09:04 18 Ottobre 2018
Il-20

Putin a muso duro con Israele

© Sputnik . Alexandr Tarasenkov
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Gian Micalessin
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Così il Cremlino punta ad azzerare le incursioni aeree dello Stato Ebraico sui territori siriani.

A prima vista l'abbattimento dell'Ilyushin 20 russo colpito da un missile siriano durante un'incursione israeliana sui territori di Damasco sembrava un incidente risolto. La dichiarazione di Vladimir Putin che dopo una telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva parlato di una "tragica catena di circostanze accidentali" sembrava aver calmato le acque.

In verità il presidente russo non aveva alcuna intenzione di archiviare l'episodio né, tantomeno, di dimenticare le vite dei 15 militari russi morti nell'incidente. Con la sua consueta freddezza Putin ha evitato il rischio di un'immediata escalation e s'è preso il tempo necessario per mettere con le spalle al muro un governo israeliano, colpevole di aver scambiato per debolezza la sua disponibilità. Ora però la reazione russa si sta delineando in tutta la sua calcolata determinazione.

Per capire a cosa punti il Cremlino basta considerare le tre azioni di rappresaglia annunciate dal Ministro della Difesa Sergei Shoigu. La prima, e più preoccupante per Israele, è la fornitura a Damasco di quei missili antiaerei S-300 bloccata nel 2013 da Mosca su richiesta di Israele. Una fornitura che s'aggiungerà alla creazione di un centro di controllo unificato per garantire a Damasco il controllo dei cieli attraverso una sola sala di comando. Come se non bastasse Mosca fornirà ai siriani sistemi per le contromisure elettroniche capaci d'interferire con i radar e sistemi di navigazione satellitari di tutti gli aerei "nemici".

Con queste mosse Mosca punta chiaramente a sfruttare l'attuale posizione di forza per azzerare, o almeno rendere assai complesse, le incursioni israeliane sui territori di Damasco. Le oltre 200 missioni messe a segno negli ultimi 18 mesi dell'aviazione militare di Gerusalemme contro obbiettivi di Iran ed Hezbollah in Siria erano state accettate "obtorto collo" nel nome della reciproca collaborazione. Non a caso l'intelligence russa aveva anche mediato un accordo segreto tra Gerusalemme e Teheran per convincere i pasdaran iraniani a tenersi prima ad 85 e poi 140 chilometri dal confine israeliano. L'insoddisfazione di Mosca è incominciata a serpeggiare quando Israele ha non solo continuato, ma intensificato le sue missioni sul territorio siriano.

Ora però la disponibilità del Cremlino si è esaurita. Il triplice scacco di Mosca, oltre a mettere a rischio i piloti israeliani costringendoli a confrontarsi con missili, sistemi radar e contromisure elettroniche assai più sofisticate, mette in seria difficoltà politica di Netanyahu che ha sempre fatto capire di poter gestire il rapporto con Putin e garantire quindi il mantenimento a distanza degli iraniani. Continuare a farlo dovendo rischiare la vita dei propri piloti, o un grave incidente con Mosca, non è una decisione semplice per un premier israeliano che, secondo alcune voci, punta ad anticipare il voto al prossimo gennaio.

Come se non bastasse la Russia sembra pronta a scaricare altri siluri politici. Accusando Israele d'ingratitudine il portavoce del ministero russo Generale Igor Konashenkov ha accennato alla collaborazione per la ricerca dei resti di tre soldati israeliani catturati e uccisi nel giugno 1982, durante la prima guerra in Libano. L'operazione russa messa a segno nella zona del campo di Yarmouk di Damasco, controllato al tempo dell'operazione russa dallo Stato Islamico, sarebbe costata il ferimento di un ufficiale di Mosca. E al recupero di quelle salme si sarebbe aggiunto, oltre alla collaborazione nelle trattative segrete con gli iraniani, anche il mantenimento di un'antica sinagoga di Aleppo. Insomma il Cremlino fa capire di esser pronto a esibire una lunga lista di favori assai segreti ed assai imbarazzanti per il governo Netanyahu.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
il-20, generale Igor Konashenkov, Benjamin Netanyahu, Vladimir Putin, Israele, Russia, Siria
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