07:21 14 Novembre 2018
Matteo Salvini

Sanzioni definite da Matteo Salvini "una follia economica, sociale e culturale"

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Eliseo Bertolasi
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La conferenza “Italia-Russia prospettive di cooperazione economica industriale e commerciale” tenutasi il 17 ottobre a Mosca è stato un evento di grande importanza per tutta l’imprenditoria italiana presente in Russia.

La partecipazione dell'ospite d'onore, il vice-premier, ministro dell'Interno Matteo Salvini, ha lanciato un segnale inequivocabile: il governo italiano è presente e ha estremamente a cuore la sorte degli imprenditori italiani che dall'introduzione delle sanzioni contro la Russia stanno particolarmente soffrendo su questo mercato.

La sala della conferenza era gremita di partecipanti, non solo italiani ma anche molti russi. La presenza di Matteo Salvini ha sicuramente catalizzato l'interesse e la partecipazione all'evento.

L'ennesimo viaggio, quello di Matteo Salvini, che non solo consolida i buoni rapporti politici esistenti tra Russia e Italia, ma soprattutto che evidenzia il grande interesse del vice-premier verso una delle questioni più spinose dell'economia italiana: le grandi perdite dovute alle sanzioni decise dall'Unione Europea verso la Russia. Sanzioni definite dallo stesso Matteo Salvini "una follia economica, sociale e culturale". Non solo, ricollegandosi alla questione, il vice-premier ha elogiato gli imprenditori italiani e russi, come anche gli studenti italiani e russi, che stanno resistendo in questi anni di sanzioni definendoli "portatori di pace".

Matteo Salvini numeri alla mano ha inoltre quantificato la perdita economica dovuta alle sanzioni: "I dati sono incredibili: 20 miliardi di fatturato perso, 12 milioni di euro al giorno... l'Italia ha perso fette di mercato, altri paesi europei hanno guadagnato fette di mercato", quest'ultima battuta, riferita agli "amici francesi".

Riguardo alle prospettive Matteo Salvini ha poi aggiunto: "Noi non vogliamo tutto e subito, ma almeno un segnale di distensione di apertura di dialogo al tavolo. Nel 2018 i problemi si risolvono al tavolo, non coi carri armati sui confini. Pare che l'Unione Europea invece di tornare indietro, voglia accelerare e andare avanti ipotizzando un rinnovo automatico delle sanzioni senza neanche più chiedere ai paesi membri che cosa ne pensino. Se ci chiederanno di avvallare una cosa del genere, diremo, educatamente, pacatamente: no!"

Matteo Salvini
© AP Photo / Ronald Zak
Nel suo intervento, Matteo Salvini, in quanto vice-premier, ha toccato tutta una serie di tematiche sia di politica interna: la riduzione degli sbarchi dei migranti sulle coste italiane, la manovra economica appena varata dal suo governo.. che di politica estera. In quest'ultimo contesto ha parlato di pace manifestando contemporaneamente, invece, la sua preoccupazione per l'escalation di violenza prevedibile in Ucraina: "Ho letto con orrore l'ipotesi di una guerra di religione all'interno della chiesa ortodossa tra Russia e Ucraina in queste settimane. La storia insegna che le guerre di religione non portano mai a niente di utile. Quando il potere politico sottomette un'autorità religiosa per interessi che nulla hanno a che fare con la fede, io sono estremamente preoccupato. È incredibile come sui media italiani non arrivi quasi nulla di questo, quando si strumentalizza Dio per interessi di geopolitica".

Davanti al luttuoso evento che ha colpito la Crimea nella stessa giornata Salvini ha espresso il suo sincero personale cordoglio come "ministro, vice-presidente del consiglio" anche come papà.

Ha concluso il suo intervento tornando sulla delicata questione dello scisma religioso in Ucraina: "I miei colleghi spesso si riempiono la bocca di parole come pace, missioni di pace, diritti umani. Ma sono sanzioni unicamente dettate da ragioni economiche, i diritti umani non c'entrano assolutamente niente. Mi sembra evidente. Quando nel nome del business si arriva a rinfocolare guerre di religione. Ci sono 12.00 chiese dell'ortodossia russa in Ucraina. Ci sono progetti di legge depositati in Ucraina per l'esproprio dei beni di queste chiese, si temono assalti ai monasteri.. E lo dico, non a chi è qui dentro che è portatore di pace e di dialogo ma a chi è fuori e sta soffiando sul fuoco. State molto attenti! Io mi prendo l'impegno come vice-presidente del consiglio, se qualcuno giocherà a riportare fumi di guerra in questo continente, giocherà a portare inimicizia ancor maggiore tra Italia e Russia in me e nel governo italiano avrà il primo avversario costi quello che costi".

Sputnik Italia presente all'evento ha incontrato Ernesto Ferlenghi presidente di Confindustria Russia, organizzatore dell'evento, per un opinione sull'importanza della visita di Matteo Salvini a Mosca:

— È una visita che ha un grande significato per noi imprenditori italiani che lavoriamo qui in Russia, mi riferisco, quindi, non solo alla grande impresa ma a una testimonianza importante che è quella data dalle piccole e medie imprese, quelle che soffrono maggiormente sul mercato russo in questi ultimi anni. C'è una  fortissima perdita in termini d'esportazione e cala l'interscambio. Segnali, questi, che hanno portato noi tutti  e Confindustria Russia a richiedere la presenza del nostro vice-premier. La presenza di Matteo Salvini oggi qui a Mosca, è un segnale importante per noi non solo per la gratificazione e il sostegno da parte del governo ma per la presenza di un vice-premier che ha creduto nei rapporti con questo Paese e che ha avuto nei confronti dell'imprenditoria italiana sicuramente un elemento di attenzione costante nel corso degli anni. Questa visita di Matteo Salvini è un grande onore. Un incontro diretto e trasparente dove gli imprenditori con la loro testimonianza raccontano le loro storie. Il messaggio è: noi non molliamo, vogliamo continuare l'impresa d'essere qui in Russia e continuare a fare grandi cose come abbiamo sempre fatto.

— Nonostante le sanzioni?

— È un momento molto difficile, le sanzioni insieme al cambio del rublo e alla domanda sono tre elementi importanti che stanno contribuendo a rendere difficile questo momento.

— Si riferisce ad un calo della domanda del nostro "made in Italy"?

— Si! Esattamente! Noi non possiamo continuare a subire la concorrenza di altri paesi che portano via una quota di mercato ai nostri imprenditori. Dobbiamo continuare a studiare il mercato e nel contempo guardare in prospettiva e con entusiasmo alle nostre opportunità. E lo faremo. Il messaggio di oggi, la presenza del senatore Salvini è un grande segnale per tutti noi.

— E per le quote di mercato che le imprese italiane hanno perso?

— Le quote di mercato che vengono acquisite dai cinesi, dai francesi, dai tedeschi sarà una fatica immane riconquistarle. Ma faremo il possibile.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Made in Italy, crisi economica, perdite, Sanzioni alla Russia, Confindustria, Ernesto Ferlenghi, Matteo Salvini, Italia, Russia
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