08:07 15 Novembre 2018
Vladimir Putin all'incontro del Valdai Club

Anniversario del Valdai club: “la dichiarazione d’amore di Putin per la Russia”

© Sputnik . Sergey Mamontov
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Marina Tantushyan
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Moscatelli: “Mi ha colpito la dichiarazione d’amore di Putin per la Russia”.

E` concluso sul Mar Nero, a Sochi, il 15esimo incontro annuale del club internazionale di discussione Valdai (15-18 ottobre). Vi hanno partecipato più di 50 ospiti, tra cui ministri russi, diplomatici ed esperti internazionali e giornalisti, che hanno discusso temi di politica estera, economia e cultura nel contesto dell'attuale situazione internazionale. Il tema principale di quest'anno è stato "Russia, agenda per il XXI secolo".

È vale davvero la pena organizzare gli incontri in questo format? Che aria si respirava durante il Forum? Quali sono stati i punti più forti del discorso tradizionale del presidente russo Vladimir Putin? Per parlarne Sputnik Italia ha raggiunto Orietta Moscatelli, caporedattore esteri di Askanews, che ha partecipato al Valdai Club.

— Orietta, quest'anno il Valdai Discussion Club festeggia il suo 15esimo anniversario. Vorrei innanzitutto sapere che significato ha avuto questo incontro internazionale per te, per la giornalista italiana che si occupa della Russia e che frequenta il Forum quasi fin dal suo inizio?

Orietta Moscatelli
© Foto : fornita da Orietta Moscatelli
Orietta Moscatelli

— Devo dire che per un giornalista, per un analista e per chi si occupa di Russia il Valdai Discussion Club è senz'altro una piattaforma unica e una piattaforma estremamente valida e preziosa. Perché qui si lavora e si discute praticamente 24 ore al giorno — l'agenda è veramente molto ricca. Qui si può riflettere e aggiornarsi non solo con i rappresentanti del governo russo e con i ministri ma anche con le persone che vengono dagli altri paesi e percepiscono certi argomenti in modo completamente diverso.  E questo sicuramente è un valore aggiunto di questo forum che molto spesso ingiustamente considerato come una piattaforma filorussa. Certo, si tratta di un club composto dagli esperti interessati alla Russia, per chi la Russia è un partner di lavoro ma posso assicurare che le critiche e le posizioni contro qui non mancano mai.

— In quale clima si è svolta l'edizione 2018 e attorno a quali temi è stata maggiormente concentrata la discussione quest'anno?

— La 15esima edizione del club è tornata a mettere in centro la Russia. Le ultime edizioni del Valdai sono state concentrate sulle nuove dinamiche a livello globale. Per esempio, l'anno scorso il tema era "quale nuovo ordine mondiale" può emergere dagli attuali conflitti. Quest'anno Russia è di nuovo al centro di discussione.

Si è parlato sia dell'identità nazionale che si sta ancora formando, sia della cultura ed economia e sia naturalmente della politica estera russa, soprattutto in Siria, dove la Russia rivendica una generale stabilizzazione e ora vorrebbe spingere verso il processo politico e sta puntando sul ritorno dei profughi, che, secondo la visione di Mosca deve essere accompagnato dalla ricostruzione.

Inoltre, c'è stato un panel di alto livello dedicato alla svolta "eurasiatica" che è diventata la scommessa putiniana in epoca di sanzioni e movimenti geo-economici alimentati dal rafforzamento cinese sullo scacchiere mondiale. Infatti non è a caso quest'anno al Forum hanno partecipato tantissimi rappresentati di altissimo livello provenienti dai paesi asiatici e dalla Cina.

— In questi giorni, in occasione della visita di Salvini a Mosca, si parla di nuovo del possibile veto italiano per il rinnovo delle sanzioni. Però, so che durante questa edizione del Valdai club tu hai conosciuto un imprenditore russo che paradossalmente ha guadagnato dal regime sanzionatorio, è vero?

— Uno di tanti protagonisti di Valdai di quest'anno è stato Oleg Sirota — l'imprenditore di 30 anni e un entusiasta del suo lavoro che produce formaggi semi stagionati e stagionati nelle vicinanze di Mosca, a Istra. Oleg è diventato al Valdai Club 2018 una sorta di testimonial dell'economia russa in tempo di isolamento dai mercati occidentali. Grazie alle sanzioni introdotte da parte dell'Europa nei confronti alla Russia, la sua impresa cresce a ritmi incredibili del 200-300 per cento l'anno.  Il giovane imprenditore è convinto che in Russia oggi si produce mozzarella e burrata migliori che in Italia. Devo dire che lui, come molti altri uomini d'affari crede che le sanzioni stiano facendo bene a certe parti dell'economia russa.

— Il culmine del Forum è sempre stato l'incontro del presente russo con i membri del club che anche quest'anno si è tenuta tradizionalmente alla chiusura dei lavori. Quali aspetti dell'atteso discorso di Vladimir Putin hanno catturato la tua attenzione e ti hanno colpito di più?

— Dell'intervento di Putin mi ha colpito in particolare il mood, diciamo il tono: molto rilassato, a suo aggio a parlare di tutto con tutti, paziente, spesso sorridente. Non voglio dire banalmente che Putin fosse ieri di buon umore, ma piuttosto, che c'è qualcosa di nuovo nel tono con cui il presidente russo parla della politica, sia quella interna che quella estera: mi è parso il tono, se vogliamo, di un leader che comincia a fare dei bilanci — pur sapendo che c'è ancora molto, moltissimo da fare — e che è soddisfatto di quanto realizzato sino ad oggi. Putin si è mostrato cautamente ottimista. Il suo messaggio, in sintesi, è che sulla scena internazionale ci sono tante tensioni, tanti contrasti, ma la Russia è pronta a tornare sulla via del confronto. E Putin crede che questo sarà possibile, che proprio perché la Russia è diventata un attore ‘scomodo' sulla scena internazionale, sfidando quello che lui chiama il monopolio — l'egemonia americana e occidentale — proprio per questo il mondo è, e sarà più equilibrato.

Questo Putin lo ha rivendicato apertamente ieri, contraddicendo un po' anche la tesi da cui è partito quest'anno il Valdai club, ovvero il rapporto annuale che decreta il fallimento del Multipolarismo, anche del possibile bipolarismo USA-Cina come quadro di garanzia.  Putin crede, invece, che il sistema multipolare non sia affatto morto, anzi: la Russia ha contribuito in questi anni a suo avviso a tenerlo in vita e rilanciarlo. E poi, infine, mi ha molto colpita una sorta di dichiarazione d'amore per la Russia. Putin ha detto di avere imparato ad amare sempre più il suo paese negli anni in cui l'ho conosciuto da presidente. "Mi sono convinto della forza della Russia e del suo popolo, della sua saggezza", ha detto Putin.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

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Club Valdai, Vladimir Putin, Russia
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