10:53 21 Ottobre 2018
Auto elettrica

Auto elettrica sì, ma dove attacco la presa?

CC BY 2.0 / Kārlis Dambrāns / BMW i3 electric car
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Mario Sommossa
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Se la memoria non mi tradisce, Parigi fu la prima grande città europea ad istituire un servizio di biciclette pubbliche a noleggio, con i relativi parcheggi disseminati in tante strade. In verità l’idea fu di un italiano che la propose dapprima a Milano, ricevendone però un netto rifiuto.

La municipalità di Parigi, invece, sposò subito il progetto, anticipando così la "capitale industriale" del nostro Paese e le altre metropoli di circa un decennio. Ora tutte le città di una qualche importanza, seppur con vario successo, hanno adottato il meccanismo. Un'idea che Milano sembra però non essersi fatta scappare è quella di accompagnare la nascita di un servizio di ricarica mobile per auto elettriche. Il mondo della mobilità privata elettrica o ibrida è in costante e sicuro aumento anche se, nel settore, l'Italia non è ai primi posti nel mondo.

Il primo utilizzatore mondiale di automobili di questo tipo è la Cina con piu' di 600.000 di questi veicoli acquistati nel 2017. Tutta l'Europa ne ha circa 300.000 (pro-capite il rapporto è a favore degli europei), mentre gli Stati Uniti sono arrivati a 200.000. Il Giappone, nonostante la locale produzione di queste vetture sia leader nel mondo, è arrivato nel 2017 a poco piu' di 56.000 veicoli e il nostro Paese ne vanta attorno ai 10.000.

Le cifre sono in aumento comunque e ovunque: stime affermano che entro il 2030 gli automezzi ibridi o totalmente elettrici passeranno nel mondo dai 2 milioni (2018) ai 5 milioni. Si prevede pure un calo generalizzato dei prezzi e un aumento delle postazioni di ricarica. Lo Studio Ambrosetti considera che il volume di fatturato globale generato da questa "elettrificazione" potrebbe arrivare a una cifra compresa tra i 24 e i 100 miliardi nel 2025 e tra i 68 e i 303 nel 2030.

Ad oggi i problemi che non incoraggiano piu' di tanto l'acquisto di questi mezzi sono il loro costo elevato, la scarsa autonomia, la scarsità delle colonnine di ricarica e, in città, la difficoltà a trovare prese elettriche presso le abitazioni a livello della strada.

È proprio per affrontare positivamente questi due ultimi ostacoli che una ditta italiana ha deciso di lanciare il servizio di ricarica mobile e veloce. Si tratta di piccoli camioncini (naturalmente a trazione elettrica) che, su richiesta, possono raggiungere il veicolo da ricaricare ovunque si trovi, e all'orario piu' comodo per il cliente. Possono cioè effettuare la ricarica sotto casa, in un garage e, naturalmente, in una qualunque strada. La società che offre questo servizio è di recente costituzione e chi l'ha creata è un gruppo di tre manager con esperienze variegate: uno, l'Amministratore delegato Eugenio De Blaso, viene da diverse esperienze nel settore del rinnovabile. Un altro, Daniele Camponeschi, ha lavorato in importanti società finanziarie, così come il terzo, Alessandro Di Michele.

L'iniziativa è stata lanciata a Milano con l'appoggio della municipalità e il servizio sarà disponibile in città dalla fine del corrente anno. La bella notizia è che Milano sarà, non a caso, il capoluogo pilota e sarà poi seguita da Roma. L'operazione però non si limiterà a queste due città perché contatti operativi sono già in corso con Parigi, Berlino, Londra, Amsterdam, Stoccarda, Madrid, Utrecht e anche Mosca.

Quest'ultima metropoli, vista l'enorme dimensione del suo territorio e del centro abitato, richiederà un numero importante di veicoli per la ricarica ma sembrerebbe che le autorità locali siano piu' che disposti a collaborare per la riuscita del progetto.

Le sole cose da sperare sono che la nascita di questo servizio mobile non sia visto da chi di competenza come un alibi per rallentare la messa in funzione di nuove colonnine di ricarica e, soprattutto, che la ricerca scientifica per l'ulteriore miglioramento della tecnologia sulla mobilità elettrica privata continui con nuovi e importanti investimenti. Le sfide sono, in particolare, il raggiungimento di una sempre maggiore autonomia (per consentire lunghi viaggi anche fuori dai centri abitati, cosa oggi impossibile affidandosi soltanto alla trazione elettrica), una tecnologia che consenta l'immagazzinamento dell'elettricità creata e una sostanziale riduzione dei prezzi di vendita degli autoveicoli ibridi. Almeno su quest'ultimo aspetto, l'incremento della domanda e il conseguente numero dei veicoli prodotti dovrebbe aiutare a ridurre i costi di produzione. Non a caso sono già venti i modelli proposti dalle varie case automobilistiche e perfino il gruppo FCA, che in un primo tempo aveva snobbato il settore, ha annunciato di volerci entrare con forza.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Energia, auto elettrica, energia elettrica, Russia, Italia, Francia, USA, Cina
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