09:57 18 Ottobre 2018
Bandiera Lombardia

Attilio Fontana: L’economia russa e quella lombarda sono complementari

© Sputnik . Alessandro Rota
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Eliseo Bertolasi
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Il governatore Attilio Fontana, da oltre vent’anni esponente della Lega Nord, è stato uno degli esiti immediati e più visibili delle elezioni del 4 marzo, dove il partito Lega ha ottenuto soprattutto al Nord Italia ampi consensi.

Il 26 marzo dopo l'insediamento come nuovo presidente della Regione Lombardia ha iniziato con tempestività le mansioni previste dall'attuale incarico.

Va considerato che la Lombardia oltre ad essere una regione particolarmente benestante rappresenta anche il cuore economico e produttivo del Paese. Il suo Pil, che nel 2017 ha segnato un aumento dell'1,8% raggiungendo quota 37.258 euro pro capite, si posiziona sopra la media della UE davanti a Francia e Gran Bretagna.

Da un punto di vista economico la regione, proprio per le sue rilevanti performance produttive, sta particolarmente soffrendo il regime di sanzioni alla Russia. Dal 2014, l'anno della loro applicazioni, la Lombardia ha perso in tutto 3 miliardi e 593 milioni di euro di mancato export verso la Federazione Russa. Si sono registrate perdite per 351 milioni di euro nel 2014, salite poi a  più di 2 miliardi tra il 2015 e il 2016 e perdite per 765 milioni nel 2017. Positivamente, dal 2017 si assiste a una ripresa con un +27% sull'anno precedente, addirittura con un rialzo del 37% solo sulla provincia di Milano. Il valore dell'export lombardo verso la Federazione Russa guadagna così un valore di 2,3 miliardi di euro, su un totale italiano di 10 miliardi. Rimane purtroppo un deficit di 800 milioni di euro rispetto al 2013, l'anno precedente all'introduzione delle sanzioni.

Attilio Fontana
© Foto : foto fornita da Attilio Fontana
Attilio Fontana

Il governatore Attilio Fontana raggiunto da Sputnik Italia ha chiarito, in primo luogo, la sua posizione sul tema, cruciale, delle sanzioni per toccare poi tematiche di valenza politica relative, sia al partito Lega, sia alle nuove scelte del governo in materia di autonomie regionali e migrazioni.

— La Lombardia produce oltre il 21% del PIL italiano, da sempre rappresenta un volano dell'economia italiana. Tuttavia il perdurare delle sanzioni alla Russia grava ancora in maniera significativa sull'interscambio col mercato russo. Non solo il leader della Lega Matteo Salvini, ma anche altri esponenti della Lega, ripetutamente hanno preso posizione sulla loro abolizione. Cosa ne pensa? Quanto è importante il mercato russo per la Lombardia?

— Sono assolutamente contrario alle sanzioni contro la Russia, così come ho sottolineato al Console Generale Alexander Nurizade e all'ambasciatore russo in Italia Sergej Razov. L'economia russa e quella lombarda sono complementari. Le nostre imprese importano materie prime: prodotti minerari, metalli e lavorati del petrolio ed esportano macchinari, apparecchi, prodotti tessili e chimici. Importante è inoltre l'export di prodotti Made in Italy legati al "luxury". I dati sull'interscambio Russia-Lombardia prima delle sanzioni che ammontavano a 5 miliardi di euro con un valore export di oltre 3 miliardi, evidenziano l'importanza di buoni rapporti commerciali tra le nostre realtà. Allo stesso modo quelli sulla contrazione dell'interscambio, calati a 3,3 miliardi nel 2016, testimoniano le gravi conseguenze che le sanzioni UE e le contro-sanzioni della Russia provocano sul nostro mercato. Infine, il turismo russo ha assunto negli ultimi anni un'importanza strategica per il nostro Paese, sia sotto il profilo economico considerando che l'indotto dell'incoming russo pesa per oltre 1 miliardo di euro, sia sotto quello politico e sociale, alla luce dello straordinario flusso di cittadini russi che si recano in Italia, oltre 1,2 milioni, per la maggior parte "returners" abituali.

— È passato quasi un anno dal referendum per l'autonomia. L'esito è stato positivo. C'è qualche prospettiva all'orizzonte per la Lombardia?

— Fin dal momento del mio insediamento l'interlocuzione con il ministro Erika Stefani (ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie del Governo Conte n.d.r.) è stata continua. Abbiamo lavorato tutta l'estate ai Tavoli tecnici approfondendo ogni situazione delle 15 materie indicate e fornendo al governo un dossier chiaro ed esaustivo. Un grande impegno, giudicato positivamente dal ministro Stefani che entro la fine dell'anno porterà alla conclusione del percorso, sono certo positivo. Tra dodici mesi saremo autonomi ed entro il 2020 trasferiremo tutto il personale e le attività. Sarà il lascito del mio mandato.

— La Lega si trova ora sotto attacco giudiziario, mi sto riferendo ai 49 milioni sotto sequestro. Come andrà a finire?

— La sentenza che ha confermato il sequestro di 49 milioni alla Lega è paradossale, un tentativo di processare la storia. Si imputano al nostro partito responsabilità di altri: i giudici sanno benissimo che Salvini non c'entra nulla con quei 49 milioni. Avremmo diritto a essere risarciti, altro che sequestro. Prima i giudici dicono che siamo parte lesa, e incriminano l'allora segretario Bossi e il tesoriere Belsito, ma non il partito, poi mettono sotto sequestro i soldi del danneggiato, e per di più in una misura enormemente sproporzionata rispetto alla quantità di denaro che sostengono sia stata sottratta dai condannati. Ma con Salvini il gioco non funzionerà.

— Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini è stato incriminato per sequestro di persona in base alla vicenda della nave "Diciotti". Non le sembra un paradosso?

— È un'accusa priva di basi giuridiche, spiegabile solo con motivazioni politiche. Se lo si processa per non aver fatto sbarcare i profughi, allora bisognerebbe incriminare tutti i precedenti ministri dell'Interno per averli rinchiusi nei centri di raccolta immigrati. Salvini ha agito secondo la sua discrezionalità di ministro, nel rispetto del diritto e a tutela dei cittadini e dell'Italia.

— Da quando la Lega è al governo è un dato di fatto il radicale cambiamento sulle politiche legate all'immigrazione? Com'è la situazione in Lombardia?

— Le politiche legate all'immigrazione sono totalmente cambiate perché Salvini ha dimostrato che l'immigrazione non era un fenomeno incontenibile e ha iniziato ad attuare i respingimenti. La sinistra non faceva queste cose non perché impossibili, ma per condizionamenti ideologici. La Lombardia è la regione che accoglie più immigrati di altre. Penso che l'integrazione sia possibile a patto che non accada, come avveniva con la sinistra al governo, di accogliere senza alcuna programmazione. Se accogli indiscriminatamente, il risultato è che li mantieni per due anni e poi dici loro di abbandonare il Paese. È ovvio che in questo modo vivranno sempre ai margini della società. Nella migliore delle ipotesi, vengono abbandonati a se stessi senza controllo. Nella peggiore, diventano preda della criminalità.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Economia, relazioni Italia-Russia, Lega, Lombardia, Italia
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