Minore attenzione è stata invece prestata ai riflessi che questo rapporto in evoluzione dispiegherà su altre dimensioni non meno importanti della politica internazionale. Donald Trump e il Presidente del Consiglio italiano hanno infatti discusso di molti dossier che coinvolgono, tra gli altri, Francia, Russia ed Iran.
Sul versante francese si annunciano cambiamenti. Dal 14 luglio 2017, quando il Presidente americano aveva assistito alla parata in memoria della presa della Bastiglia, era parso che Emmanuel Macron fosse riuscito ad arruolare Washington in uno schema di contenimento della Germania che danneggiava fortemente l'Italia. Trump venne indotto a credere che il rafforzamento della Francia potesse servire ad arginare l'ascesa della potenza tedesca e s'indebolì l'incentivo ad ostacolare l'espansione di Parigi in Nord Africa.Nel corso dell'incontro con Conte, Trump pare aver fatto marcia indietro, probabilmente perché nelle ultime settimane Parigi ha a sua volta cambiato orientamenti, promuovendo l'Iniziativa d'intervento europeo, dietro la quale non è difficile immaginare la volontà di creare proprio insieme alla Germania e persino alla Gran Bretagna una poco gradita forza militare integrata. Macron ha quindi abbandonato la strategia che Trump aveva accettato di sostenere. E Conte a quel punto ha avuto buon gioco nel trarne profitto, chiedendo al tycoon sostegno in Libia e, forse, anche nella difesa degli equilibri economico-finanziari italiani, oggetto di un attacco sistemico da parte francese.
All'Italia è stata quindi promessa l'attivazione di una cabina di regia bilaterale per il Mediterraneo. Trump ha inoltre rinnovato il riconoscimento, fatto per la prima volta da Obama a Renzi, del ruolo di leadership italiano a Tripoli, assicurando altresì una presenza statunitense alla conferenza internazionale sulla Libia con la quale Roma vorrebbe neutralizzare gli effetti di quella svoltasi in Francia nella scorsa primavera. Naturalmente, i francesi non rimarranno passivi rispetto a questi sviluppi ed è probabile che reagiscano, cercando di aprire delle fratture nel sistema politico italiano, nel quale vantano ormai parecchi alleati.Quanto alla Russia, Trump ha insistito sul rispetto delle sanzioni adottate a suo tempo in risposta all'annessione della Crimea, esercitando altresì pressioni affinché l'Italia faciliti il completamento del Tap. L'importanza di questo aspetto dei colloqui bilaterali svoltisi a Washington non dovrebbe essere tuttavia esagerata.
In questa fase in cui il Presidente americano continua ad essere investigato per il presunto appoggio ricevuto da parte russa durante la campagna elettorale del 2016 era difficile per l'Italia ottenere una dispensa che avrebbe rafforzato i sospetti. Inoltre, la diplomazia statunitense sostiene che le sanzioni anti-russe non siano particolarmente pesanti e non puntino a compromettere l'economia di Mosca. Se utili a coprire un'apertura, possono quindi essere mantenute fino alla formalizzazione di potenziali intese future.
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