19:47 23 Ottobre 2018
Le bandiere ucraina e russa

Ucraina e Russia sempre più distanti sullo scacchiere globale

© Sputnik . Konstantin Chalabov
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Tatiana Santi
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Il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko ha annullato il Trattato di amicizia con la Federazione Russa in vigore dal 1999. L’ultimo gesto del leader ucraino si inserisce nel progressivo peggioramento dei rapporti fra i due Paesi. Nel frattempo la guerra nel Donbass, dimenticata in Occidente, continua.

Sempre più distante l'Ucraina dalla Russia, a confermarlo è il decreto firmato dal presidente ucraino Poroshenko con cui straccia il Trattato di amicizia con Mosca. La tensione nei rapporti fra i due vicini si è riflessa anche sulla sfera religiosa: il presidente ucraino ha recentemente chiesto a Costantinopoli l'autocefalia per la Chiesa Ortodossa ucraina.

Si scorge all'orizzonte uno scisma su più livelli fra la Russia e un'Ucraina sempre più vicina alla NATO e all'Occidente. Mentre nel Donbass la guerra civile continua a mietere vittime, nel silenzio della maggior parte dei media italiani, quale può essere il peso dell'Ucraina sullo scacchiere globale? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Eugenio Di Rienzo, professore di storia all'Università Sapienza di Roma.

Eugenio Di Rienzo, professore all'Università Sapienza, autore del libro Conflitto russo ucraino. Geopolitica del nuovo (dis)ordine mondiale”
fornita da Eugenio Di Rienzo
Eugenio Di Rienzo, professore all'Università Sapienza, autore del libro "Conflitto russo ucraino. Geopolitica del nuovo (dis)ordine mondiale”

— L'Ucraina ha stracciato il trattato di amicizia con la Russia entrato in vigore nel 1999. Professore Di Rienzo, possiamo dire che la tensione resta alta e i rapporti non fanno che peggiorare fra i due Paesi?

— Questo ultimo gesto di Poroshenko può complicare la possibilità di risolvere la crisi ucraina, che andrebbe chiamata in realtà guerra civile ucraina. Da anni oramai l'Ucraina è spezzata in due con le armi fra un Donbass storicamente russofono e filorusso e la parte del Paese che ruota attorno a Kiev, che storicamente guarda verso Occidente.

Si potrebbe riuscire ad alleviare la crisi se si effettuassero gli accordi diplomatici in cui si chiedeva a Kiev di creare una struttura federale e di dare l'autonomia alle Repubbliche del Donbass. Questo non è successo, anzi lo sforzo militare di Kiev si è incentivato. Ricordiamoci che è una guerra civile e a morire sono soprattutto i civili. Una guerra dimenticata dalla stampa occidentale.

— Nel frattempo la guerra continua provocando vittime. Quanto è destinato a durare a suo avviso questo conflitto di cui si parla sempre meno?

— Ovviamente non posso fare profezie. Se c'è una Kiev che rifiuta il dialogo con le Repubbliche che chiedono l'autonomia questa guerra potrebbe durare sine die. Non si vuole arrivare ad un accordo, ovviamente la guerra perdurerà.

Inoltre nel conflitto non sono coinvolte solo truppe regolari dell'esercito di Kiev, vi sono molti mercenari. Si parla tanto dei foreign fighters dell'ISIS, ma non si parla mai di foreign fighters di estrazione nazista che combattono a fianco dell'esercito di Kiev, i quali sono stati addirittura inquadrati nella guardia nazionale di Kiev.

L'ONU vuole mandare una commissione a controllare se in Italia le cose vanno bene, mi domando perché l'ONU non invii in Ucraina questa commissione, oppure in Arabia Saudita. L'ONU, come anche l'Europa, chiude completamente gli occhi su questa atroce guerra civile. Rivediamo lo stesso scenario della guerra in Jugoslavia.

— Come si immagina i futuri rapporti fra Russia e Ucraina?

— La posizione geostrategica dell'Ucraina è importantissima. A mio avviso la Crimea deve restare in Russia, perché è russa dal 1783. Quale potrebbe essere una soluzione? Io ho sempre pensato ad una finlandizzazione dell'Ucraina. La Finlandia, che aveva un ruolo strategico pari a quello dell'Ucraina, dopo la Seconda Guerra Mondiale non si è schierata né da una parte né dall'altra. Ora invece vediamo il governo di Kiev che vuole entrare nell'Europa e poi anche nella NATO.

Si tratta di un vero accerchiamento della Russia, quando una grande nazione si sente accerchiata è obbligata a reagire. Tutto ciò ricorda il cordone sanitario che si fece attorno alla Russia fra il 1919 e il 1920. Parliamo sempre quindi di una sindrome di accerchiamento, che i russi hanno vissuto sulla propria pelle.

— L'allontanamento dell'Ucraina dalla Russia e il suo conseguente avvicinamento verso la NATO come si rifletteranno sullo scacchiere internazionale? Il fattore Ucraina che peso ha nelle relazioni fra Russia e Occidente?

— Il peso dell'Ucraina è enorme a livello globale, perché se si mette una mina sotto una grande nazione eurasiatica come la Russia si vuole creare un disordine globale. Abbiamo tanti focolai di tensione nel mondo: in Medio Oriente, nel Mar della Cina e anche in Ucraina. La palla in mano potrebbe avercela Washington, ma francamente non si capisce la politica di Trump, perché è una politica che cambia ogni giorno, non c'è coerenza.

Prima il presidente americano minaccia di bombardare la Corea del Nord, poi va a braccetto con Kim Jong-un. Un altro teatro che interessa molto la Russia è l'Iran, anche lì la politica americana non è coerente. C'è una variabile impazzita, finché non si riesce a capire come si comporterà Washington è difficile dire come si svilupperà la situazione in Ucraina. Vorrei aggiungere anche che esiste un altro elemento critico.

— Cioè?

— Una parte della Chiesa Ortodossa Ucraina ha chiesto di sottrarsi al magistero del Patriarcato di Mosca. Poroshenko ha appoggiato questa decisione. Quindi è un altro aspetto del distanziamento dell'Ucraina dalla Russia. I grandi politologi americani dicevano di colpire la Russia mettendola contro l'Ucraina. Sono dichiarazioni scritte negli anni '90.

L'Europa, sul punto quasi di tracollare, invece tace, non riesce a prendere nessuna decisione in merito. Gli europei non hanno alcun ruolo attivo nella questione e se ce l'avessero sarebbero al fianco di Kiev, ad ogni modo l'Europa non ha un peso decisivo. La partita si decide fra Washington, Mosca e Kiev.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Relazioni Russia-Ucraina, NATO, Petro Poroshenko, Ucraina, Russia
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