01:10 22 Ottobre 2018
Premier dell'Italia Giuseppe Conte e il presidente Usa Donald Trump alla conferenza stampa congiunta dopo l'incontro del 30 luglio 2018 a Washington

Viaggio di Conte negli USA, un successo per l’Italia?

© AP Photo / Evan Vucci
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Tatiana Santi
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L’incontro alla Casa Bianca fra il premier Conte il presidente Trump si è svolto indubbiamente in piena sintonia politica e in un’atmosfera cordiale. I due “leader del cambiamento” hanno rafforzato l’asse Italia-Stati Uniti, ma il viaggio di Conte è stato davvero un successo per l’Italia?

La cabina di regia Italia-Stati Uniti per la questione libica è senz'altro un punto a favore di Roma incassato da Conte alla Casa Bianca. L'Italia infatti è vista dagli americani come protagonista nel Mediterraneo e interlocutore indispensabile con Tripoli.  Anche sul fronte dell'immigrazione Trump e Conte viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda.

Michela Mercuri
© Foto : fornita da Michela Mercuri
Michela Mercuri
È mancato un accordo sul fronte della Russia, nonostante i timori espressi dal premier italiano sulle sanzioni, che non possono "costituire un fine", Trump non ha usato mezzi termini: le sanzioni non si toccano. Se sul dossier libico l'Italia ha senza dubbio ottenuto un importante risultato, vanno presi in considerazione alcuni paletti imposti a Conte dal presidente americano. Trump ha ribadito la priorità del TAP, gasdotto che toglierebbe quote di mercato energetico europeo alla Russia e ha bacchettato l'Italia sul surplus di 31 miliardi con gli Stati Uniti.

Sputnik Italia per tirare le somme del bilaterale Conte-Trump ha raggiunto Michela Mercuri, autore di "Incognita Libia", docente di storia contemporanea dei Paesi Mediterranei all'Università di Macerata.

— La Libia ha rappresentato il dossier centrale dell'incontro fra Conte e Trump. Michela Mercuri, l'Italia esce dal bilaterale come Paese punto di riferimento per la questione libica?

— Negli ultimi due mesi il rapporto fra il governo italiano e la leadership di Tripoli si è notevolmente rafforzato. In questo breve periodo vi sono stati tre importanti visite di autorità italiane a Tripoli: prima si è recato in Libia il vice premier Salvini, poi il ministro degli Esteri Moavero e infine il ministro della Difesa Trenta. C'è una partnership molto forte che potrebbe giovare anche del placet americano.

L'Italia può essere un punto di riferimento nella questione libica, soprattutto alla luce del fatto che in questo momento fra gli Stati Uniti e la Francia non corre buon sangue. I rapporti fra Macron e Trump si sono incrinati già dopo il G7, questo è un punto a vantaggio dell'Italia, che il nostro Paese però deve sapere sfruttare continuando a negoziare attivamente con le autorità di Tripoli.

— Si è parlato di una cabina di regia Stati Uniti-Italia nel Mediterraneo. Secondo lei porterà a dei risultati concreti e positivi per l'Italia?

— Gli Stati Uniti fin dai tempi di Obama hanno mostrato un certo disimpegno nella questione libica. Vorrei ricordare che l'intervento internazionale del 2011 per defenestrare Gheddafi fu voluto dalla Francia, Obama non era molto convinto di quest'azione. I francesi e gli inglesi avevano detto agli Stati Uniti che avrebbero risolto autonomamente la questione libica. Cosa che non è accaduta…

Ora, la cabina di regia Italia-Stati Uniti per la Libia può funzionare perché l'Italia ha una posizione di vantaggio. Trump comunque prosegue sulla via tracciata da Obama di un forte disimpegno libico. L'Italia dovrà essere protagonista di questa cabina di regia, quindi in qualche modo dettare le regole. In secondo luogo, non dimentichiamo che l'Italia ha un forte ascendente su Tripoli, ma ci sono anche altri attori che lavorano nell'Est del Paese, come ad esempio la Francia, ma anche la Russia. L'Italia dovrebbe avere la forza di diventare una sorta di ponte fra gli Stati Uniti e la Russia nella questione libica.

— Anche sul tema immigrazione il governo Conte sembra visto di buon occhio da Trump. Sono sulla stessa lunghezza d'onda in merito ai migranti?

— Sicuramente c'è una convergenza di approccio fra la politica americana e la politica italiana per quanto riguarda il contenimento dei flussi migratori, ma parliamo di due casi completamente diversi. L'Italia per quanto riguarda il tema migranti dovrà continuare a portare avanti la propria linea: in questo momento Roma è impegnata con Tripoli per stipulare una serie di accordi, che permetterebbero alle autorità libiche di rafforzare il potere della guardia costiera nel contenimento dei flussi migratori. C'è un disegno di legge, che dovrebbe essere approvato, che prevede la donazione a titolo gratuito alla guardia costiera libica di 12 motovedette da parte dell'Italia.

Il nostro Paese si sta muovendo in questo senso autonomamente non soltanto rispetto agli Stati Uniti, ma anche rispetto all'Unione Europea che in questo momento non si è dimostrata per niente collaborativa con l'Italia.

— Sulla Russia e sulle sanzioni non c'è stato un accordo, i pareri si sono divisi. L'Italia porterà avanti il ruolo di ponte con la Russia all'interno dell'Ue e nei rapporti fra Washington e Mosca?

— È difficile dire se l'Italia avrà la forza di portare avanti questa posizione, ma sicuramente ha le carte per farlo, perché il nuovo governo italiano ha la fiducia della Russia. Da quanto è emerso dall'incontro fra Trump e Conte l'Italia ha anche la fiducia americana, sarebbe un gran peccato se non riuscisse a sfruttare questa situazione e a porsi come interlocutore indispensabile per poter mediare il dialogo fra le due parti.

Vorrei ricordare che la scorsa settimana c'è stato un incontro a sorpresa all'Eliseo fra Lavrov e Macron, il presidente francese ha fatto trapelare l'intenzione di supportare la Russia. Credo che se l'Italia vorrà assurgere a una posizione importante a livello internazionale dovrà muoversi in questo senso, dribblando i tentativi francesi di avvicinamento alla Russia.

— "Due governi del cambiamento", così Giuseppe Conte ha definito il nuovo governo italiano e quello americano. Trump si è rivolto a Conte come "nuovo amico". L'atmosfera del bilaterale è stata decisamente amichevole. Per Conte è stato un successo il viaggio alla Casa Bianca a suo avviso?

— Il vertice è stato sicuramente positivo, però non dobbiamo dimenticare alcune importanti questioni. La prima è quella del TAP, cioè il gasdotto che collegherà l'Azerbaigian all'Italia, un progetto molto voluto da Trump anche per togliere alla Russia una quota di mercato europea e magari per permettere agli Stati Uniti di entrare nel mercato europeo dell'energia. Questo progetto è stato molto criticato dai 5 stelle. Per Trump è una conditio sine qua non, per noi sarà sicuramente un problema da gestire a casa nostra.

Inoltre, Trump ha ricordato a Conte che l'Italia ha un surplus commerciale di 31 miliardi di dollari con gli Stati Uniti. Questo sicuramente è un punto su cui le convergenze potrebbero venire a mancare. Dunque, da un lato è stato sicuramente un incontro amichevole e positivo, un incontro che offre all'Italia buone opportunità per ribadire la sua posizione in Libia, anche in assenza di altri alleati europei come la Francia, che sembra arrancare dopo i vari fallimenti di Macron nella questione libica. Dall'altro lato ci sono questioni economiche che devono essere risolte per poter dire davvero che gli Stati Uniti e l'Italia potranno percorrere una strada di vera partnership e amicizia.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione. 

Tags:
Giuseppe Conte, Donald Trump, Italia, USA
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