00:27 26 Settembre 2018
Venezia

Il Veneto sempre in prima fila contro le politiche antirusse

© Sputnik . Vladimir Vyatkin
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Tatiana Santi
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Il Forum “The European House Ambrosetti” ha ospitato l’incontro fra il Ministro italiano degli Esteri Moavero e il Ministro russo del Commercio Manturov. Nel focus i rapporti commerciali bilaterali, sempre più forti nonostante le sanzioni, soprattutto fra la Russia e il Veneto, regione in prima fila contro le politiche antirusse.

È giunto al termine il Forum "The European House Ambrosetti" nella prestigiosa cornice di Villa d'Este a Cernobbio sul lago di Como, che ospita politici ed esperti dal mondo intero per fare il punto sulle sfide future della scena economica e politica internazionale.

A proposito di economia, i rapporti commerciali fra Italia e Russia, nonostante la guerra di sanzioni in atto fra l'Occidente e Mosca, danno segnali positivi in termini di interscambio. Fra le regioni che registrano un export considerevole verso il mercato russo e fin dall'inizio hanno espresso una decisa critica in merito al regime sanzionatorio antirusso vi è proprio il Veneto. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Stefano Valdegamberi, consigliere regionale della regione Veneto.

Stefano Valdegamberi
© Foto : fornita da Eliseo Bertolasi
Stefano Valdegamberi

— Stefano Valdegamberi, a che punto è l'interscambio commerciale fra il Veneto e la Russia? 

— La regione Veneto è quella che in Italia ha maggiori rapporti commerciali con la Russia. La Russia è il quarto mercato extra UE per l'export veneto, soprattutto nei settori della moda, dei mobili e dell'alimentare. Stiamo soffrendo le guerre commerciali fra Stati Uniti e Russia che portano alla svalutazione del rublo, noi siamo in mezzo. 

Vi è stata comunque una contro tendenza negli ultimi periodi, fra il 2016 e il 2017 c'è stato un aumento dell'export verso la Russia del 10% a livello italiano e del 13% a livello veneto. Nel 2017 abbiamo esportato per 556 milioni di euro, il 13% in più rispetto all'anno precedente. Il Veneto da solo vale il 20% delle esportazioni italiane nel settore tessile, del mobile e dell'abbigliamento.  

Come Regione siamo stati i primi a porre il problema della ripercussione delle politiche negative nei confronti della Russia, siamo la regione che soffre di più per la crisi commerciale e politica fra i nostri due Paesi. Per primi abbiamo sollevato il problema dell'inutilità dello strumento delle sanzioni, ma anche del loro effetto negativo sulla nostra economia. Noi vorremmo una Russia con il rublo forte. Non ci auguriamo che gli altri stiano male, perché in economia il male degli altri ricade su noi stessi. Siamo tutti nello stesso villaggio globale.

Sebastopoli
© Foto : Eliseo Bertolasi

— Avete dei progetti in programma con lo scopo di intensificare i rapporti commerciali fra veneti e russi in questo periodo di sanzioni? 

— Abbiamo diverse iniziative sia a livello territoriale sia a livello politico. Con le istituzioni regionali abbiamo diversi accordi, cerchiamo di creare ponti e opportunità per gli operatori economici. Lo scopo è riuscire a fare business e investimenti commerciali assieme alle realtà della Federazione Russa. Abbiamo condotto iniziative politiche soprattutto contro le sanzioni, siamo stati il capofila a livello italiano, una protesta che ha portato anche le forze politiche a porre la questione sul piano nazionale.  

Siamo stati i primi ad andare in Crimea con azioni politiche forti per far capire quanto siano assurde le posizioni dell'Europa. I nuovi ministri stanno quanto meno dichiarando a livello nazionale ciò che noi da qualche anno abbiamo sempre detto. Ho portato anche esponenti di diversi partiti in Crimea in occasione del Forum di Jalta e non solo per far capire qual è la realtà. Vedere con i propri occhi come stanno le cose facilita, io spero, un cambiamento a livello nazionale.  

— Le sanzioni però al momento sono state prolungate anche dall'Italia...

— Durante l'ultimo rinnovo delle sanzioni io mi trovavo a Mosca ad un forum di parlamentari da tutto il mondo, al quale durante il mio intervento ho specificato che il nuovo governo secondo il programma ha preso l'impegno di lavorare per rimuovere le sanzioni. Sono stato deluso quando il primo ministro all'ultimo consiglio d'Europa ha rinnovato le sanzioni assieme agli altri Paesi di altri sei mesi. Salvini ha preso posizioni molto forti in merito, mi auguro che dalle parole si passi ai fatti.  

Anche recentemente ho parlato con degli imprenditori italiani che vorrebbero investire in Crimea nel settore alberghiero e turistico, ma oggi di fatto per un italiano diventa impossibile lavorare in questo senso alla luce del sole, perché altrimenti verrebbe punito nel proprio Paese. Vediamo se la politica avrà il coraggio di rimuovere le sanzioni. 

— Anni fa è stato proposto il progetto "corridoio verde" fra Italia e Russia per facilitare lo sdoganamento delle merci. Quanto sarebbe utile secondo lei un simile progetto oggi? 

— Sarebbe utilissimo. Conosco imprenditori che si occupano di logistica, stiamo organizzando degli incontri con società russe nel settore del trasporto di merci su rotaia. Si tratta di un progetto via rotaia con la Cina, sarebbe un primo tentativo, ad oggi non c'è modo di caricare dall'Italia merci verso la Cina tramite la Russia. Oggi la mobilità delle persone e delle merci è fondamentale. Per l'Italia è molto importante aprire rotte commerciali verso Est, il mondo russo e asiatico. Non possiamo alzare barriere, sarebbe un errore strategico, economico e politico.  

La Russia deve essere sempre più integrata con l'Europa, anzi con il resto d'Europa, perché anche la Russia ne fa parte. Il successo e la crescita dell'Europa si potranno ottenere solo quando saremo in grado di conglobare i rapporti culturali, politici ed economici con la Federazione Russa.

— Anche politicamente la vostra Regione continua la propria battaglia contro le sanzioni?

— Siamo stati i primi in questo senso, ora le nostre posizioni sono state portate avanti da forze politiche che le hanno sposate fin dall'inizio. Abbiamo fatto un lavoro di formazione e conoscenza. Noi spesso in Italia non abbiamo una corretta informazione. Si parla tanto di ingerenza dell'informazione russa nella politica italiana, io stesso sono stato accusato di questo. Io invece sono strumento degli interessi italiani: quando vedo che qualcuno ci vuole convincere di fare scelte contro i nostri interessi sono il primo a denunciarlo. 

Il problema è che in Italia c'è una visione unica delle cose, non abbiamo la possibilità di avere un'opinione politica obiettiva, sono scelte condizionate in un'apparente democrazia. Sentire solo una parte secondo me è un grande limite, speriamo gli italiani guardino un po' più in là di quello che viene loro raccontato. Questo avviene anche in Germania e in altri Paesi, le cose vengono raccontate a senso unico.

L'obiettivo del Veneto è aprire al mercato russo e alla Russia, non vogliamo divisioni né barriere, vogliamo creare ponti. Abbiamo alle spalle un passato di muri, spero non si voglia tornare a questo. Da cittadino vedo il continuo tentativo di creare un nemico che non c'è. Basta creare nemici che non ci sono e lavoriamo insieme per il benessere degli italiani e dei russi.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Sanzioni, Intervista, Stefano Valdegamberi, Veneto, Italia
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