranno altri 6 mesi. Il 15 dicembre secondo me la compagnia non avrà trovato una soluzione, magari mi sbaglio. Si dovrà in quel caso prolungare il prestito con altri interessi e soprattutto con la certezza che questi soldi non verranno mai ridati indietro.

— Quali sono le offerte per Alitalia allo stato attuale?

— Di ufficiale c'è poco, perché sui siti di Alitalia non sono uscite notizie in merito. Sicuramente c'è FS, che è stata "tirata in ballo" dal governo. Ferrovie dello Stato è interessata, ma solo se ci sarà un partner che si occupa di trasporto aereo, FS non è capace di fare business aereo, l'ha detto lo stesso amministratore delegato.

FS è in campo, ma al tempo stesso non vuole andare da sola, ad oggi mancano le compagnie partner.

Sembrerebbe esserci l'offerta di EasyJet, teniamo conto però che questa compagnia è interessata al corto raggio. EasyJet è interessata quindi ad uno "spezzatino" di Alitalia, alla parte di Linate e al corto raggio, ma non a quello lungo che la compagnia non ha mai trattato. Sembrerebbe esserci inoltre la manifestazione di interesse di Delta, però non si tratta di un'offerta ufficiale. Delta non può prendersi più del 49% della compagnia, perché Delta è un'azienda extra europea.

— Una domanda da un milione: quanto durerà questa vicenda?

— Secondo me va per le lunghe, perché di fatto con questo primo termine, il 31 ottobre, non si è presa una decisione definitiva, semplicemente le aziende hanno espresso interesse. Siamo quindi ancora una volta punto e capo. Una volta manifestato l'interesse, queste aziende guarderanno i conti di Alitalia: dopo 18 mesi con 600 milioni di euro bruciati siamo allo stesso punto di prima. Questo è l'aspetto più preoccupante, un errore che deriva sia da questo governo in carica da poco, ma anche da quello precedente, che avevo criticato. A furia di perdere tempo si perdono soldi.

— Chi paga di più per colpa di questa situazione?

— Di fatto sono sempre i contribuenti a pagare. La compagnia in questo momento sopravvive grazie al prestito ponte, soldi del contribuente italiano. Quindi di fatto saranno sempre loro a pagare, l'inverno è alle porte, il periodo più difficile per tutte le compagnie aeree, quindi Alitalia perderà tante altre decine di milioni di euro. L'anno scorso d'inverno l'azienda ha perso nel primo trimestre da gennaio a marzo 200 milioni di euro. Parliamo quindi di altre cifre importanti...

— Secondo lei quale sarebbe la soluzione ottimale a questo punto?

— A questo punto è davvero difficile trovare una soluzione, l'unica via è cercare di vendere Alitalia a dei privati. Se ci sono compagnie interessate che si comprino Alitalia. Il problema è che più passa il tempo meno la compagnia è attrattiva, perché perde soldi.

— Quindi l'unica via d'uscita sarebbe venderla al più presto?

— Esattamente, senza farla pesare troppo sul contribuente italiano. Ormai è molto difficile, perché l'altra soluzione è il fallimento, economicamente sostenibile, politicamente no. A mio parere nessun politico vuole il fallimento, non la prendo nemmeno in considerazione come alternativa, perché conosco i politici italiani e non sarebbero d'accordo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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aviazione civile, Alitalia, Italia
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