06:38 23 Settembre 2018
I cartelli per il premier ungherese Viktor Orban a Budapest

Se questa è l’Europa, divento sovranista anch’io

© Sputnik . Алексей Витвицкий
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Mario Sommossa
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Alla fine, il nostro Governo ha dovuto cedere! È un vero peccato ma, oggettivamente, non c’erano piu’ altre vie d’uscita.

Dopo il comportamento ipocrita e vergognoso degli altri Paesi europei, lo sciacallaggio squallido delle nostre sinistre, la stupidità masochista di alcuni fanatici che chiedevano di "poter abbracciare" quei clandestini e il protagonismo di un magistrato forse in cerca di pubblicità personale (e magari di una futura candidatura) anche il duro (e coerente) Salvini è stato obbligato a dare le autorizzazioni allo sbarco. La soluzione è solo un triste tentativo di salvare la faccia, ma tutti sappiamo trattarsi di una semplice foglia di fico. Venti nuovi parassiti saranno accolti dall'Albania e altri venti dall'Irlanda (sempre che ciò avvenga realmente) e tutti gli altri andranno nelle parrocchie. Italiane naturalmente, e quindi sempre e comunque a carico nostro per ospedali, pubblici servizi e libertà di circolare nelle nostre città.

Delle varie Boldrini di turno e dei pelosi "buoni di cuore" che parlano sempre di "accoglienza" (purché' non nelle loro case) è inutile parlare, tanto sono gli stessi che conosciamo da tempo e che sono sempre "contro" ma primi a non volere siano toccati i loro interessi personali.

Del magistrato possiamo solo dire che non è il primo di quella professione che, probabilmente, aveva poco lavoro per indagini su latrocini, stupri, omicidi, truffe, altri reati a piacere e pur doveva, visto che l'azione penale è per lui un obbligo, riempire il proprio tempo. Farlo verso un ministro, dopo aver adeguatamente informato la stampa e dosato i tempi della sua azione in modo da occupare i giornali per piu' giorni, era una buona soluzione: la notorietà era garantita, il tema era tale da suscitare il consenso di tutti i "buoni" e… per il futuro si vedrà.

Chi, comunque ne esce peggio di tutti è l'Europa che ha mostrato tutta la piccineria dei politici che attualmente comandano su Bruxelles e nei rispettivi Paesi. È per tutti evidente che, di là dal riempirsi la bocca con le parole di "solidarietà e "collaborazione", nessuno a Parigi, Berlino, Madrid, Londra ecc. ha il coraggio di dire le cose come stanno. Ognuno di loro sa che i propri popoli ne hanno le scatole piene di immigrati: chiedenti asilo o no, non ne vogliono piu'.

Migrants and refugees wait to disembark in the port of Messina following a rescue operation at sea by the Italian Coast Guard ship Diciotti on March 17, 2016 in Sicily.
© AFP 2018 / GIOVANNI ISOLINO
Il problema non è costituito da questi 177 della Diciotti ma da tutti gli altri milioni in attesa di partire dalle coste africane o da terre asiatiche per arrivare nel paese del Bengodi: l'Europa. Una volta arrivati sanno benissimo che non saranno mai piu' mandati indietro, sia ad essi riconosciuto ufficialmente il diritto di restare oppure no. Quanti decreti di espulsione sono stati redatti e sono rimasti lettera morta? Praticamente tutti, salvo le briciole. I pochissimi che se ne sono andati lo hanno fatto dopo aver ricevuto qualche migliaio di euro per invogliarli e molti di loro ritorneranno ancora tra non molto, tanto qui possono fare ciò che vogliono. Gli ospedali sono gratuiti per tutti loro e nemmeno sanno cosa siano i ticket. Mangiare bere e dormire sono garantiti. Se qualcuno, i piu' volenterosi, desidera guadagnare qualcosa di extra c'è un sacco di lavoro nero disponibile (anche se sottopagato, con la gioia dei loro sfruttatori). Chi invece non vuole farsi sfruttare, può scegliere a quale traffico dedicarsi tra lo spaccio di droghe, lo sfruttamento della prostituzione e i furti. I pochi che saranno regolarizzati, sempre che lo vogliano, forse troveranno un'occupazione qualsiasi e, magari, alcuni riusciranno perfino ad integrarsi. L'immigrazione di stranieri è un fenomeno accettabile nel momento in cui è possibile "assorbirli" nelle comunità autoctone. Tuttavia, perché ciò sia possibile, occorre che il loro numero sia contenuto e molto diluito nel tempo. Ogni giorno la cronaca, non solo italiana, ci dimostra che ciò non sta avvenendo e che gli estranei sono già troppi e non piu' integrabili facilmente. I tempi in cui l'integrazione era possibile, ed è avvenuta, erano quando gli arrivi dei "diversi" erano controllati dagli Stati ospitanti, quando erano proporzionati al lavoro ufficialmente disponibile, quando i confini non erano ancora (e soltanto) una pura parola.

Dicevamo dell'Europa. Checché ne dicano i politicanti da strapazzo, nessun Governo in nessun Paese europeo vuole più avere migranti e il silenzio sulla vicenda della nave Diciotti non è dovuto all'atteggiamento "provocatorio" di Conte e Salvini e ai toni o parole da loro usate, ma soltanto al fatto che nessuno è disposto a dire ai propri elettori che saranno accolti altri migranti. Sappiamo tutti che questa è l'unica vera ragione per cui non si riesce a modificare il trattato di Dublino e non vengono rispettati nemmeno i minimi impegni già assunti. Non ci si venga poi a dire che la nostra Costituzione ci obbliga a tutelare e ospitare tutti coloro che sono vittime di discriminazione nei loro Paesi perché se dovessimo prendere alla lettera quanto scritto nel sacro testo più di sessant'anni fa (quando gli attuali flussi migratori non esistevano nemmeno come fantasia) dovremmo, teoricamente, aprire le porte ad almeno il 60% degli africani e ad altrettanti asiatici e sud americani. Senza contare, e tutti lo sappiamo, che tutti coloro che vogliono sbarcare in Europa non fuggono da discriminazioni ma hanno l'unico obiettivo di migliorare le proprie condizioni di vita. Desiderio più che legittimo, ma che non può obbligare noi a doverlo soddisfare a nostre spese, pagando anche il prezzo di insicurezze e instabilità sociale. In Africa chi sta peggio di noi è più di un miliardo di persone. In Asia almeno due miliardi e mezzo. A quanti di loro vogliamo garantire un maggiore benessere nel nostro continente?

Personalmente sono sempre piu' convinto che, se esistesse, una vera unione politica europea sarebbe l'unico metodo per non diventare sempre piu' ininfluenti nel mondo via via globalizzato. Solo una vera Unione Europea potrebbe competere adeguatamente con lo strapotere dei grandi Stati del mondo, USA, Cina, India in primis. E non a caso tutti costoro (compresa la Russia e salvo l'India che ancora non si pone il problema) stanno facendo il possibile perché' ciò non avvenga.

Purtroppo, proprio la questione dell'immigrazione sta dimostrando che i politici di cui disponiamo non hanno gli adeguati e necessari attributi. Se avessero il coraggio di dire ciò che loro stessi sanno, direbbero che il problema della re-distribuzione è un falso problema e che le porte dell'Unione oramai sono chiuse a chiunque non entri regolarmente, dotato di visto e con il nostro permesso. Direbbero che i Paesi del gruppo di Visegrad hanno ragione e il fatto che Ungheria e Croazia abbiano eretto barriere insormontabili ha permesso ad Austria e Germania di continuare nella loro ipocrisia senza correre rischi. Direbbero, coi fatti, che i confini di Grecia, Italia e Spagna sono confini europei e non solo di un Paese membro. Direbbero ai Paesi complici dei transiti e delle partenze che, o si riprendono i loro concittadini entrati da noi abusivamente oppure ogni rapporto con TUTTA l'Europa sarà ridimensionato, a partire dagli aiuti che generosamente (e in varie forme) continuiamo a dare a loro e ai loro politicanti, per lo piu' corrotti.

Invece, si critica l'Italia perché' non vuole piu' sbarchi abusivi, la si lascia sola nei rapporti con chi potrebbe fermare i flussi e si finge, da parte di alcuni, di accettare una minima parte degli arrivati salvo poi sparire e lasciarli tutti a noi. L'esempio piu' eclatante è la Francia, molto "solidale" ma così attenta a rimandarci chi riesce a passare il confine da spingere perfino le proprie guardie di frontiera all'interno del nostro territorio.

Se questa è l'Europa, se si continua a far finta di essere una Unione e poi ognuno persegue solo il proprio interesse immediato, allora perfino un europeista da sempre come il sottoscritto è costretto a diventare un "sovranista" e a dire che non solo degli immigrati, ma anche di questa Europa, ne ha le tasche piene.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Migranti, immigrazione, Matteo Salvini, Europa, Italia
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