16:47 10 Dicembre 2018
Migrants and refugees wait to disembark in the port of Messina following a rescue operation at sea by the Italian Coast Guard ship Diciotti on March 17, 2016 in Sicily.

Diciotti, la nave che spacca l’Italia

© AFP 2018 / GIOVANNI ISOLINO
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Tatiana Santi
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Dopo giorni di stallo sono sbarcati tutti gli immigrati a bordo della nave Diciotti in seguito all’accordo del governo per una ridistribuzione dei migranti raggiunto con l’Albania, l’Irlanda e la Cei. Mentre l’Ue gira lo sguardo dall’altra parte, il ministro Matteo Salvini è indagato in patria. Diciotti, la nave che spacca l’Italia.

Sembra giunta al termine l'epopea dei 137 migranti dopo 5 giorni a bordo della nave Diciotti ormeggiata nel porto di Catania. Una volta identificati, i migranti hanno raggiunto l'hotspot di Messina in attesa di una ricollocazione fra la Chiesa italiana, l'Albania e l'Irlanda alla faccia della "solidarietà" europea.

La vicenda ha suscitato un duro scontro fra l'Italia e l'Unione Europea, ma anche una spaccatura all'interno del Paese. Nel frattempo, il Ministro dell'Interno Salvini è indagato dalla Procura di Agrigento per sequestro di persona, abuso d'ufficio e arresto illegale. A livello europeo la questione migratoria rimane in alto mare? Perché l'opinione pubblica italiana risulta divisa di fronte ai flussi migratori? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Sherif El Sebaie, esperto di diplomazia culturale e politica di integrazione.

Sherif El Sebaie
© Foto : Sherif El Sebaie
Sherif El Sebaie

— Alla fine sembra si sia trovata una soluzione, i migranti della nave Diciotti saranno accolti dalla Chiesa, dall'Albania e dall'Irlanda. Sherif El Sebaie, che cosa ne pensa, il caso è risolto?

— Questa non è una soluzione, non si può andare avanti cercando di smerciare migranti in giro per l'Europa, piatendo l'intervento di questo o quel Paese. L'Albania quanti immigrati potrebbe accogliere, alla lunga, o la Chiesa? Urge trovare una soluzione univoca e duratura, condivisa e vincolante per tutti i Paesi Europei.

— Qual è il suo punto di vista in merito alle indagini nei confronti del Ministro Salvini?

Matteo Salvini durante una conferenza stampa a Roma
© AP Photo / Domenico Stinellis

— Questa indagine trasformerà Salvini in martire ed eroe, quindi la sinistra che fa i salti di gioia oggi rimpiangerà amaramente di aver sollecitato ed applaudito l'intervento della magistratura. Non so su quali basi abbiano agito, ma per loro stessa ammissione questa era una situazione senza precedenti. Si spera che una magistratura tanto solerte ad indagare un ministro che prova a mettere freno all'immigrazione clandestina sia altrettanto veloce nel condannare a pene esemplari i clandestini, i quali commettono reati.

— Che idea si è fatto sulla linea presa dal governo?

— Il governo aveva posto una grandissima fiducia sull'accordo stretto a suo tempo dal premier Conte, che molti, compreso il sottoscritto, avevano denunciato già come un accordo monco. L'accordo ammetteva una ridistribuzione dei migranti fra i Paesi Europei, ma solo su base volontaria, non ci voleva un genio per capire che questo avrebbe permesso agli altri Paesi di fare finta di niente. Il governo italiano l'ha visto attraverso un esempio pratico, cioè nel caso della nave precedente, quando dei Paesi si sono impegnati ad accogliere circa 50 immigrati a testa, fra tutti i Paesi solo la Francia ha dato seguito alla promessa. È chiaro che il governo vuole forzare la mano perché si arrivi ad un accordo vincolante e che il problema non sia tutto e unicamente italiano.

— Continua lo scontro fra l'Italia e l'Unione Europea, per ora non si parla di alcuna ridistribuzione. Questo braccio di ferro secondo lei porterà a dei risultati positivi per l'Italia? L'Europa mostrerà più disponibilità?

— Credo che l'Unione Europea mostrerebbe più disponibilità se in Italia non vi fosse il circo che abbiamo visto. Non c'è un Paese unito dietro al proprio esecutivo su questa scelta per dire "basta" ad un'Italia che viene punita per la propria posizione geografica. In Italia abbiamo un'opinione pubblica divisa: da una parte hanno capito il perché della prova di forza del governo, dall'altra ci sono giornalisti e esponenti politici che attraverso posizioni ideologiche stanno facendo una guerra ed attacchi strumentali dando man forte ai Paesi europei. Così si scarica il problema sull'Italia.

— Mentre prosegue il braccio di ferro con l'Europa a livello locale in diverse città e regioni d'Italia sono state attuate diverse iniziative in tema immigrazione. Per esempio in Friuli Venezia Giulia hanno effettuato dei blitz e dei trasferimenti di immigrati irregolari. Secondo lei la musica sta davvero cambiando?

— Le Procure si muovono per denunciare il Ministro dell'Interno per sequestro di persone perché non vuole far scendere un carico di clandestini, 24 ore su 24 vediamo attacchi giornalistici che descrivono come fascisti chiunque sollevi un minimo dubbio sulla gestione fallimentare del fenomeno migratorio in questo Paese. È chiaro che si sta cercando di fare qualcosa, ma in un clima del genere ogni iniziativa viene svolta con molta circospezione. Chiunque agisca finisce nel tritacarne mediatico.

— Le persone che non arrivano a fine mese, chi non ha un lavoro vede con più negatività i flussi migratori. Possiamo dire che oltre all'accoglienza, il vero problema è la mancata integrazione dei migranti?

— Ovviamente non c'è alcun modello di integrazione, non c'è neanche nessun modello di accoglienza, perché in Italia negli ultimi anni vi è stata un'entrata indiscriminata di masse di persone, parliamo di centinaia di migliaia, senza nessuna selezione. Quando va bene queste persone sono parcheggiate all'interno di strutture che stanno campando grazie ai fondi stanziati dal governo, parlo di un giro di cooperative anche legate alla mafia. Quando va male queste persone sono abbandonate a sé stesse e delinquono. Quando va ancora peggio le persone ospitate nelle strutture allo stesso tempo delinquono. È un problema che percepiscono tutti, non solo i più poveri o chi non arriva a fine mese.

Tutti lo vedono, anche chi ha un lavoro, ma vuole semplicemente uscire a fare un giro in centro città o chi vuole andare a prendere una boccata d'aria nei giardini pubblici, luoghi infrequentabili perché in mano agli spacciatori. Per non parlare del fatto che tutto questo sistema pesa in una maniera indescrivibile sul bilancio dello Stato. Al di là dei soldi che vengono stanziati dall'Unione Europea, parliamo di miliardi che appesantiscono i bilanci anche del servizio sanitario italiano. Quando le persone chiedono di avere accesso a dei servizi per cui hanno pagato le tasse e sono gli ultimi nelle graduatorie giustamente qualche domanda se la pongono.

— Vorrebbe aggiungere qualcosa sulla vicenda "Diciotti"?

— Trovo francamente ridicolo l'approccio che ha la sinistra in questo ambito, cioè totalmente fallimentare, lo dimostrano anche le urne. La sfilata di moda che hanno fatto tutti gli esponenti del PD, nel momento in cui non hanno fatto una sfilata simile per le vittime del ponte di Genova, è una cosa fallimentare. La sinistra in Italia sta soffiando sul fuoco dell'odio e del razzismo, non lo sta facendo Salvini che tenta di mettere un freno ad una gestione fallimentare dell'immigrazione.

Più questo fenomeno non è controllato più si dà all'opinione pubblica l'impressione che tutta l'immigrazione sia fatta di persone che pesano sul bilancio dello Stato e ringraziano delinquendo. Così monta solo il razzismo. Più la sinistra dà un segnale di preferenza dell'accoglienza indiscriminata più a pagare il prezzo sono gli immigrati regolari, accomunati e messi nella stessa cesta assieme a chi arriva senza alcun controllo.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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integrazione, rifugiati, migranti, profughi, Migranti, Crisi dei migranti, PD, Matteo Salvini, UE, Europa, Italia
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