10:29 21 Novembre 2018
Pierre Moscovici, European commissioner for Economic and Financial Affairs, Taxation and Customs, holds a press conference on tax and financial transparency at the European Commission in Brussels on March 18, 2015.

La scarpa di Krusciov, la madre di Cosimo e le palle di Moscovici

© AFP 2018 / Emmanuel Dunand
Opinioni
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Alessio Trovato
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E’ una specie di indovinello: cosa c'entrano la scarpa di Krusciov, la madre di Kuzma (Cosimo) e la palle di Moscovici (inteso come palle che Moscovici racconta)?

Iniziamo dal principio. La leggenda dice che fosse esattamente il 12 ottobre del 1960, la scena quella di una riunione dell'ONU. Giacca, cravatta e protocollo. A parlare è un rappresentante filippino, un certo Lorenzo Sumulong. Lui, filippino, parla dell'oppressione dell'URSS sui Paesi dell'Europa dell'Est. Krusciov allora si alza in piedi, tira fuori una scarpa ed inizia a sbatterla su tavolo in…alberato nero. Questa per lo meno la versione che circola e che prendono tutti per buona. In quella stessa occasione, o forse in un'altra, avrebbe anche detto una cosa del tipo "…io vi faccio vedere la madre di Kuzma!". Il traduttore rimase spiazzato e tradusse letteralmente "Kuzma's mother". In effetti allora era un modo di dire molto raro e l'interprete al volo non gli venne che Nikita intendesse dire una cosa che assomigliava piuttosto ad un "…io vi faccio un Kuzma così a tutti!". Oggi invece l'espressione è molto diffusa ma usata più per scherzare che per minacciare sul serio. Proprio in seguito a quell'episiodio.

Scarpa da lancio
© Foto : Pixabay CC0
Scarpa da lancio
Ora, non è importante sapere se veramente l'uomo che ebbe il coraggio al 20.mo Congresso del Partito di denunciare i crimini di Stalin e che mediò con Kennedy per evitarci un'altra guerra mondiale con la crisi di Cuba, fu o no anche l'uomo che si lasciò andare tanto da sbattacchiare la scarpa sul tavolo delle Nazioni Unite, se la scarpa fosse la sua o l'avesse levata a Gromiko, non importa neppure come andò esattamente con quella storia di Kuzma, la madre e che fine fece l'interprete, l'importante è che nell'immagionario collettivo esiste una scena in cui qualcuno, anche se non uno qualunque, possa alzarsi in piedi durante l'Assemblea più importante planetaria, pigliare una scarpa e mandare tutti quanti affan gulag!

Esiste, nell'immaginario esiste. Nel mio di sicuro. Infatti quando ho visto la scena dell'eurodeputato leghista Angelo Ciocca che tira fuori la scarpa ho avuto un sussulto. Un brivido lungo la schiena, mi sono detto — ecco, ci siamo, si sta per avverare una delle mie visioni più intimamente fetish-politik, adesso gliela sbatte sul tavolo e si mette a gridare frasi incomprensibili sulla madre di Dombrovskis e tutto si concluderà con un gioioso delirio. Invece no, Ciocca, gentilmente appoggia le scarpe su dei fogli inutili, simbolicamente, il giorno dopo tutti a dire che non è con le provocazioni che si risolvono i problemi e Moscovici a scrive la cosa più piatta, trita e noiosa che mi sia mai toccato leggere (a parte Saviano): "L'episodio della scarpa made in Italy è grottesco. All'inizio si sorride e si banalizza perché è ridicolo, poi ci si abitua ad una sorda violenza simbolica e un giorno ci si risveglia con il fascismo. Restiamo vigili. La democrazia è un tesoro fragile". Ma che c'entra il fascismo. E' come la madre di Kuzma, nel senso di Kuzma's mother. Ma che c'entra?

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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