18:06 18 Agosto 2018
Bandiera italiana

Italia, emergenza razzismo o propaganda politica?

CC BY-SA 2.0 / Roberto Santini / Italian Flag at the Altar of the Motherland
Opinioni
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Tatiana Santi
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Il caso dell’aggressione all’atleta di colore Daisy Osakue ha scatenato sui maggiori media italiani una psicosi su una presunta emergenza razzismo nel Paese. Gli inquirenti hanno escluso l’aggravante razzista nel caso di Daisy, ma per giorni si è gridato al razzismo, termine abusato che spesso diventa strumento di propaganda politica.

Daisy Osakue, discobola azzurra di origini africane, è stata colpita ad un occhio da un un uovo lanciato da una macchina con tre ragazzi. Un gesto orribile da condannare che avrà delle conseguenze penali, che però non ha niente a che vedere con il razzismo, a dirlo sono gli inquirenti. Recentemente anche delle donne bianche sono state aggredite e colpite con delle uova, ma la loro vicenda non ha fatto notizia rispetto al caso di Daisy e nessuno ha protestato. Perché?   

Diverse forze politiche gridano al razzismo a più non posso dipingendo gli italiani come un popolo fascista e xenofobo. A tacciare gli italiani di essere razzisti è stato anche il padre di Daisy, il quale, come si è scoperto grazie alle ricerche della giornalista Laura Tecce, ha gravi precedenti penali legati alla mafia, allo spaccio di droga e allo sfruttamento della prostituzione. Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista sulla vicenda Laura Tecce, sociologa e giornalista, ora obiettivo di insulti e minacce di morte per aver svolto il suo lavoro. 

Laura Tecce
© Foto : fornita da Laura Tecce
Laura Tecce

— Si è parlato tantissimo questi giorni sui media del caso dell'aggressione all'atleta di colore Daisy Osakue. Gli inquirenti hanno escluso l'aggravante razzista, ma per giorni si è urlato al razzismo. Laura Tecce, che cosa ci insegna questa storia? 

— Ci insegna che nel Paese c'è un clima non buono, un clima di odio sociale. La sinistra imputa a Salvini, anche io in piccolo sono stata accusata, di aver fomentato l'odio, semplicemente per aver detto la verità. Purtroppo non avendo altri argomenti l'opposizione grida al fascismo e al razzismo, perché priva di quella che era la sua missione. Prima la sinistra di occupava dei lavoratori, delle classi sociali disagiate, oggi si occupa solo e esclusivamente di immigrati. Gli italiani l'hanno capito e l'hanno espresso 5 mesi fa con il proprio voto in un'altra direzione. 

La sinistra non si rassegna, ma le persone hanno capito che le priorità in questo Paese sono altre: il lavoro, la sicurezza, la ripresa dell'economia. La sinistra questi anni non si è occupata di questi problemi. Il razzismo è un falso problema in Italia, il nostro non è un Paese razzista, lo possono testimoniare milioni di immigrati regolari. Chi non rispetta le regole deve avere paura di stare in Italia, perché secondo me il ministro Salvini assieme alle forze dell'ordine saranno sempre più impegnati a combattere il crimine e l'immigrazione irregolare. I crimini li fanno anche gli italiani, ovviamente, non capisco perché da una bravata si debba gridare al razzismo, che era stato subito escluso.  

— Che cosa ha scoperto sul padre di Daisy? Ci parli del suo scoop. 

— Ho scoperto che il papà di Daisy ha dei precedenti penali molto rilevanti: è stato condannato a 5 anni e 4 mesi nel 2007 per associazione mafiosa, parliamo di gang nigeriane; il padre ha altri precedenti per truffa e per spaccio di droga. Tutto parte dal momento in cui ho trovato in rete un articolo del 2002 dove si menzionava il fatto che fossero stati arrestati lui e la moglie per sfruttamento della prostituzione di connazionali. 

A me stanno arrivando insulti di ogni tipo da persone che sui propri profili facebook hanno la maglietta rossa e l'hashtag "restiamo umani". Con me non sono stati umani, mi hanno augurato la morte, mi hanno detto che mi verranno a cercare, che sono una razzista schifosa. Ho ricevuto tutta una serie di insulti per avere detto la verità. Non ho fatto alcuna correlazione fra la ragazza e il padre, infatti Daisy non c'entra nulla. Ha dei precedenti e l'Italia gli ha dato la possibilità di riabilitarsi, oggi il padre lavora in una cooperativa sociale che si occupa di migranti, il nostro Paese gli ha dato una seconda possibilità. Tu non vai a dire in televisione che siamo dei razzisti!  

— In merito a questo singolo caso si è scatenato un polverone mediatico incredibile. 

— L'uovo contro Daisy è stato lanciato dal figlio di un consigliere del Partito Democratico. Se fosse stato il figlio di un leghista a quest'ora avrebbero chiesto le dimissioni di Matteo Salvini. Siccome era del PD si è minimizzato, la ragazza si è tolta subito la benda. Il padre in televisione ha detto che l'Italia è un Paese insicuro e non farà uscire la figlia dopo le 20.00. Uno che faceva affari con la mafia nigeriana e la prostituzione viene a dare lezioni di moralità a noi? 

— Ora Laura, lei è obiettivo di insulti sul web per avere fatto il suo lavoro? 

— Sì, io ho una sentenza del Tribunale di Torino in mano. Le migliaia di persone che mi insultano continuano a dire che mi sono inventata tutto. Se avessi scoperto che un italiano aveva questi precedenti mi avrebbero dato una medaglia. Qui siamo di fronte ad un reverse racism, un razzismo al contrario: non si possono toccare gli immigrati, perché noi siamo tutti razzisti. In Italia siamo al delirio totale, se dici la verità parlando male di un immigrato vieni coperto di insulti. Non si può dire la verità sugli immigrati, soprattutto se neri, se uno è cinese si può dire di tutto. 

— Anche da un punto di vista mediatico delle uova lanciate contro una ragazza di colore fanno più notizia della stessa aggressione nei confronti di un bianco, no? 

— L'episodio è stato strumentalizzato: questa ragazza è diventata l'eroina della sinistra che ha bisogno di gridare al razzismo ogni volta. Ogni episodio, anche di aggressione verbale, viene usato per gridare che siamo tutti dei razzisti, leghisti e stronzi. Non è così, ci sono immigrati che lavorano, sono ben accetti e integrati. Il razzismo è negli occhi di chi guarda. 

Hanno colpito con delle uova anche ragazze bianche, vi sono stati 7 episodi, nessuno ha parlato delle donne bianche. Perché si parla solo di quella nera? Per me Daisy non è nera, bianca, gialla...è una ragazza. Chi ha strumentalizzato in maniera vergognosa quest'episodio ha guardato il colore della pelle, non io. 

— Alla fine gridare al razzismo abusando di questo termine non sminuisce la gravità del fenomeno che effettivamente esiste? Che ne pensa? 

— Certo, "al lupo, al lupo!". Si grida al lupo e il lupo non c'è, quando poi il lupo c'è davvero l'agnello rimane indifeso. Si grida al razzismo ad ogni episodio, anche stupido, quando ci sarà un razzismo vero tutti tireranno fuori la storia di Daisy. Questa vicenda ha avuto un effetto boomerang: l'ex premier Matteo Renzi che in un tweet ha scritto "la ragazza è stata selvaggiamente picchiata" è ridicolo. La ragazza non è stata né selvaggiamente né picchiata. L'atleta è stata vittima di un atto di bullismo, di un'aggressione violenta, chi è colpevole avrà delle imputazioni per lesioni. L'ex premier che cavalca questa storia e con lui tutto il coro dei suoi sostenitori sono ridicoli. Vale la regola "al lupo, al lupo!". Quando arriverà il lupo per davvero, nessuno ci crederà più. 

L'opinione dell'autore puo' non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
cyber-attacco, razzismo, Intervista, Italia
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