15:30 18 Novembre 2018
Membri dei Caschi Bianchi

Gli "Elmetti bianchi” amici di Al Qaida profughi in Europa e Canada

© AFP 2018 / AMER ALMOHIBANY
Opinioni
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Gian Micalessin
2013

Un accordo siglato d’intesa con le Nazioni Unite garantisce asilo politico a 300 militanti del gruppo in Germania, Gran Bretagna e Canada.

Il gioco è finito e l'Occidente getta la maschera. L'accordo, siglato con la mediazione delle Nazione Unite, che consente a 279 esponenti degli Elmetti Bianchi di venir accolti assieme alle famiglie in Germania, Canada e Gran Bretagna rappresenta l'ennesima prova delle collusione di Stati Uniti e paesi europei con i gruppi jihadisti e alqaidisti impegnati nella lotta al regime di Bashar Assad.

I 279 fanno parte di un gruppo di 422 "volontari" esfiltrati, lo scorso luglio, con la collaborazione dell'esercito israeliano dai territori del Golan siriano appena riconquistati dalle forze governative e "accompagnati" alla frontiera Giordania. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu spiegò, all' epoca, di aver collaborato all'evacuazione su richiesta del presidente Donald Trump e di altri leader occidentali. Il regno hashemita consapevole del pericolo derivante dalla presenza di personaggi strettamente legati a organizzazioni terroriste ha preteso, prima di accoglierli un impegno scritto in base al quale i sedicenti volontari avrebbero in breve tempo ricevuto asilo politico in altri paesi.

"Il nostro governo — ha spiegato un portavoce del Ministero degli Esteri di Amman — ha permesso loro di passare temporaneamente sui nostri territori in attesa del trasferimento in paesi occidentali. Il passaggio è stato concesso su richiesta delle Nazioni Unite per ragioni puramente umanitarie. Gran Bretagna Germania e Canada si sono impegnati dal punto di vista legale ad accoglierli entro tre mesi senza alcun altra obbligo per il nostro regno".

L'aspetto più surreale della vicenda è la disponibilità di tre paesi, dove negli ultimi anni non sono mancati attentati e stragi organizzati da esponenti dell'Islam radicale, ad accogliere dei militanti arrivati da territori dove, oltre ad aver intrattenuto relazioni con Al Qaida e altre formazione armate jihadiste, hanno avuto l'opportunità di addestrarsi all'uso di armi ed esplosivi. Ma evidentemente paesi come Stati Uniti e Gran Bretagna, in prima fila nel finanziamento e nell'organizzazione degli Elmetti Bianchi, avevano tutto l'interesse a favorire una soluzione veloce ed indolore evitando che i militanti rivelassero tutti i particolari dell'imbarazzante "liaison" tra democrazie occidentali e jihadisti siriani. Già così l'imbarazzo non manca. Filmati e foto diffuse su internet dagli stessi elmetti bianchi e da varie formazioni armate siriane hanno spesso evidenziato lo stretto legame con il sistema di terrore ed intimidazione imposto da Jabhat al Nusra e da altre organizzazioni jihadiste nei territori controllati dai ribelli. Uno di questi video, messo su internet il 16 maggio 2015, è stato girato ad Al Jasim una città di quella provincia di Daraa da cui provengono molti elmetti bianchi evacuati in Giordania. In quel video si vedono tre militanti dell'organizzazione portar via il cadavere di un uomo appena giustiziato con tre colpi alla testa su ordine di una Corte Islamica. In un altro filmato, girato sempre nel 2015 nella città di Haritan, gli Elmetti Bianchi, con annessa barella per il morituro, assistono alla sentenza di un tribunale di Jabhat Al Nusra e all'immediata esecuzione del condannato con un paio di colpi alla testa.

Ma gli Elmetti Bianchi sono stati soprattutto l'anima della propaganda jihadista realizzando e distribuendo i più importanti video utilizzati per commuovere l'Occidente o per convincerlo del coinvolgimento di Bashar Assad nei vari attacchi chimici attribuitigli senza prove dal 2013 ad oggi. Il più famoso e spudorato fra i video usati far presa sull'opinione pubblica internazionale resta quello del bambino Omran diffuso dagli Elmetti Bianchi nell'agosto 2016. Il bimbo strappato al padre dopo il bombardamento della loro casa non venne trasportato all'ospedale ma messo, come ha raccontato successivamente il genitore, sul sedile di un ambulanza trasformata in un set fotografico. Un'operazione di disinformazione realizzata in piena collaborazione con Jabat Al Nusra la costola siriana che controllava quella parte di Aleppo e contribuì alla distribuzione delle foto destinate a commuovere l'opinione pubblica internazionale. In tutto ciò l'aspetto più imbarazzante e l'aperto sostegno garantito all'organizzazione dai paesi occidentali. Londra oltre ad aver contribuito alla fondazione nel 2013 degli elmetti bianchi grazie ai servizi dell' ufficiale dell'esercito britannico James Le Mesurier ha garantito al gruppo finanziamenti per oltre 50 milioni di dollari e periodici corsi di addestramento dei suoi "volontari". Gli Stati Uniti prima del blocco imposto dal presidente Trump lo scorso maggio avevano versato all'organizzazione aiuti per oltre 33 milioni. L'Olanda fermatasi dopo aver elargito 12 milioni e mezzo di euro è l'unica ad ammettere che l'inadeguata supervisione dell'organizzazione e la mancanza di trasparenza sull'utilizzo dei fondi può aver consentito il dirottamento di quei fondi nelle casse dei gruppi terroristi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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crisi in Siria, Al-Nusra, Al Qaeda, ONU, caschi bianchi, USA, Siria, Giordania, Gran Bretagna, Germania, Canada, Occidente
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