15:45 15 Ottobre 2018
Alto Adige in Italia gode di un importo speciale ed esclusivo di autonomia

Doppio passaporto agli altoatesini: opportunità o pericolo?

© Foto: Michael Mertens
Opinioni
URL abbreviato
Tatiana Santi
871

Riunitisi a Salisburgo i leader europei sono ben lontani dal trovare un accordo sul tema immigrazione e recentemente proprio dall’Austria è arrivata una proposta che ha suscitato un acceso dibattito in Italia: il doppio passaporto agli altoatesini. Opportunità o pericolo?

Il cancelliere austriaco Kurz ha risollevato la questione sul rilascio di un doppio passaporto ai cittadini italiani dell'Alto Adige, provocando una reazione dura da parte del governo italiano, che ha espresso in merito netta contrarietà. A testimoniare la tensione fra i due Paesi vi è anche l'incontro bilaterale annullato dal Ministro degli Esteri italiano Moavero previsto con la collega austriaca Karin Kneissl.

Ebbene, un doppio passaporto nelle mani degli altoatesini potrebbe far riemergere vecchie divisioni e nazionalismi? Sarebbe un'opportunità conveniente da un punto di vista economico per i cittadini del Sud Tirolo o si tratta di una mossa politica? Sputnik Italia ne ha parlato con Bernhard Kiem, già Console Onorario della Federazione Russa a Bolzano.

— Tensione alta fra Austria e Italia in merito alla questione del doppio passaporto per gli altoatesini. Bernhard Kiem, che idea si è fatto della proposta austriaca?

— Credo che questa proposta emerga non a caso qualche mese prima delle elezioni, è un tema che andrebbe a supportare alcuni partiti.

I miei antenati, mia nonna e mio nonno sono nati con il passaporto austriaco, perché mia nonna è nata nel 1896 e in quel periodo l'Alto Adige era austriaco. Anche mio padre e i miei fratelli si sentono ancora più austriaci che italiani. La mia generazione però, che ha viaggiato di più in Italia e nel resto del mondo, non sente più quest'affinità con l'Austria.

Per qualcuno un doppio passaporto non è una brutta idea, un passaporto in più non guasta. Non capisco che danno ci possa essere per l'Italia, né quali pericoli derivino da questa proposta. L'Austria non vuole riportare di certo l'Alto Adige sul territorio austriaco. D'altro canto è una prassi che per esempio la Russia fa normalmente: chi ha parenti in Russia o chi ha i genitori russi può richiedere la cittadinanza russa, seppur si è nati in Italia o in Francia e via dicendo.

— Quindi non è contrario al doppio passaporto?

— Non credo che in questo momento avere un passaporto austriaco ci possa dare molto. Secondo me l'Alto Adige comunque sia sta meglio economicamente sotto l'Italia che sotto l'Austria, questo è poco, ma sicuro.

— Quanto è popolare e condivisa secondo lei questa proposta in Alto Adige?

— Forse c'è un 10% di altoatesini che si battono per questa proposta, si potrà arrivare al 15, massimo al 20% di persone che la condividono, ma non oltre. Credo che la proposta non importi alla maggior parte dei cittadini.

— Fra Austria e Italia non ci sono frontiere, grazie a Schengen ci si può spostare senza problemi. Perché potrebbe essere conveniente avere anche un passaporto austriaco, per motivi economici? O per una questione di nazionalità?

— In verità subentra anche una questione economica, perché se l'altoatesino potesse pagare le tasse in Austria sarebbe contento, perché sono molto più basse che in Italia. Per questo comunque non serve avere il passaporto austriaco. Giustamente però se una persona lavora in Italia e guadagna in Italia deve pagare le tasse in Italia, pur se si trattasse di un cittadino austriaco.

Non credo che sia quindi un escamotage per le tasse, anche se qualcuno magari aprendo una sede secondaria in Austria potrebbe giocare in questo senso. Ripeto, credo in questo momento si tratti di una questione di campagna politica.

— Secondo lei proposte di questo tipo non potrebbero far riaffiorare i nazionalismi o vecchie divisioni?

— Se ci fosse anche un referendum in Trentino Alto Adige non ci sarebbe mai una maggioranza per tornare con l'Austria. Non credo ci sia nessun pericolo in questo senso e non credo che l'altoatesino di oggi prenda in mano le armi per battersi e tornare in Austria.

— L'Alto Adige è stato proposto da diversi esperti, anche da lei in passato, come un modello per l'Ucraina e il Donbass in termini di integrazione e convivenza fra varie etnie. È dello stesso avviso oggi?

— Io l'avevo proposto in passato in verità non per il Donbass, ma avevo messo a disposizione dell'Ambasciata Russa a Roma lo Statuto della nostra autonomia per la Crimea. Credo che possa funzionare come modello, anche se sappiamo benissimo che in Russia le diverse etnie convivono benissimo. Vediamo l'esempio del Daghestan che su 3 milioni e mezzo di abitanti ha 27 etnie diverse e funziona. Non lo dobbiamo insegnare noi altoatesini, possiamo solo dare un piccolo apporto con il nostro Statuto d'autonomia, che è speciale e viene studiato un po'in tutto il mondo. Il nostro Statuto ha un valore normativo come la Costituzione Italiana, cambiarlo è molto difficile. È quindi una garanzia per noi molto elevata, è una buona tutela per le diverse etnie e diversi gruppi linguistici.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Intervista, Austria, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik