19:23 14 Agosto 2018
Aerei della compagnia aerea Alitalia

Verso dove vola Alitalia?

© Sputnik . Natalia Seliverstova
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Tatiana Santi
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Tornato in primo piano il dossier Alitalia, dalle ultime dichiarazioni del governo si prevede un cambio di rotta per la ex compagnia di bandiera. Prende sempre più piede la variante tutta italiana. Dopo centinaia di milioni di euro persi, soldi dei contribuenti, la nazionalizzazione sarà la via giusta?

Tra fallimenti, casse integrazioni, infiniti licenziamenti il processo di vendita della compagnia Alitalia sembra messo da parte, ora il governo punta su una soluzione totalmente italiana. Alitalia tornerà compagnia di bandiera.

Fabrizio Cuscito, coordinatore nazionale del trasporto aereo della Filt Cgil (Federazione italiana lavoratori trasporti).
© Foto : fornita da Fabrizio Cuscito
Fabrizio Cuscito, coordinatore nazionale del trasporto aereo della Filt Cgil (Federazione italiana lavoratori trasporti).

Rimangono ovviamente diverse domande irrisolte per quanto riguarda il piano industriale dell'azienda, il prestito ponte statale da 900 milioni di euro da restituire entro dicembre e il destino dei lavoratori. Verso dove vola Alitalia? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Fabrizio Cuscito, coordinatore nazionale del trasporto aereo della Filt Cgil (Federazione italiana lavoratori trasporti).

— Fabrizio Cuscito, che cosa ne pensate del progetto del governo di nazionalizzare Alitalia?

— Secondo noi senz'altro Alitalia dopo i disastri degli anni passati ha bisogno di un controllo e di un impegno da parte del governo e dello Stato. Le forme con cui questo impegno verrà preso chiaramente sono da vedere, da confrontare se compatibili con le normative. Nel caso il governo fosse davvero interessato ad investire in Italia sarebbe una notizia positiva.

— Secondo lei non è un rischio mettere nell'azienda, che ha perso centinaia di milioni di euro solo quest'anno, altri soldi pubblici, quindi dei contribuenti?

— Crediamo che il problema principale di Alitalia, infatti, sia la necessità di elaborare un piano industriale di una durata almeno decennale. L'importante è il piano industriale, il trasporto aereo sviluppa molto in questi anni e fa molto ricavo in quasi tutti i protagonisti a livello europeo e mondiale. Sicuramente ci sono anche grosse opportunità per l'Italia. La creazione di un piano che permetta voli di lungo raggio e del cargo sicuramente è una scommessa vincente con la quale si potrebbero guadagnare soldi, invece che perderli.

— Oltre ai soldi già persi, c'è il famoso prestito ponte statale da 900 milioni di euro da restituire

— Sicuramente la situazione di Alitalia dal punto di vista del conto economico è molto complicata, perché arriva da disastri degli ultimi 10 anni, che hanno visto tre fallimenti. Nessuno pensa sia un'impresa semplice, però secondo noi c'è la possibilità con un piano strutturato di invertire la tendenza, invece di perdere soldi creare profitto. Questo è un settore che sviluppa con cifre altissime, il numero di passeggeri cresce tutti gli anni. L'elaborazione di un piano industriale serio potrebbe aiutare ad uscire da questa situazione di difficoltà. Non avverrà in 6 mesi o in 1 anno, si tratta di un processo abbastanza lungo. Per questo il supporto del governo e dello Stato secondo noi è fondamentale, l'inizio non sarà sicuramente semplice.

— Quindi per riassumere quali sarebbero i passi da intraprendere per salvare l'azienda?

— Per Alitalia serve una riconversione industriale, ci vuole un aumento di aeromobili di lungo raggio, che permetta di sviluppare le rotte a lungo raggio e un'immissione di aeromobili che svolgano attività cargo. A quel punto con una disposizione della flotta diversa si potrebbero andare ad intercettare dei flussi di traffico, che oggi Alitalia non può intercettare, perché non ha abbastanza aeromobili.

— Quali sono le priorità per i lavoratori?

— Innanzitutto il mantenimento del posto di lavoro perché in 10 anni da Alitalia sono stati espulsi circa 10 mila lavoratori. Chi è rimasto deve essere tutelato e deve avere il posto di lavoro conservato. È importante il mantenimento del livello retributivo, da un punto di vista salariale gli stipendi di Alitalia sono stati sempre più ridotti negli ultimi anni. I lavoratori sono in difficoltà, ulteriori danni salariali sarebbero duramente sopportabili.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

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nazionalizzazione, aerei, Alitalia, Italia
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