06:38 23 Settembre 2018
Opinioni
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Tatiana Santi
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Dalle proteste della popolazione locale all’importanza delle strategie nazionali italiane, fa parlare di sé il gasdotto TAP, che trasporterà gas naturale dalla regione del Mar Caspio all’Europa. Quali sarebbero i vantaggi per l’Italia del tanto discusso progetto TAP?

Sul commercio dell'energia indubbiamente si decidono anche gli equilibri geopolitici futuri, il gasdotto TAP costituirebbe un'apertura diretta dell'Italia verso l'Asia e la regione del Caspio, una partita strategica, molto combattuta però dai NoTap e i sindaci delle zone interessate della Puglia.

Qual è l'importanza dei gasdotti per l'energia del futuro? "Noi italiani, i russi e gli europei, dobbiamo guardare nel lungo termine e creare un mercato economico e energetico solido. In futuro l'energia sarà soprattutto gas, perciò vi è il bisogno di tante strutture, come il Nord Stream, il TAP e il Turkish Stream" questo è il parere espresso in un'intervista a Sputnik Italia da Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, società indipendente di ricerca sull'energia e l'ambiente.

— Davide Tabarelli, quali sono i vantaggi e gli svantaggi del gasdotto TAP per l'Italia?

— Diversificazione delle forniture, aumento della sicurezza, aumento dell'offerta del gas, partecipazione al corridoio sud, possibilità in futuro di prendere il gas dalla Russia, dal Turkish Stream e dall'East-Med Stream. È quindi un'infrastruttura che apre un primo collegamento diretto con l'Asia e con tutto il gas che c'è attorno al Caspio.

Vedo prevalentemente vantaggi in questo progetto. Gli svantaggi è che il gasdotto non si riesce a fare in Puglia, c'è una forte ostilità da parte delle popolazioni locali che non lo vogliono. L'Italia ha dovuto bloccare i lavori e continua a manifestare ostilità nei confronti degli investimenti stranieri.

— Oltre ai movimenti NO TAP, molti sindaci pugliesi si dicono contrari al gasdotto per motivi ambientali.

— Questo è l'aspetto più negativo della vicenda, che mette in evidenza come in Italia non si riescano più a fare le infrastrutture nuove, in particolare quelle legate all'energia. È un peccato che si arrivi a questi estremi in Italia senza riuscire ad avviare le infrastrutture necessarie.

— Si tratterebbe di soli 10 miliardi di metri cubi. Un gasdotto che non rappresenterà quindi un'alternativa al gas russo?

— Il gas viene dal Caspio e dall'Azerbaigian, è diverso dal gas russo, perciò è un'alternativa. L'Europa e l'Italia hanno una dipendenza dalle importazioni di gas russo superiori al 35%, perciò Gazprom è un ottimo fornitore, ma qualsiasi alternativa è interessante.

Stiamo provando e lottando per fare 10 miliardi di metri cubi di importazione, quando la Germania ha fatto un gasdotto da 50 miliardi di metri cubi del Nord Stream e ora è passata al suo raddoppio. La Germania arriverà ai 100 miliardi, il fatto che noi non riusciamo a farne 10 è triste.

— Nel caso del TAP parliamo di volumi veramente ridotti che non vanno a competere con il Nord Stream né il Nord Stream 2. Quindi non si risolverebbe la dipendenza dal gas russo, giusto?

— Ovviamente il TAP non va a competere con gli altri gasdotti. In Italia ci sarà bisogno di molto gas in futuro. L'Italia è un Paese che si sta impoverendo, se è più povero consuma meno energia e meno gas. C'è chi dice che abbiamo una domanda di 75 miliardi di metri cubi, una capacità di importazione del 140, quindi il gas è più che sufficiente. Dicono che avremo le fonti rinnovabili. Se non produciamo energia elettrica, le fabbriche chiudono, allora non avremo bisogno di gas, ma speriamo che non accada. L'Italia ha bisogno di crescere e di consumare più energia.

— La Russia non si è mai mostrata ostile a questo progetto, è stato un successo per i russi l'accordo sul Mar Caspio raggiunto recentemente con gli altri Paesi della regione, in cui si parla di cooperazione e sfruttamento delle risorse. La Russia non perde nulla infine, no?

— Tra l'altro il corridoio sud potrebbe aiutare anche la Russia a mandare più gas in Europa. Noi italiani, russi ed europei, dobbiamo guardare nel lungo termine e creare un mercato economico e energetico solido. In futuro l'energia sarà soprattutto gas, perciò vi è il bisogno di tante strutture, come il Nord Stream, il TAP e il Turkish Stream. Il TAP potrà essere raddoppiato facilmente fino a 20 miliardi di metri cubi, potrà inglobarci anche il gas russo.

La mia ambizione purtroppo è un sogno molto lontano: spero che un giorno l'Europa con la Russia, perché la Russia è un Paese europeo, siano un mercato unico con regole comuni. Un mercato del gas che assomigli a quello americano, dove vi sono tantissimi gasdotti in una rete molto fitta, un sistema veramente efficiente. Il TAP sarebbe un piccolo passo in questa direzione. Vicino a noi ad avere molto gas c'è la Russia e il Caspio, ma se non si fanno i tubi il gas rimane sotto dov'è. Servono più infrastrutture.

— Gli Stati Uniti guardano di cattivo occhio i rapporti energetici fra l'Europa e la Russia, vorrebbero entrare nel mercato europeo. Come il gas incide sulle mosse geopolitiche? Il mercato del gas va di pari passo con la politica alla fine?

— Sì, anche se le cose sono relativamente semplici. Trump spinge per più esportazioni, all'amministrazione USA ovviamente non piace la dipendenza dell'Europa dal gas russo.

Prendere gas dagli Stati Uniti però costa, il gas che c'è in Siberia o nel Caspio costa molto molto meno. In queste ore i prezzi del gas sono esplosi, avremo bisogno di più offerta e più strutture di importazione. Importare il gas americano non sarebbe conveniente per il trasporto.

I costi di produzione in Russia del gas sono sotto un euro per Megawatt/ora, se ci mettiamo i costi di trasporto arriviamo a 4-5 euro in Europa. Io spero come consumatore di pagare molto meno, vorrei avere energia abbondante per avere prezzi dell'elettricità come negli Stati Uniti, dove le imprese europee vanno a fare investimenti perché l'energia costa poco. Oltre che fare le rivoluzioni e parlare di rinnovabili, dovremmo pensare alle nostre aziende, ai nostri cittadini e a dei prezzi più convenienti per il gas. Il TAP va in questa direzione.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
TAP, Energia, gasdotto, gas, Italia
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