09:47 21 Ottobre 2018
Il presidente ucraino Petro Poroshenko

"Cittadinanza onoraria di Verona a Poroshenko fu attribuita senza reali meriti dimostrati"

© AFP 2018 / PATRIK STOLLARZ
Opinioni
URL abbreviato
Eliseo Bertolasi
3161

Il comune di Verona ha deliberato per la revoca della cittadinanza onoraria a presidente ucraino Petr Poroshenko che le fu attribuita dal ex-sindaco della città Flavio Tosi in merito al rientro a Verona, nel dicembre del 2016, delle tele trafugate nel museo di Castelvecchio un anno prima.

Un cammino a rilento, quello della revoca, iniziato il 18 dicembre 2016 al comune di Verona con la presentazione della delibera, ampiamente approvata, conclusosi positivamente solo nella tarda serata del 20 settembre, anche in questo caso, ampiamente approvata, con 28 voti a favore e solo 4 contrari.

Come cita la delibera di revoca: "Il conferimento di tale onorificenza ha suscitato notevoli dubbi e dissensi sia a livello politico che dell'opinione pubblica veronese per la mancanza di una vera e propria discussione sulla sua concessione".

Tra le motivazioni a premessa della revoca oltre al fatto che "Non si capisce quale siano stati i meriti del Presidente Ucraino nel ritrovamento delle opere né tanto meno di una restituzione delle stesse, sofferta e travagliata", si pone l'accento sulla guerra civile che insanguina l'Ucraina: "L'Ucraina è in uno stato di guerra civile, che ha causato diverse centinaia di vittime tra la stessa popolazione ucraina e portato alla diffusa violazione dei diritti dei cittadini ucraini anche di etnia russa, minoranza pari al 17% della popolazione ucraina, computabile in circa 8.300.000 persone (censimento del 2010), soprattutto concentrata nel Donbass (Ucraina sud-orientale) in un Paese che conta circa 46 milioni di abitanti".

Poiché, la cittadinanza onoraria è, e deve essere, un'onorificenza di massimo prestigio ed onore, da concedere per avvenuti e non per presunti meriti; si decide che "La cittadinanza onoraria di Verona non deve essere mai più concessa in modo arbitrario, facendo perdere senso, valore e peso alla stessa".

Sputnik ha raggiunto l'on.Vito Comencini della Lega principale promotore dell'iniziativa per un veloce commento sull'esito favorevole della stessa:

"Ho mantenuto un impegno preso in campagna elettorale durante le elezioni locali. Ritengo sia stata una scelta inopportuna quella del precedente sindaco nell'attribuire questa onorificenza al presidente Petro Poroshenko, senza reali meriti dimostrati, persino conferendola prima del rientro dei quadri che addirittura furono utilizzati per una mostra in Ucraina senza accordi precisi".

Palmarino Zoccatelli presidente del Comitato Veneto indipendente e vice-presidente dell'Associazione Veneto-Russia, che non ha mai esitato a far mancare il suo supporto al perseguimento del risultato ha dichiarato:

"Il Comitato Veneto Indipendente e l'Associazione Veneto-Russia esprimono la più grande soddisfazione per l'avvenuta revoca della cittadinanza onoraria della città di Verona al presidente ucraino Poroshenko, da parte del Consiglio Comunale scaligero nella seduta di oggi. Testimone della vile aggressione militare alle regioni filorusse del Donbass, Donetsk e Lugansk, da parte dell'esercito ucraino comandato dal presidente Poroshenko, il Comitato Veneto Indipendente si era opposto fin da subito alla concessione della cittadinanza onoraria della città di Verona a questo  personaggio, da parte dell'allora amministrazione comunale guidata dal sindaco Flavio Tosi. Successivamente grazie al cambio di amministrazione comunale e all'impegno diretto del consigliere, On.Vito Comencini, che con noi aveva partecipato ad alcune missioni umanitarie a Donetsk, ci siamo battuti per far revocare la cittadinanza onoraria a Poroshenko, colpevole dei crimini perpetrati sulla popolazione civile del Donbass, secondo stime ONU oltre 10.000 morti, dal 2014 fino ad oggi. Il risultato, con un voto quasi unanime del Consiglio Comunale di Verona di approvazione della delibera di revoca, ristabilisce la giustizia, fa onore a Verona e ci rende particolarmente felici e vogliamo ringraziare tutti i consiglieri comunali che hanno votato a favore, ma in particolar modo l'On.Vito Comencini che è stato il promotore della proposta di delibera. Vogliamo, infine, dedicare questa vittoria al Presidente della Repubblica Popolare di Donetsk, Alexandr Zakharchenko, recentemente assassinato con un vile attentato terroristico".

Alla serie di commenti a caldo, doveroso anche aggiungere le impressioni di Maurizio Marrone in qualità di responsabile del Centro di Rappresentanza della autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk di Torino:

"La revoca della cittadinanza onoraria scaligera concessa a Poroshenko è un meraviglioso segnale di amicizia della città di Verona al popolo del Donbass, ma anche un momento di recupero della credibilità internazionale per l'Italia.La portata simbolica della votazione avrà sicuramente ripercussioni anche sulle prossime elezioni politiche ucraine, che vedono il presidente in carica già in picchiata nei sondaggi.Fortunatamente dai tempi in cui il Consiglio Comunale di Verona aveva approvato il conferimento dell'onorificenza a Poroshenko il vento in Italia è cambiato. Intanto esprimo riconoscenza a nome di tutto il Donbass alla Lega che ha presentato la delibera di revoca della cittadinanza onoraria a Poroshenko e a tutte le forze politiche e i consiglieri che l'hanno votata".

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
cittadinanza, Petro Poroshenko, Palmarino Zoccatelli, Verona, Italia, Ucraina
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik