21:33 19 Settembre 2018
Matteo Salvini durante una conferenza stampa a Roma

Le dodici fatiche di Ercole Salvini

© AP Photo / Domenico Stinellis
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Alessio Trovato
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Certo che non deve essere facile fare il Ministro degli Interni in Italia quando ti chiami Salvini. Una parte della popolazione ti odia e considera il Diavolo in persona, un’altra ti ama. I primi si aspettano un esorcismo, i secondi si aspettano miracoli, il ché, se possibile, è ancora più pericoloso.

Da quando è Ministro e Vicepresidente, cioè dal primo giugno, lo abbiamo visto ovunque, è su tutti i giornali. Lui parla in continuazione e in continuazione si parla di lui. E' intervenuto su tutto — immigrazione, tasse, Euro, vax, diritti LGBT, Gender, Europa, sanzioni, informazione, nomine RAI. Loquace lo è stato sempre ma adesso pare proprio intenzionato a sfruttare la ribalta. E i giornali la ribalta gliela danno tutta — dall'ormai famoso ‘Vade Retro Salvini' di Famigla Cristiana, al ‘Uomini e No' dell'Espresso e così via fino al ‘cinico' di Le Monde, il ‘terribile (awful)' del N.Y.T. e i ‘moderni barbari' del Financial. Anche noi di titoli ne abbiamo fatti a bizzeffe. Per forza, le statistiche dimostrano scientificamente che ogni volta che inserisci la parola ‘Salvini' nel titolo le visualizzazioni aumentano già da sé del 30%! Grazie che parli sempre di Salvini! Certo, dalla parte russa si nutre anche la speranza che le relazioni con l'Italia possano tornare normali e chiunque condivida questa speranza è visto con tanta simpatia, ma volete mettere quanto renda di più in termini di popolarità l'effetto ‘psicologia inversa' dei titoloni mainstream? Salvini quindi si barcamena di giorno in giorno in questo arcipelago di scogli che non fa nulla per evitare come fosse una prova da affrontare. Una specie di percorso di espiazione per arrivare alla popolarità totale che tutti i giornali, favorevoli o contrari, volenti o nolenti, sembrano siano lì in fila per accordargli. Insomma le dodici prove di Salvini, come le dodici fatiche di Ercole. Infatti le abbiamo contate, sono proprio dodici:

Ercole cattura Cerbero nell'ultima fatica
Ercole cattura Cerbero nell'ultima fatica
  1. Respingere l'Aquarius, la Proactiva, la Sea Watch, la SOS Mediterranee, la Sea-eye, la Mission Lifeline, il Leone di Nemea, l'Idra di Lerna e il cinghiale di Erimanto.
  2. Reintrodurre la leva militare obbligatoria in un Paese in cui il termine ‘obbligatorio' dovrebbe a sua volta essere prima reintrodotto.
  3. Censire i Rom, però stando bene attento a non usare il termine censimento e senza farsi vedere da Unione Europea, ONU e TAR del Lazio.
  4. Abolire il genitore 1 e il genitore 2, tornare a mamma e papà. Al limite introdurre il concetto di ‘genitore 3' se veramente c'è di mezzo l'idraulico.
  5. Combattere contemporaneamente sia contro i NO Vax che Piero Angela dichiarandosi "assolutamente a favore dell'importante strumento di prevenzione rappresentato dai vaccini" ma al tempo stesso provare a toglierne qualcuno classificandolo inutile se non dannoso.
  6. Introdurre l'Idra Flat Tax a quatto teste e due aliquote
  7. Confermare la volontà di revocare le sanzioni alla Russia ma solo la volontà mi raccomando, perché sì una cosa è la campagna elettorale, una cosa è quando ti arriva il ‘man in black' che ti racconta quella storia di JFK e tu hai capito dove vuole arrivare.
  8. Auspicare "l'Europa dei popoli e del lavoro contro l'Europa delle élite e della finanza" dato che tanto questo è il massimo cui il sovranismo moderno può ambire
  9. Querelare e portare a processo per diffamazione Saviano, il mitologico tuttologo scortato dell'attico.
  10. Riuscire a dimostrare alle menti più istruite del Paese che voler fermare l'immigrazione irregolare non vuol dire necessariamente essere razzisti, fascisti e adulatori di Satana.
  11. Premiare la capotreno arrabbiata durante un radical-chic pride organizzato da Open Society Foundation
  12. Riuscire a dire qualcosa di leghista sull'Euro una volta insediatosi al Governo di un Paese che appunto ha l'Euro come moneta.

A parte gli scherzi, auguri al Ministro degli Interni per il lavoro che deve svolgere per l'Italia e auguri ai sui oppositori affinché possano trovare la chiave di lettura giusta per una opposizione critica e veramente costruttiva.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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