22:32 16 Dicembre 2018
Il Duomo di Milano

Protocollo di Parigi difficile da raggiungere, ma occorre fermare il riscaldamento globale

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Marina Tantushyan
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A Milano si è aperto il World Energy Week.

Dall'8 all'11 Ottobre 2018 si terrà a Milano la World Energy Week a cui prenderanno parte oltre 100 Paesi che rientrano nel network del World Energy Council (WEC). All'evento, organizzato dal dipartimento italiano dell'organizzazione, saranno discussi diversi problemi del settore energetico. 

Sputnik Italia ha parlato all'organizzatore principale di questo appuntamento mondiale, al 

Presidente del WEC Italia, Marco Margheri
© Foto : Ufficio Stampa World Energy Council
Presidente del WEC Italia, Marco Margheri
(l'inizio della intervista leggi qui):

— L'obiettivo stabilito a Parigi di raggiungere il 27% delle fonti rinnovabili, entro il 2030. Secondo un rapporto del Cimate Action Network, la maggior parte dei paesi europei sono ancora lontanissimi dal soddisfare gli impegni per la lotta ai cambiamenti climatici. Pensa che nelle condizioni attuali questi obiettivi verranno comunque raggiunti?

— L'accordo di Parigi ha rappresentato un esempio positivo di dialogo e di intesa a livello globale. Gli obiettivi di Parigi sono difficili da raggiungere e negli ultimi tre anni ci sono stati anche passi indietro, tuttavia, la priorità della lotta al cambiamento climatico deve restare centrale e lo spirito cooperativo di Parigi deve essere mantenuto e rilanciato.A livello europeo, gli Stati Membri si sono impegnati con l'adozione del pacchetto clima e energia 2030.

Il pacchetto 2030 prevede obiettivi molto ambiziosi che sono stati oggetto di un negoziato "al rialzo". Basti pensare alla grande sfida di portare il contributo di energie rinnovabili al 30% dei consumi su scala continentale.

A livello europeo, il fenomeno della decarbonizzazione in molti Paesi dell'Unione Europea registra già importanti risultati a partire dall'eliminazione dall'uso del carbone in alcuni Paesi, come il Belgio che ha già completato il processo nel 2016. Inoltre, lo sviluppo di tecnologie rinnovabili con la loro produzione di energia a emissioni zero, porta un nuovo livello di complessità per il sistema che ha visto negli ultimi anni l'ingresso di centinaia di migliaia di impianti di piccola taglia con caratteristiche che non consentono la pianificazione della loro produzione.

In questo quadro, l'Italia ha dimostrato in questi anni di essere in prima linea nella transizione energetica in Europa, grazie, da un lato, a un mix efficiente nella produzione di energia basata su fonti rinnovabili e gas naturale e, dall'altro, al forte impegno del nostro settore industriale. L'Italia sta sviluppando una strategia che fisserà obiettivi molto ambiziosi per le energie rinnovabili entro il 2030; il nostro paese pianifica la completa eliminazione del carbone, che oggi rappresenta circa un decimo della nostra generazione, potenzialmente già entro il 2025. Questo sforzo richiederà una quantità significativa di investimenti in reti, efficienza energetica, generazione di energia rinnovabile e nuove tecnologie. Nessuno di questi risultati è possibile senza un ruolo proattivo del settore privato, aiutato da adeguati strumenti finanziari. Tale tematica della finanza e degli investimenti è inevitabile, se parliamo di transizione energetica. In questo contesto, in seguito al lancio nel 2016 del Dialogo Nazionale sul Sistema Finanziario Sostenibile, nell'aprile 2018 il Ministero dell'Ambiente italiano ha presentato a Milano la Rete dei Centri Finanziari per la Sostenibilità (FC4S), un'iniziativa promossa a livello mondiale dall'UNEP per rafforzare la cooperazione sulla questione.

— Come Lei ha già accennato, all'evento parteciperanno 400 delegati provenienti da oltre 90 Paesi del mondo. La delegazione della Federazione Russa sarà guidata dal Ministro dell'Energia russo Alexander Novak. "Il consumatore dovrebbe avere il diritto di scegliere il paese che fornisce il gas e le rotte delle forniture e deve essere competitivo. L'Europa è chiaramente desiderosa di acquistare ancora più gas dalla Russia nonostante l'accresciuta pressione dell'amministrazione Trump" — ha detto Novak durante il Russian Energy Week in corso a Mosca. Come commenterebbe queste parole del ministro? Gazprom e il gas russo rimangono ancora cruciali per la crescente domanda di combustibile in Europa?

— La World Energy Week di Milano è un forum di dialogo internazionale in cui tutte le posizioni saranno condivise e discusse. Certamente il forum energetico di Mosca ha messo l'accento sul ruolo importante del gas nello sviluppo delle economie e della transizione energetica europea e questi temi saranno al centro del dibattito milanese. Inoltre, l'Italia offre un esempio virtuoso di diversificazione delle proprie fonti e dei propri approvvigionamenti in un'ottica di sicurezza energetica, di sostenibilità, di competitività a beneficio di famiglie e imprese. In questo quadro, sono del parere che Milano offrirà un'importante occasione di aggiornamento sui partenariati storici, come quello con la Russia e quello con l'Algeria, così come sulle nuove opzioni in sviluppo. Mi lasci dire che la presenza di attori politici determinanti in questo processo, come il ministro Novak e il suo collega algerino Guitouni, onora la World Energy Week e darà ai dibattiti un particolare interesse. Aggiungo anche che la presenza del ministro Novak, presidente del WEC Russia, e della delegazione russa sarà un'occasione davvero speciale per proseguire nella cooperazione tra WEC Italia e WEC Russia lanciata in luglio; vogliamo fare della nostra cooperazione una bella occasione per le imprese e i sistemi energetici dei due paesi, in vista del congresso mondiale di San Pietroburgo del 2022.

— Secondo Lei, visto la portata globale della sfida energetica, bisogna nonostante tutte le differenze politiche continuare il dialogo tra tutti gli stakeholders del settore?

— Certamente la sfida energetica è tra le più complesse dello scenario globale. I temi sono sempre più interconnessi, tra lotta al cambiamento climatico, sviluppo tecnologico, sfide competitive e di crescita. Inoltre, cambiano gli attori ed è sempre più necessario coinvolgere il settore privato, la società civile, le città. Per questo, un approccio multilaterale e multistakeholder è necessario, se vogliamo identificare le soluzioni migliori a livello globale e assicurare il più veloce e concreto trasferimento delle best practice. Quindi, certamente, il settore energetico deve restare un terreno di dialogo e cooperazione, anche in momenti complessi del dibattito internazionale.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Accordi di Parigi, cambiamenti climatici, clima, World Energy Week, Marco Margheri, Italia, Russia
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