08:25 14 Novembre 2018
Strane presenze umane

La Corte europea dei diritti disumani

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Opinioni
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Alessio Trovato
4201

Adesso però basta. La Corte europea dei diritti umani condanna l'Italia perchè decise di continuare ad applicare il regime di carcere duro del 41bis a Bernardo Provenzano. “E’ stata una grande lotta per i diritti”, ha detto il suo legale. Ma allora volete veramente farci...

No, il dibattito su questo punto è ancora aperto. In redazione stiamo valutando se si possano o no scrivere le parolacce. I russi ritengono di no perchè sono educati così, qui almeno la lingua scritta si ritiene debba rimanere pulita, io invece sto cercando di dimostrare scientificamente che certe parolacce, in certi contesti, siano in realtà forme di interiezione, cioè espressioni capaci di esprime con più precisione un determinato stato emotivo. Insomma, per capirci, un conto è dire "mi sento leggermente adirato", "sono costernato", "mi trovo perplesso", un conto è dire "state iniziando veramente a farci…", "ci avete veramente rotto i…", "ma perchè non ve ne andate tutti a…". Il dibattito è aperto. Vi terremo aggiornati.

Anders Behring Breivik - strage di Utoya, 77 vittime
© AFP 2018 / POOL / HEIKO JUNGE
Anders Behring Breivik - strage di Utoya, 77 vittime
Nel frattempo torniamo a parlare del fu Bernardo Provenzano, l'uomo che da postumo ha vinto la grande ‘causa per i diritti'. Bernardo detto Binnu u'Tratturi — Bernardo il trattore. Perchè proprio ‘il trattore' non ve lo spiego, capirete alla fine della presentazione. Considerato il capo di Cosa Nostra dal 1995, riuscimmo a beccarlo nel 2006 dopo 40 anni che era ricercato. 40 anni. Stava in una masseria di Corleone. Corleone, bhè certo, a chi sarebbe mai venuto in mente che si ‘nascondeva' proprio a Corleone. Nel frattempo che lo cercavamo in Trentino Alto Adige, Binnu u'Tratturi riusciva a collezionare una ventina di ergastoli. Insieme ad un altro, un certo Riina, già negli anni '60, secondo alcuni collaboratori di giustizia, aveva superato il ragguardevole punteggio dei quaranta omicidi. Tra questi ovviamente non solo concorrenti in ‘affari' ma anche esponenti delle forze dell'ordine. Negli anni ottanta, sempre insieme a quell'altro grande combattente per i diritti (Riina) scatenava la Seconda GM — la Seconda Guerra di Mafia. Eliminarono tutti i boss rivali e insediarono un loro governo composto solo dai capimandamento a loro fedeli. E lì fecero un bel salto di qualità perchè iniziarono ad affinare anche il concetto di ‘infiltrazione mafiosa' nell'apparato statale. Gli anni '90 furono invece gli anni dei grandi attentati dinamitardi ed anche gli anni in cui u'Tratturi propose a Giovanni Brusca, altro grande sociologo del diritto contemporaneo (detto u'scannacristiani) di prendere questi il comando sui corleonesi e lui in cambio ricevere l'investitura di ‘capo dei capi'. Brusca, ditelo alla Corte europea dei diritti (delitti dis)umani, è anche quel gentile signore che sciolse nell'acido il bambino di 13 anni per non far parlare il padre. Comunque, alla fine, nel 2006 riuscirono a prenderlo stu Tratturi e finalmente lo carcerarono. 

Andrej Cikatilo - il mostro di Rostov, più di 53 vittime trucidate
© Sputnik . Vladimir Vyatkin
Andrej Cikatilo - il mostro di Rostov, più di 53 vittime trucidate
Ma è solo qui che arriva il bello. Ed è qui che io insisto sul diritto-dovere di iniziare a dirle le parolacce. Al supercarcere di Terni, sottoposto al regime carcerario del 41 bis, (che non è una tortura, è solo un regime severo studiato e regolarmente approvato dal popolo italiano), dopo solo un anno venne trasferito a Novara su richiesta degli agenti penitenziari che, evidentemente, erano loro a trovarsi in difficoltà con lui. In pratica il 41 bis era più per gli agenti. Siccome poi a Novara tentò più volte di comunicare in codice con l'esterno, allora il Ministero di Giustizia decise di aggravare la durezza della detenzione, applicandogli, in aggiunta, il regime di ‘sorveglianza speciale'. Pensate, lu Tratturi se ne stava da solo in una cella senza la televisione! Che cosa orribile. 

Nel 2011 gli diagnosticano un cancro alla prostata e da Novara lo portarono a Parma. Nel 2014 le sue condizioni si aggravarono e dal centro clinico del penitenziario di Parma venne ricoverato all'Ospedale San Paolo di Milano. Nell'estate 2015 la Cassazione riconfermò il regime di 41 bis presso la camera di massima sicurezza dell'ospedale milanese, respingendo l'istanza dei legali di spostarlo nel reparto riservato ai detenuti ordinari, in regime di detenzione domiciliare. La motivazione della sentenza però, questa è la cosa più importante, non fu punizione ma al contrario tutela del diritto alla salute dello stesso detenuto dato che, secondo la Corte, l'esposizione alla promiscuità dell'altro reparto, peraltro non abbastanza attrezzato, l'avrebbe messo a rischio sopravvivenza. Morì appunto all'ospedale San Paolo di Milano il 13 luglio 2016 alla tenera età di 83 anni.

Unione Europea
© REUTERS / Srdjan Zivulovic
Unione Europea
Oggi la Corte europea di Strasburgo ci viene a dire a noi che siamo stati inumani, il legale gongola, il figlio ringrazia e a noi ci condannano. Loro. A noi. Ci condannano.

No ma lo so, la Corte europea applica la legge, tecnicamente ha pure ragione. Ma è proprio questo che fa ancora più rabbia — applica la legge sì, ma di chi? E' la legge dell'accordo che hai firmato e adesso, nei secoli dei secoli è la legge tua. Questo sì che è un ergastolo. Questo sì è un 41bis.

Mi viene da piangere. E dire parolacce. Ma tante. 

 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Giustizia, Strasburgo, UE, Italia
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