16:25 17 Novembre 2018
Giuseppe Conte arriva a Mosca

Salvini e Conte, staffetta a Mosca per rilanciare il no alle sanzioni

© Sputnik . Vitaly Belousov
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Marina Tantushyan
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L’ottobre potrebbe diventare un mese molto significativo per i rapporti bilaterali italo-russi.

La scorsa settimana mercoledì 17, il giorno in cui si è aperto a Bruxelles il Consiglio europeo, Matteo Salvini ha volato nella capitale russa per partecipare all'assemblea di Confindustria Russia e per incontrare imprenditori italiani che "portano alto il nome del Made in Italy in Russia nonostante le sanzioni". L'interesse delle aziende italiane per il mercato russo è sempre stato elevato — con quasi 8 miliardi di importazioni di made in Italy nel 2017, la Russia si conferma l'economia di riferimento per le aziende italiane in Eurasia. Sette giorni dopo, il 24 ottobre il premier Giuseppe Conte andrà a Mosca per l'atteso e molto importante faccia a faccia con il presidente russo Putin e il primo ministro Dmitry Medvedev.

Perché Mosca sta diventando sempre più centrale per il governo giallo-verde? Quali conseguenze potrebbe avere questa missione sulle relazioni tra l'Italia e la Russia e Roma e Bruxelles? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Professor Igor Pellicciari dell'Università di Urbino e il docente LUISS e MGIMO.

— Professore, a che cosa è dovuta questa intensificazione dei contatti politici tra la Russia e l'Italia?  

— A mio avviso a due elementi, uno interno ed uno esterno al nuovo Governo gialloverde uscito dalle ultime elezioni italiane. Quello esterno riguarda la ricerca continua, quasi ostentata dal nuovo esecutivo di attuare le promesse del periodo elettorale quando — seppure con toni e argomenti diversi — sia il M5S che la Lega si espressero per un miglioramento dei rapporti con la Russia. Il fattore interno riguarda invece la tenuta stessa della attuale coalizione di Governo. La visita ravvicinata di Conte e Salvini a Mosca in un momento di tensioni interne alla maggioranza per via del nuovo decreto fiscale segna una occasione di compattamento della coalizione di Governo. Dialogare con il Cremlino è infatti uno dei pochi punti di convergenza sincera tra M5S e Lega in quel contratto di governo dove invece su altri punti entrambe le forze hanno dovuto fare concessioni, spesso con difficoltà.

— Come valuta i primi resultati della visita del vicepremier Salvini a Mosca che ancora una volta ha espresso la sua forte volontà di interrompere le sanzioni antirusse promosse da Stati Uniti ed Europa?

— È ancora troppo presto per prevedere reali risultati. Per ora siamo ancora nella dimensione delle — pur importanti — dichiarazioni politiche. L'Italia non è nelle condizioni reali di potere imporre — almeno a questa Commissione Europea e a questo Consiglio Europeo — un reale cambio di rotta sulle sanzioni. Roma potrebbe però portare a casa un risultato concreto ed importante nel momento in cui Mosca decidesse unilateralmente — per premiare posizioni politiche critiche sulle sanzioni alla Russia — di ridurre l'impatto e la portata delle sue contro-sanzioni, ma solo nei confronti dell'Italia. Questo sarebbe un altro duro colpo alla politica estera della UE. Ricordo che già in passato Mosca premiò la posizione critica del Governo Renzi sul rinnovo delle sanzioni europee, ritagliando un ruolo italiano nel progetto Nord Stream 2.

— Proprio da Mosca è arrivata la notizia quasi sensazionale che Salvini valuta la proposta di presidenza della Commissione Ue. Il ministro dell'interno italiano guiderebbe l'intera area sovranista. Cosa ne pensa?

— Che siamo già in piena campagna elettorale per le consultazioni europee che si terranno il prossimo maggio 2019. Da quando è Ministro dell'Interno, Salvini ha goduto di una enorme visibilità che ha superato di gran lunga i confini nazionali e la candidatura alla Presidenza della Commissione Europea per l'ala sovranista — peraltro, si noti, arrivata da fuori Italia — lo ha certificato. È probabile che Salvini stia a questo gioco fino alle elezioni per rafforzare quel forte risultato elettorale che oramai tutti i sondaggi gli attribuiscono — ma che alla fine punti a radicarsi ulteriormente a Roma. Da sempre la politica italiana è molto centrata su sé stessa ed ha sempre messo in secondo piano la dimensione internazionale — senza contare poi che la Lega è al momento troppo dipendente dalla figura di un Salvini Vice-Premier/Segretario Politico, residente in Italia.

— Quali sono le Sue aspettative per il primo faccia a faccia di Conte con Putin, durante il quale, come ha ribaditolo lo stesso premier italiano saranno valutate "le relazioni economiche e commerciali italo-russe". Aspetta qualche svolta importante a questo proposito?

— L'Italia è politicamente debole ma è ancora una potenza culturale e commerciale di primissimo piano ed è normale che cerchi un gioco di sponda (o magari anche qualcosa di più) sul mercato russo — tanto più nel momento in cui teme di essere oggetto di attacchi speculativi finanziari, in primis da parte dei mercati occidentali. Roma cerca insomma nuovi fondi sovrani che agiscano come possibili acquirenti del proprio debito pubblico in vista della prossima fine del Quantitative Easing e sbaglia grosso chi crede che il paese non abbia nulla da offrire in cambio. Penso a tale proposito che sia passato piuttosto inosservato sui media il recente viaggio in Cina del Ministro dell'Economia italiano.

— "L'Italia sta cercando di trovare un equilibrio tra la necessità di seguire la linea generale della Nato e il desiderio di sviluppare relazioni costruttive con la Russia", — ha sottolineato Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo in un'intervista a Panorama, rispondendo alla domanda sulla prossima visita del presidente del Consiglio in Russia. A Suo avviso l'Italia davvero riuscirà a raggiungere questo obiettivo e diventare il ponte fra Mosca e Washington?

— La politica estera italiana del secondo dopoguerra da sempre ha cercato di mediare tra una posizione chiaramente atlantista senza-se-e-senza-ma ed il tentativo di mantenere buoni rapporti bilaterali con il sistema sovietico prima e con la Russia poi. Il nuovo Governo a Roma si collocherà in questa tradizione di continuità, semmai con qualche presa di posizione politica più esplicita e più forte a favore di Mosca rispetto al passato — ma guardandosi bene dal prendere reali distanze dalla NATO. Avrà notato che tra i numerosi argomenti polemici contro Bruxelles partiti da Roma negli ultimi mesi — tutti hanno riguardato solo la UE. Ogni riferimento alla NATO è stato accuratamente evitato. Riguardo al ruolo di Roma possibile pontiere tra Russia e USA, penso che sarebbe più disposta a sostenerlo nel concreto Mosca di quanto sia pronta a fare Washington — anche a causa del forte scontro in atto tra Presidenza e Dipartimento di Stato sulla politica estera.

— Quali conseguenze potrebbe avere la doppia missione di Salvini e Conte sulle relazioni tra l'Italia e la Russia, soprattutto nell'ottica del notevole peggioramento dei rapporti tra Roma e Bruxelles che vanno sempre più spesso allo scontro aperto e che non si limita più alla questione migratoria?

— Che da New York a Bruxelles la dimensione multi-laterale diplomatica sia oramai in una crisi di identità cronica, per molti irreversibile — e che le relazioni tra i vecchi Stati-Nazione siano tornate ad essere giocate su piani bilaterali è un dato di fatto che ora fa il gioco non più solo della Russia — ma — con la nascita di un governo sovranista a Roma — anche dell'Italia.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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relazioni Italia-Russia, Consiglio Europeo, Commissione Europea, Giuseppe Conte, Maria Zakharova, Dmitry Medvedev, Matteo Salvini, Vladimir Putin, UE, Italia, USA, Russia
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