15:01 16 Dicembre 2018
Una zingara con suo bambino

Rom in Italia: emergenza sicurezza?

© Sputnik . Pavel Lisitsyn
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Eliseo Bertolasi
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Secondo i dati raccolti nel 2017 dall’Associazione “21 luglio”, in Italia l’attuale presenza di rom e sinti è stimata con un’oscillazione compresa tra le 120.000 e le 180.000 unità.

Tra di loro circa 70.000 hanno la cittadinanza italiana, sono i discendenti delle famiglie rom e sinti che arrivarono nella penisola verso l'inizio del XV secolo. Gli altri, arrivati successivamente, provengono prevalentemente dall'Europa dell'est, soprattutto dalla Romania; questi ultimi in quanto comunitari sono considerati regolari quindi non passibili ad eventuali provvedimenti d'espulsione.

Si ritiene che oltre 26 mila rom abitino in "aree all'aperto", nei cosiddetti "campi" formali (se riconosciuti dalle istituzioni), oppure informali, in ogni caso all'interno di baracche, roulotte con evidenti condizioni di degrado ambientale e sociale.

Ogni giorno, sui giornali, si susseguono notizie relative a tutta un serie di reati a loro attribuiti. Qualche giorno fa una capotreno esasperata ha esortato "zingari e molestatori a scendere dal treno". Il ministro dell'Interno Matteo Salvini commentando l'accaduto ha detto che questa capotreno andrebbe addirittura premiata.

Ma siamo veramente di fronte a un'emergenza rom?

Sputnik Italia ha raggiunto l'onorevole Paolo Grimoldi per un'opinione politica sulla questione:

Paolo Grimoldi
© Foto : fornita da Paolo Grimoldi
Paolo Grimoldi

— Innanzitutto la capotreno ha detto quello che pensano tutti, cioè che c'è una situazione di rom presenti sul nostro territorio che sta veramente diventando pesante e che così non si può andare avanti. Trovo singolare che ci siano dei benpensanti di sinistra che si scandalizzino per un annuncio di elementare buonsenso, dove si avvisavano i passeggeri della presenza di taccheggiatori zingari e che gli stessi venivano invitati a scendere dal treno. Questo è il pensiero condiviso dalla gente! E poi, le stesse persone stanno zitte quando due agenti della Polfer vengono picchiati e mandati in ospedale dai migranti clandestini com'è successo a Pavia. Così la situazione non può andare avanti!

— Quali sono le iniziative messe in campo dalla Lega?

Bucarest
© Sputnik . Виталий Савельев

— Noi abbiamo già proposto un controllo di tutti i campi rom per sapere chi c'è dentro e che cosa c'è dentro, perché vengono usati i bambini per fare accattonaggio, quando va bene, altrimenti li mandano a rubare. Questa situazione va monitorata. Quando l'iniziativa è stata proposta ci hanno accusato di essere nazisti, che vogliamo schedare un'etnia. Non è nulla di tutto questo. È semplicemente elementare buon senso. Se in un campo rom ci sono automobili di grossa cilindrata e quando c'è un furto, guarda caso molto probabilmente si ha a che fare con un campo rom, allora bisogna monitorare. In un paese normale anche i campi rom sono soggetti alle leggi dello stato, e lo stato deve sapere chi ci vive dentro. C'è anche da condurre un monitoraggio sui minori perché le cronache ci hanno raccontato di episodi in cui hanno tentato di rapire dei bambini. Noi non vorremmo che in certi campi rom ci possa essere anche qualche bambino precedentemente rapito, non necessariamente in Italia, ma in qualche altro paese.

— Nei discorsi delle forze progressiste di sinistra sembra sia vietato parlare delle vittime! Massima tolleranza e comprensione per chi esegue i reati poiché individui di categorie emarginate, discriminate.. Non siamo di fronte a una discriminazione al contrario?

— Assolutamente si! Noi staremo dal lato opposto. Inizieremo con vari "pacchetti sicurezza" da portare in parlamento per convertirli in legge: dove chi sbaglia paga, dove fare il ladro non è una professione riconosciuta, dove se il ladro si fa male son problemi suoi. Se il ladro, ad esempio, inciampa sulle scale, si ferisce sulla recinzione, o si prende una randellata in testa, non potrà poi dire che c'è stata un'aggressione e chiedere i danni. Tutte cose da paese da "terzo mondo" che abbiamo visto fino ad oggi. Ecco, tutto questo genere di norme, tra l'altro interpretate da una magistratura particolarmente di sinistra, vanno modificate in modo da non dare più spazio a interpretazioni; si sta sempre dalla parte del cittadino onesto e il malvivente ha sempre torto. Nei vari "pacchetti sicurezza" che porteremo in parlamento la stella polare sarà questa.

— Che ci sia una reale situazione di disagio da parte delle fasce più deboli della popolazione italiana vessata continuamente dalla microcriminalità è un dato di fatto. Non Le pare che nel dibattito pubblico manchi la volontà di ascoltare tutte le voci soprattutto quelle di coloro che sulla propria pelle, hanno subito questi reati?

— Assolutamente d'accordo, però se la sinistra è scomparsa dai posti di sinistra, dove hanno sempre vinto le elezioni dal 1948 a ieri, per rimanere in un contesto vicino a Milano ad esempio a Sesto San Giovanni a Cinisello, proprio là dove c'è sempre stato un elettorato di sinistra, operaio, con strati sociali meno abbienti e che oggi non vota più a sinistra, dovrebbero interrogarsi. Loro hanno scelto di stare dalla parte dell'alta finanza, delle banche, dalla parte dei delinquenti, dimenticandosi del popolo.

— Il nuovo governo sta facendo quindi passi concreti in questa direzione?

— Si! Come ho detto, in parlamento noi porteremo attraverso il ministro degli Interni Matteo Salvini questi "pacchetti sicurezza" che conterranno tutta una serie di norme per cercare di non dare spazio a interpretazioni e per aumentare la legalità, oltre a un nostro cavallo di battaglia in campagna elettorale: la legge sulla legittima difesa. Chi è in casa propria deve avere sempre e comunque il diritto di difendersi, di difendere se stesso, di difendere la propria casa, di difendere i propri figli, i propri nipoti, la propria famiglia. Non esiste, in un paese normale, una situazione in cui se un ladro entra in casa e il proprietario tenta di difendersi, è quest'ultimo che rischia di passare dalla parte del torto. Ecco questo deve finire.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
discriminazione, tolleranza, Rom, Lega, Paolo Grimoldi, Matteo Salvini, Italia
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