09:09 23 Ottobre 2018
Incontro tra Sergei Lavrov e Enzo Moavero Milanesi

Moavero a Mosca. Inizia un nuovo capitolo delle relazioni italo-russe

© Sputnik . Grigory Sisoev
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Tatiana Santi
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Il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi durante la sua visita ufficiale a Mosca dal suo omologo Sergey Lavrov invita il presidente Putin alla conferenza sulla Libia. Autunno caldo per i rapporti italo-russi: ad ottobre previsti viaggi a Mosca anche del Ministro degli Interni Salvini e del premier Conte.

La Libia è stata al centro dell'incontro fra Moavero e Lavrov, durante la visita del Ministro degli Esteri italiano si è ribadita anche l'importanza della cooperazione bilaterale e dei rapporti economici fra i due Paesi. Nonostante le sanzioni, infatti, l'interscambio dà segnali positivi.

Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges)
© Foto : fornita da Tiberio Graziani
Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (The Platform for Future Issues and Challenges)
Sul dossier libico, e in particolare sulla necessità di un accordo fra le forze in campo prima di fissare le elezioni in Libia, la posizione italiana coincide con quella di Mosca. Con a fianco la Russia l'Italia avrebbe così maggior peso al tavolo dei negoziati previsto per novembre in Sicilia.

A confermare la profondità delle relazioni fra Russia e Italia sono anche i prossimi viaggi di Salvini e Conte a Mosca, segno della volontà di ripristinare quelli che erano gli storici rapporti italo-russi nel periodo pre-sanzioni. In vista delle elezioni europee di maggio, la musica sta cambiando anche per le relazioni fra l'Italia e la Federazione Russa. Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Tiberio Graziani, Chairman di Vision&Global Trends (International Institute for Global Analyses).

— Durante la sua visita a Mosca, il Ministro degli Esteri Moavero ha invitato Putin alla conferenza sulla Libia che si terrà prossimamente in Italia. Tiberio Graziani, Roma punta sulla Russia nel dossier libico?

— Questo invito è molto importante, perché reintroduce il peso della Federazione Russa nelle questioni più importanti a livello globale. Il Mediterraneo a partire dalle cosiddette primavere arabe è ritornato al centro di alcuni interessi globali, in particolare abbiamo visto coinvolti gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia. L'invito della Russia è un elemento che a mio avviso si inserisce nella costruzione di una svolta nella politica estera italiana, la quale sarà ancora più sostanziata dai prossimi incontri fra i vertici del Cremlino, il Ministro Salvini e il premier Conte.

La presenza della Russia nell'incontro sulla Libia in Sicilia è importante perché reintroduce e bilancia le questioni del Mediterraneo troppo spostate verso gli interessi atlantici, vale a dire verso gli interessi degli Stati Uniti. Probabilmente grazie alla presenza della Russia sarà possibile per l'Italia far valere la propria posizione. Come sappiamo la posizione dell'Italia si differenzia da quella francese per quanto riguarda la questione delle elezioni che si dovranno tenere in Libia, la posizione italiana è condivisa sia dalla Russia sia dagli Stati Uniti. A quest'incontro l'Italia si presenta grazie anche alla Russia in una maniera forse più autonoma di quanto lo fosse qualche settimana fa.

— È stata fissata anche la data del prossimo Consiglio Economico fra Italia e Russia. Possiamo dire che c'è un impegno concreto di ristabilire i rapporti economici fra i due Paesi?

— Questa è una questione importantissima, forse la più importante perché riguarda la vita di ogni singolo cittadino, sia italiano sia russo. Vi sono 500 aziende italiane che cooperano con quelle russe, negli ultimi anni inoltre, nonostante le sanzioni, gli scambi commerciali stanno risalendo. I rapporti economici sono importanti perché vanno a sostanziare anche delle antiche relazioni culturali profonde fra l'Italia e la Russia.

Se si ristabiliscono delle normali relazioni economiche, molto probabilmente dopo il rinnovo del Parlamento europeo a maggio anche altri Stati europei cambieranno orientamento per quanto riguarda le sanzioni. Si ritornerà quindi a quei meccanismi di cooperazione economica risalenti a prima del 2014.

— Il Ministro Moavero ha sottolineato che l'Italia sta lavorando per eliminare le cause stesse delle sanzioni. Che cosa significa in altri termini?

— Sono frasi molto diplomatiche perché rimuovere le cause da parte di Bruxelles e di Kiev significherebbe ridare la Crimea a Kiev, questo non credo sia possibile. Non mi fermerei soltanto al lessico diplomatico di Moavero, che in alcune dichiarazioni precedenti la visita a Mosca ha utilizzato più volte il termine "pragmatici".

Sui fatti concreti di cooperazione bisogna trovare delle soluzioni, il muro contro muro non è più possibile. Questo anche perché il mondo cambia velocemente e si stanno creando nuovi poli di aggregazione a livello internazionale e in questa partita l'Italia ci deve essere, non da sola, ma con altri Paesi dell'Unione Europea e soprattutto con un partner così importante come la Federazione Russa.

— La visita del Ministro degli Esteri precede altri appuntamenti importanti, cioè il prossimo viaggio a Mosca del Ministro degli Interni Salvini e del premier Conte. Si sta aprendo così un nuovo capitolo nelle relazioni italo-russe? L'Italia riuscirà in questo intento?

— Si sta veramente aprendo un nuovo capitolo. A mio avviso è realistico ritrovare una certa sintonia precedente al 2014, come all'epoca dei governi Prodi e Berlusconi. I rapporti allora fra l'Italia e la Federazione Russa erano ottimali nonostante l'Alleanza Atlantica e la scelta geopolitica un po'condizionata dell'Italia di stare nell'ambito occidentale a guida statunitense.

Se si tornasse a una normalizzazione dei rapporti bilaterali con una maggiore autonomia dell'Italia rispetto all'alleato statunitense credo che vedremo un vero cambiamento di rotta. Certo, la nuova strategia statunitense, che si basa su minacce e su prassi sanzionatorie, non fa sperare nel lungo periodo in una normalizzazione di tali rapporti, però bisogna lavorare in questo senso. A mio avviso sia Moavero, sia Conte e Salvini si stanno adoperando in questa direzione.

Vi sono tutti gli elementi per costruire un nuovo percorso con la Russia non soltanto da parte dell'Italia, ma anche di altri Paesi europei, non intendo solo l'Ungheria, dobbiamo pensare anche alla Germania e alla Francia. Con le elezioni di maggio al Parlamento europeo credo ci sarà un vero cambiamento di orientamento a seguito dei nuovi parlamentati e commissari europei.

'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Sanzioni, Economia, Enzo Moavero Milanesi, Vladimir Putin, Italia, Russia
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