21:27 19 Ottobre 2018
Una famiglia

Padre e madre, quando la natura scandalizza

© Sputnik . Sergey Malgavko
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Tatiana Santi
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Nell’epoca del genitore 1, del genitore 2, della maternità surrogata e dei matrimoni arcobaleno il più naturale dei fenomeni, come la famiglia fondata sulla madre e il padre, scandalizza qualcuno e suscita polemiche. Perché?

Il vice premier Matteo Salvini ha proposto di cancellare dalle carte d'identità le diciture "genitore 1" e "genitore 2", ripristinando dei termini e dei concetti naturali, da che mondo è mondo, come "padre" e "madre". Le dichiarazioni del ministro Salvini hanno provocato polemiche e indignazioni su diversi media italiani e fra le organizzazioni LGBT. Rimane da capire che cosa ci sia di strano nella famiglia basata su una madre e un padre.

Al di là delle diciture ufficiali, il vice premier inoltre si è espresso contrario alle trascrizioni in Italia dei bambini nati all'estero con la pratica dell'utero in affitto. La famiglia naturale sembra occupare un posto centrale per l'attuale governo, ma oltre agli slogan la politica passerà a dei provvedimenti concreti per sostenere le famiglie e i giovani che si decidono a fare figli? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Giuliano Guzzo, sociologo, collaboratore de La Verità.

— Giuliano Guzzo, che ne pensa della dichiarazione del vice premier Salvini sulla necessità di togliere le diciture "genitore 1" e "genitore 2" nelle carte d'identità?

— Io penso che sia una dichiarazione di buon senso, così come sono dichiarazioni di buon senso quelle del ministro Fontana, quando poche settimane fa sottolineava l'importanza di difendere l'unica famiglia che prevede anche la Costituzione. Il fatto che queste dichiarazioni provochino polemica rappresenta di per sé un problema. Oggi principi di assoluta normalità e buon senso sono oggetti di polemica, al di là del discorso partitico questo è il vero campanello d'allarme. Che la famiglia è basata su un padre e una madre non dovrebbe scandalizzare e invece oggi si creano polemiche in merito a questo.

— Perché secondo lei oggi dei temi così naturali e semplici scatenano queste polemiche?

— Perché esiste una cultura dominante che da decenni è andata radicandosi in Occidente che considera una serie di realtà naturali come la maternità, la paternità, la famiglia qualcosa da avversare. È un contrasto che la cultura dominante ha prodotto non soltanto promuovendo le cosiddette nuove famiglie, ma anche sostituendo tutta una serie di concetti e parole. Il figlio prima della nascita è stato trasformato in prodotto di concepimento o grumo di cellule, l'aborto è diventato interruzione volontaria di gravidanza, l'eutanasia dolce morte. La famiglia è diventata "le famiglie". Padre e madre devono essere sostituiti da genitore 1 e genitore 2. Chi ha il coraggio di recuperare quel tipo di parole e valori dà fastidio, perché va a disturbare un ordine culturale instaurato a parole tollerante e permissivo, nei fatti un ordine repressivo e intollerante.

— Il ministro Salvini si è espresso anche contrario alle trascrizioni all'anagrafe dei bambini nati all'estero con la pratica dell'utero in affitto. Secondo lei i prefetti e i comuni seguiranno il ministro?

— Vedendo quello che è successo questa settimana e negli ultimi mesi è facile che alcuni continueranno per una strada e altri per un'altra. Non prevedo ci sia un'obbedienza alle disposizioni ministeriali o alle dichiarazioni di Salvini. Da questo punto di vista secondo me il caos continuerà. È confortante sapere che al governo ci sono più persone che hanno questo tipo di idee. Sono idee "all'antica" politicamente scorrette, contrarie alla cultura dominante. Va detto che sono ancora sicuramente maggioritarie nel Paese. L'Italia profonda considera la famiglia, il padre e la madre dei concetti importanti. Sono sicuro che a fronte di polemiche che divampano sui giornali c'è un Paese profondo che in realtà condivide questi valori.

— Si è parlato anche dell'obiettivo di rendere il nucleo famigliare un soggetto fiscalmente riconosciuto. Si tratta di promesse per ora, sappiamo però che per le famiglie con dei figli pagare le tasse è molto più difficile, no?

— Ci sono sempre meno matrimoni e meno figli. La componente fiscale ha un suo peso. Non credo che la denatalità sia un fenomeno riconducibile alla mancata defiscalizzazione, tuttavia è inevitabile riconoscere come una promozione della famiglia non sia mai stata fatta. Come ogni cittadino anche io spero che a queste parole seguano i fatti. È un governo costituito da poco, il fatto che in pochi mesi si continui ad evocare questo tipo di provvedimenti fa ben sperare. Spero che i provvedimenti vengano attuati, non solo perché sono stati promessi, ma perché questi provvedimenti a differenza di altri hanno a che vedere con il futuro dell'Italia.

— Comunque sembra che con questo governo la famiglia tradizionale sia tornata protagonista?

— Il fatto che si continui a parlare di questi argomenti in più occasioni è già positivo in sé, si costituisce un'agenda per l'opinione pubblica sui cui confrontarsi. La cosiddetta famiglia tradizionale, io la chiamerei unica vera famiglia, potrà beneficiare dei provvedimenti promessi, spero che alle parole seguiranno i fatti.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Famiglia, LGBT, Matteo Salvini, Italia
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