22:59 24 Settembre 2018
Il premier della Ungheria Viktor Orban e il vice premier italiano Matteo Salvini

Meglio Salvini e Orban dei falsi amici europei

© REUTERS / Massimo Pinca
Opinioni
URL abbreviato
Gian Micalessin
14355

Da una parte il “nemico dei nazionalisti” Emmanuel Maron che, stando ai sondaggi YouGov di fine luglio, solo il 27 dei francesi tornerebbe a votare. Dall’altra un Matteo Salvini in testa alle preferenze degli italiani con oltre il 30 per cento e un Viktor Orban vincitore delle elezioni dello scorso aprile con più del 49 per cento.

Basterebbero questi dati  per constatare, in base alla più elementare regola  della democrazia,  chi sia più legittimato a rappresentare  i propri cittadini  alle elezioni europee della prossima primavera. Ma alla rancorosa sinistra  italiana abituata  a demonizzare i propri avversari quei dati non bastano. Per loro, ma anche per gran parte dei media italiani, l'Orban, alleato nel Parlamento Europeo di Angela Merkel, resta un personaggio politico  impresentabile, illiberale e anti democratico.

Quanto a Salvini basta ricordare i  tanti — fra quelli ritrovatisi a Milano per contestare il suo incontro con il premier ungherese — pronti ad  augurargli di finire impiccato a Piazzale Loreto  seguendo il destino di un  Benito Mussolini a cui viene impropriamente, ma sempre più spesso, paragonato.

Un rigurgito di odio e istigazione alla violenza che nessuno degli opinionisti politicamente corretti,  sempre assai solleciti nel  rinfacciare  al  leader leghista i toni troppo accesi,  si sogna di  condannare. Al di là di questi  dettagli tutta la retorica con cui sinistra, grandi media  e   teorici del "politicamente corretto" cercano   di convincere  gli italiani a emarginare il duo Salvini/ Orban  e riavvicinarsi all'Europa si basa sull'ipotetica ripartizione di migranti rifiutata dall'Ungheria e dagli altri paesi di Visegrad.

In base a questa tesi l'unico alleato a cui l'Italia  dovrebbe guardare per  sperare di  ottenere la tanto auspicata ripartizione dei  migranti  sarebbe l'Europa  guidata dalla Germania di Angela Merkel e dalla Francia di Macron. Una tesi non solo infondata, ma anche radicalmente sbagliata.  Ma partiamo dalla sua evidente infondatezza. Il Macron paladino dell'Europa e nemico dei nazionalisti, "dall inizio del  2017 ad oggi  ha respinto — ricorda  Salvini citando dati  del Viminale —  più di 48mila immigrati alle frontiere con l'Italia, comprese donne e bambini".   

Inoltre la Francia, come ricordato dal  Ministro degli Interni nell'informativa al Senato di metà giugno, ha accolto solo 340 dei 9.816 richiedenti asilo che  Roma doveva girare a Parigi in base agli  accordi  di redistribuzione definiti nel  settembre 2015 dalla Commissione Europea. Il tutto senza dimenticare come la Francia sia stata l'artefice di quella guerra a Gheddafi che ha gettato la Libia nel caos trasformandola nel regno dei trafficanti di uomini. Sull'argomento  redistribuzione e aiuti all'Italia neppure la Germania di Angela Merkel ha  referenze migliori.

E' stata la Merkel,  aprendo i confini nel 2015 ai  migranti provenienti dalla Turchia, a giustificare la deleteria ideologia dell'accoglienza senza limiti e senza regole. Ma non solo.

Rapidissima, non appena ha compreso il proprio madornale errore, a convincere  l'Europa, Italia compresa, a versare 6 miliardi alla Turchia per chiudere la rotta balcanica la Cancelliera tedesca ha invece  permesso, per sua stessa ammissione, che l'Italia venisse "lasciata sola" ad affrontare la crisi dei migranti provenienti dalla Libia. Un buona mano gli è arrivata, però, da quel governo Pd  che sottoscrisse con Matteo Renzi il vergognoso accordo con  Bruxelles in base al quale  tutti i migranti provenienti dalla Libia  sarebbero stati sbarcati nei porti italiani.

Matteo Salvini durante una conferenza stampa a Roma
© AP Photo / Domenico Stinellis
E le cose, anche dopo i "mea culpa" della Merkel, non sono certo cambiate. Per capirlo è sufficiente la scandalosa indifferenza con cui Bruxelles  ha abbandonato a se stessa l'Italia nel caso Diciotti  rifiutando la suddivisione di appena 177 migranti.  Per non parlare dei tentativi di Berlino di riconsegnarci   i migranti presenti sul suo territorio, ma sbarcati originariamente in Italia.  Ma la ricetta della ripartizione dei migranti, oltre a non essere mai stata realizzata dai nostri presunti "amici" europei  tanto cari al  Pd e al resto della sinistra,  è anche assolutamente sbagliata. Per capirci è come se invece di riparare un tubo che ha allagato un bagno ci limitassimo ad aprire   le porte di casa  facendo defluire  l'acqua nelle altre stanze.  Nel bagno il livello dell'acqua sicuramente diminuirebbe, ma l'unico risultato pratico sarebbe l'allagamento del resto della casa. Ugualmente il  problema migranti non va risolto aprendo le porte,  ma tappando la falla. 

Su questo approccio si basa l'eventuale alleanza di Salvini non solo con Orban e i paesi  di Visegrad,  ma anche con l'Austria del cancelliere austriaco Sebastian Kurz e lo schieramento tedesco vicino al ministro dell'interno Horst Seehofer. La cosiddetta "rivoluzione copernicana", di cui ha spesso  ha parlato l'austriaco Kurz,   punta a combattere i trafficanti di uomini  sulle coste  dell'Africa sottraendo i  migranti al loro controllo  e trasferendoli in centri di accoglienza dove ne sia garantita l' incolumità accertando, al tempo stesso, chi ha diritto all'asilo  in Europa e chi deve invece venir rispedito al proprio paese. Solo con questo approccio, condiviso anche da Orban dai paesi di Visegrad,  argineremo il traffico di esseri umani e salveremo le vite  dei disgraziati mandati a morire in mare. La redistribuzione e le altre proposte, come dimostrano gli insuccessi inanellati dai governi del Partito Democratico schierati con l'Europa di Macron e Merkel,  sono solo favole e retorica. 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

Orban favorevole alla normalizzazione dei rapporti tra Russia e Occidente
“Vade Retro”, ma Salvini così è sempre più popolare
Tags:
Migranti, UE, Matteo Salvini, Viktor Orban, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik