03:05 22 Settembre 2018
Ponte di Kerch

"Per gli italiani di Crimea le sanzioni sono il maggior ostacolo"

© Foto : fornita da Vito Comencini
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Eliseo Bertolasi
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In Crimea esiste una piccola comunità italiana che non ha mai dimenticato le proprie origini italiane. I primi arrivarono in Crimea ai tempi delle colonie veneziane e genovesi. Un'altra ondata migratoria fu ai tempi dell’unità d’Italia.

Nel '42 quando l'Italia alleata della Germania nazista invase l'URSS vennero deportati nelle steppe del Kazakhstan. Ora sono rimasti qualche centinaio. Questi cittadini russi di origine italiana aspirano a rafforzare i propri legami con l'Italia, però sono ostacolati dalle sanzioni. 

Il deputato della Lega Vito Comencini che ha gentilmente rilasciato l'intervista a Sputnik Italia nel mese di agosto recandosi in Crimea non ha perso l'occasione per incontrarli.

Vito Comencini ed Igor Fedorov nella piazza della stazione di Kerch davanti alla stele che ricorda la deportazione degli italiani
© Foto : fornita da Vito Comencini
Vito Comencini ed Igor Fedorov nella piazza della stazione di Kerch davanti alla stele che ricorda la deportazione degli italiani

— Vito, quali sono le tue impressioni da Crimea

— La prima sicuramente è legata all'attraversamento del ponte di Kerch. È un'opera della Russia grandiosa. È impressionante come un Paese da solo riesca a realizzare delle opere così colossali, per cercare anche di creare sviluppo su un territorio importante come la Crimea. Putin e la Russia hanno dimostrato di essere vicini alla Crimea, così il popolo della Crimea ha dimostrato di sentirsi russo a tutti gli effetti. Questo è il mio secondo viaggio in Crimea. Sono partito da Anapa per arrivare fino a Kerch, dove ho incontrato la comunità italiana.    

— Com'è andato questo incontro?  

— Innanzitutto ho avuto il piacere di rivedere dei ragazzi che avevo già conosciuto a Verona, la mia città, quando qualche anno fa parteciparono a uno stage in un'azienda veronese. Ho mantenuto i contatti e l'occasione di questo viaggio è stata propizia sia per rivederli, sia per incontrare i rappresentanti di questa comunità di origine italiana, tra cui la presidente Giulia Giacchetti Boico. Giulia è la presidente dell'Associazione C.E.R.K.I.O. (Comunità degli Emigrati nella Regione della Crimea Italiani di Origine). È una storica, ha fatto numerose ricerche sulla comunità italiana di Crimea. Ha scritto il libro "Italiani di Crimea. Storia e destini". Con lei sono rimasto d'accordo che se ce la farò, il 28 di gennaio prossimo, tornerò da loro in Crimea per presenziare al "Giorno del Ricordo" la loro ricorrenza annuale dove vengono commemorate tutte le vittime della deportazione degli italiani di Crimea nei gulag del '42. Ho incontrato Igor Fedorov, anche lui di origine italiana e uno dei rappresentanti della stessa Associazione.

Libro Italiani di Crimea. Storia e destini
© Foto : fornita da Vito Comencini
Libro Italiani di Crimea. Storia e destini

— Come percepiscono le loro origini italiane?  

— Quelli che ho incontrato oltre al russo parlano bene anche l'italiano. Puntano a continuare i loro rapporti culturali con l'Italia, come puntano anche a far crescere i loro legami anche dal punto di vista economico, purtroppo con le attuali sanzioni gli viene impedito. 

È stato interessante scoprire il percorso fatto da questa comunità in questi anni. In modo particolare nel 2015 quando lo stesso Putin recatosi in Crimea riconobbe con un decreto la minoranza italiana. Un riconoscimento anche della sua deportazione nel '42. A Kerch c'è un monumento che ricorda le varie etnie deportate, tra cui tatari e bulgari a cui è stata aggiunta anche l'etnia italiana. Un riconoscimento importante. Loro, tra l'altro, hanno fatto anche un grosso lavoro di ricostruzione storica sulle loro origini. La prima ondata arrivò ai tempi delle colonie genovesi e veneziane. Poi in seguito all'unità d'Italia dal nostro paese molti migrarono in Crimea con la speranza di trovare un lavoro e un futuro. Parlo di persone in gamba, lavoratori, commercianti... tra di loro anche veneti. Uno di questi ragazzi che ho incontrato aveva una nonna che si chiamava Benetti, questo è chiaramente un cognome veneto. Ma anche pugliesi... e da varie zone italiane vicine al mare.

— Quindi portano sempre le loro origini italiane nel cuore? 

— Si! Tra l'altro ho scoperto delle cose molto curiose e importanti delle quali vorrei occuparmi nella mia qualità di componente della Commissione esteri, penso sia fondamentale che possano continuare a tenere vivo il loro legame con l'Italia. Tra di loro ci sono anziani che vorrebbero venire a visitare l'Italia, il loro Paese d'origine, ma non possono a causa delle sanzioni. Hanno il problema dei visti, in quanto spesso gli viene negato. Hanno passaporto russo, sono di origine italiana, ma non possono venire in Italia. Penso sia l'ennesimo esempio di una discriminazione ingiusta. L'ennesima dimostrazione che le sanzioni alla fine vanno a colpire i cittadini, le imprese, i lavoratori... e che sono ingiuste. Oltre a ciò, manca anche una rappresentanza italiana sul posto che agisca da consolato in Crimea.  

— Come membro della commissione esteri quali prospettive vedi? 

— In un primo momento vedrò che si possa intervenire in modo tale che i visti vengano concessi a questi cittadini russi di origine italiana. Lavorare poi per dar loro anche la possibilità di ottenere il riconoscimento delle loro origini, quindi eventualmente anche il passaporto italiano, come spesso accade per gli italiani del Sud America. In tal caso risolvendo definitivamente la questione dei visti. Certamente rimane sempre prioritario l'obiettivo di togliere queste "famose" sanzioni alla Russia che alla fine sono l'ostacolo che blocca tutto. Anche da un punto di vista dei collegamenti, per andare in Crimea oggi bisogna obbligatoriamente transitare per Mosca, non ci sono voli diretti. È assurdo!   

— Il Veneto è leader nella produzione di vini, la Crimea come clima è sicuramente un ambiente idoneo per la coltivazione della vite. In generale vedi possibilità di collaborazioni di tipo economico?

— Certo! Sicuramente ci sono imprenditori veneti e italiani disposti a collaborare con la Crimea per lo sviluppo del settore enologico e in agricoltura. In generale anche verso altri settori come l'agroalimentare, il turismo... La chiave di tutto anche in questo caso sta nel rimuovere al più presto le sanzioni. Le complicazioni dovute alle sanzioni scoraggiano chi voglia lavorare in Crimea con dei riflessi negativi, sia sugli italiani e ancor di più sui crimeani. Noi italiani potremmo veramente far molto a favore della Crimea. Ancora una volta le sanzioni applicate alla Russia rivelano il loro effetto boomerang verso l'economia italiana.

— Il punto cruciale è sempre la presenza delle sanzioni. Si arriverà presto alla risoluzione di questo problema? Cosa ne pensi? 

— Spero che presto i paesi europei possano cambiare la loro linea politica riguardo alle sanzioni e che vengano presto cancellate. Un momento decisivo saranno le elezioni europee dell'anno prossimo dove i partiti che vi si oppongono e che ne sono contrari potranno ottenere il miglior risultato. Avranno il peso sufficiente per toglierle. Parlo di quei partiti che vengono definiti "sovranisti" "identitari". Anche l'incontro tra Salvini e Orban è molto importante, una spinta politica a livello europeo nei confronti della Russia si sta realmente aprendo. Questa è la speranza. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Sanzioni, Intervista, Lega, Crimea, Italia
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