10:59 19 Settembre 2018
La bandiera dell'UE

Caso Diciotti, il suicidio dell’Europa

© Foto : Pixabay
Opinioni
URL abbreviato
Gian Micalessin
9420

Per parafrasare un vecchio proverbio potremmo dire che quando si parla di migranti lo stolto guarda a Matteo Salvini, ma il saggio pensa all’Europa.

Migrants and refugees wait to disembark in the port of Messina following a rescue operation at sea by the Italian Coast Guard ship Diciotti on March 17, 2016 in Sicily.
© AFP 2018 / GIOVANNI ISOLINO
La parafrasi è tanto più valida se si considera come s'è conclusa la vicenda della nave Diciotti il pattugliatore della Guardia Costiera con 177 migranti a bordo rimasto bloccato per oltre una settimana al molo di Catania. Mentre un magistrato italiano ha pensato bene d'incriminare l'unico ministro capace, dopo Marco Minniti, di metter l'Europa davanti alle sue responsabilità l'Unione Europea ha voltato le spalle all'Italia. E allora in soccorso del nostro paese sono dovute arrivare la piccola Albania, grata a Roma per le decine di migliaia di albanesi ospitati nei decenni passati, l'altrettanto piccola Irlanda e la Chiesa cattolica pronta a farsi carico della maggior parte dei migranti rimasti sulla nave della Guardia Costiera. A questo punto c'è veramente da chiedersi non quale sia la dignità delle istituzioni europee, ma il loro diritto a sopravvivere come entità internazionale. Un'Europa così meschina da non allungare una mano ad un'Italia che negli anni scorsi si è fatta carico di oltre 600mila migranti arrivati dalla Libia non merita di essere considerata una potenza internazionale.

"Se devo chiamare l'Europa che numero devo fare?" - ripeteva sempre l'ex segretario di Stato americano Henry Kissinger facendo intendere come la nascente Unione Europea fosse priva di un leader e di un centro decisionale. Quarant'anni dopo poco è cambiato.

L'Europa era e resta un semplice coacervo di popoli e nazioni dove l'egoismo dei singoli supera di gran lunga i trattati e gli accordi studiati per darle un'anima. Un'Europa superata in generosità e riconoscenza, nel caso Diciotti, persino dalla piccola Albania non può pretendere di svolgere il ruolo di grande potenza internazionale. Merita semplicemente di esser derisa e umiliata. Anche perché il "no" ai 177 migranti della Diciotti ci spinge a ricordare come la stessa Europa nel 2015 piegò il capo davanti alla protervia del presidente turco Recep Tayyp Erdogan.

Una protervia davanti alla quale la Cancelliera Angela Merkel considerata al tempo l'unica vera leader in campo europeo (figuriamoci gli altri) non seppe far di meglio che aprire le porte all'invasione scatenata dal presidente turco. Un'invasione che s'arrestò solo quando la stessa Merkel si piegò ai ricatti di Ankara costringendo tutti e 28 i paesi europei a versare sei miliardi di euro alla Turchia. Oggi di fronte ai "niet" di Bruxelles alla spartizione dei 117 migranti della Diciotti è difficile non ricordare come anche l'Italia sia stata costretta a mettere mano al portafoglio per salvare la Merkel da un'invasione da lei stessa accettata.

Ma è altrettanto difficile dimenticare come i 600mila migranti di cui ci siamo fatti e continuiamo a farci carico siano la diretta conseguenza della guerra a Muhammar Gheddafi. Una guerra scatenata nel 2011 da una Francia convinta, ancora oggi, di poter guidare l'Europa d'intesa con la Germania della Merkel. Insomma l'Italia pur essendo il terzo contribuente dell'Unione Europea con 15,7 miliardi versati a Bruxelles (stando agli ultimi dati disponibili forniti dalla Corte dei Conti e relativi al 2016) sembra veramente venir considerata l'ultima ruota del carro europeo. Ma in tutto questo appare sconvolgente la mancanza di visione politica dei burocrati di Bruxelles. A primavera dell'anno prossimo si voterà per il rinnovo del Parlamento Europeo. E lo schiaffo del caso Diciotti promette di trasformarsi in un boomerang capace di consegnare l'Unione ai tanto detestati populisti. Grazie anche ai voti di un'Italia umiliata e dimenticata dall'Europa.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

Caso Diciotti, premier Conte alza la voce contro la UE
Il Belgio dice no all'accoglienza dei migranti dalla nave Diciotti
Tags:
rifugiati, profughi, migranti, Crisi dei migranti, Muhammar Gheddafi, Angela Merkel, Henry Kissinger, Recep Erdogan, Germania, Francia, Turchia, Italia, UE
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik