08:52 18 Ottobre 2018
La più grande mostra al mondo della collezione dei Musei Vaticani Roma Aeterna a Mosca.

Festival “La Roma Russa”, la cultura unisce l’Italia e la Russia

© Sputnik . Владимир Вяткин
Opinioni
URL abbreviato
Tatiana Santi
0 100

Roma ha rappresentato nei secoli una meta quasi d’obbligo per gli artisti e gli scrittori russi, vi è sempre stato un filo indissolubile fra la città eterna e gli esponenti della cultura russa. Ebbene, è un legame che continua anche oggi. Dal 7 al 10 novembre si terrà il Festival “La Roma Russa”, un ponte che unisce l’Italia e la Russia.

Il primo ottobre nella cornice della Stampa Estera in via dell'Umiltà nel cuore della città eterna è stata presentata la II edizione del Festival "La Roma Russa", che rappresenta per il pubblico l'opportunità di avvicinarsi alla cultura russa, ma anche una piattaforma di dialogo internazionale. Le premiazioni del Festival infatti vengono assegnate anche ad artisti provenienti da altri Paesi, che promuovono la cultura russa nel Mondo.

L'ex ambasciatore d'Italia in Russia Antonio Zanardi Landi
© Sputnik . Valery Levitin
L'ex ambasciatore d'Italia in Russia Antonio Zanardi Landi
Nel programma di quest'anno la proiezione del film "Un russo europeo Ivan Turgenev", in occasione del bicentenario del grande scrittore russo innamorato di Roma; l'inaugurazione della mostra "Grandi pittori delle Stagioni Russe. 35 opere esposte dai fondi del Museo teatrale A. A. Bachrushin; lo spettacolo musicale e letterario "La quinta stagione…l'amore". E l'amore fra gli artisti russi e Roma è di lunga data: già duecento anni fa si svolgevano i famosi "saloni russi", luogo di confronto per i grandi scrittori dell'epoca. Gogol' scrisse le sue "Anime morte" proprio nella città eterna, che riteneva la patria del proprio cuore.

Ebbene, qual è l'importanza della cultura per le relazioni internazionali? "Se è vero che si può fare cultura prescindendo dalla politica, non si può fare politica a prescindere dalla cultura", questo è il pensiero espresso in un'intervista esclusiva a Sputnik Italia da Antonio Zanardi Landi, Ambasciatore d'Italia a Mosca dal 2010 al 2013, membro del Consiglio degli Esperti del Festival "La Roma Russa".

— Alla presentazione della II edizione del Festival "La Roma russa" si è parlato dell'importanza dei rapporti italo-russi. Antonio Zanardi Landi, da che cosa sono stati caratterizzati i suoi tre anni da Ambasciatore d'Italia a Mosca?

— Alla conferenza ho parlato della mia esperienza da Ambasciatore a Mosca, di quanto rispondente ho trovato il pubblico russo alla proposta di iniziative culturali italiane. Ho raccontato quanto straordinario sia il rapporto culturale italo-russo. A Mosca sono rimasto colpito dalla capacità di reazione del pubblico russo e dalla facilità estrema di stabilire dei ponti di intesa lavorando nel campo culturale.

Se è vero che si può fare cultura prescindendo dalla politica, non si può fare politica a prescindere dalla cultura. In periodi difficili come questo nel quale tutti stiamo ricercando una collocazione in campo internazionale, l'investire risorse e tempo in cultura è l'investimento che dovrebbe pagare di più in futuro.

— Gli anni passati a Mosca da Ambasciatore sono stati segnati da ricchi eventi culturali che hanno riscosso un grandissimo successo fra il pubblico russo. Anni proficui per le relazioni fra i nostri due Paesi, non è vero?

— Le manifestazioni culturali che abbiamo organizzato a Mosca sono state utilissime anche da un punto di vista politico, perché hanno aperto porte e delle possibilità di dialogo. Abbiamo lavorato molto sulle imprese italiane, l'effetto globale è stato molto positivo.

— Qual è quindi il potere della cultura oggi, quando non si fa che parlare di crisi economica, di spread e sanzioni?

— La cultura è la base di tutto o di quasi tutto. A parte il mercato dell'energia e i grandi fenomeni economici incontournables, tutto il resto richiede una base culturale. Un prodotto piace perché è sano, bello, buono, ma soprattutto perché richiama qualcosa. Questo discorso vale dagli spaghetti alla grande moda, l'immagine di un Paese come il nostro, connotato da una forte impronta di cultura e di arte, aiuta tutto il resto.

Per non parlare del dialogo politico, dove è necessario trovare dei linguaggi comuni, che si possono trovare solo su una base culturale comune.

— Che cosa si porta dentro dei suoi anni moscoviti?

— Un grande interesse, un'impressione molto favorevole di un Paese dove si può stabilire un contatto con le persone e dove si può lavorare volentieri. È facile trovare degli argomenti comuni, delle basi di intesa. La Russia è un Paese che appare difficile, ma in realtà è un Paese dove l'intesa interpersonale basata sulla cultura è molto facile. Ogni volta che mi è possibile torno a Mosca, dove ci sono istituti di ricerca di grande livello. Per me l'impressione di Mosca è un luogo davvero arricchente da un punto di vista culturale e umano.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
festival, cultura, Roma, Russia, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik