19:31 21 Agosto 2018
I piccoli abitanti della località di Alma nella prov incia di Deraa in Siria.

Siria, emergenza senza fine o la guerra sta per finire?

© Sputnik . Михаил Алаеддин
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Marina Tantushyan
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Nonostante ultimamente l'attenzione della stampa internazionale sulla guerra in Siria sia calata, nel paese mediorientale è in atto una vera e propria emergenza umanitaria. Lo conferma l'Unicef che ha lanciato recentemente un appello per salvare la vita di migliaia di bambini in fuga con le loro famiglie

Dopo una recente ondata di violenze nel sud della Siria, si stima che fino a 180.000 persone siano scappate. Secondo l'Unicef circa la metà sono bambini. Stando alle ultime notizie, molti di questi bambini e le loro famiglie continuano a non ricevere assistenza umanitaria salva vita di base.

Per maggior approfondimento Sputnik Italia ha raggiunto Marco Gombacci, giornalista, fondatore de "The European Post" che ha recentemente rientrato dalla Siria.

— Marco, Lei ha visitato come giornalista la citta siriana Deir Ezzor — un villaggio dove è in corso la battaglia finale contro l'ISIS. Potrebbe raccontare brevemente quello che ha visto con i propri occhi, soprattutto nella luce della nuova strage dei jihadisti che ha causato funerali di massa?

— Mi sono recato nei villaggi a Nord di Deir Ezzor dove le truppe SDF (composte da curdi, cristiani siriaci-assiri, arabi e yazidi) supportate dalla Coalizione Internazionale stanno lottando villaggio per villaggio per liberare l'area dall'ISIS. Mi sono recato in uno degli ultimi check point controllato dai cristiani del MFS dove vi erano ancora scritte fatte dai tagliagole dell'ISIS "il DAESH rimarrà qua se Allah vorrà" mentre ora, nello stesso avamposto, vi erano soldati cristiani con i tatuaggi di Gesù Cristo. Ecco quello è un segnale che la lotta militare contro il proto Stato Islamico sta volgendo a un termine ma, come visto purtroppo durante la strage di Sweida, la lotta al terrorismo islamista in Siria come in Europa, sarà ancora lunga.

— Pochi giorni fa l'Unicef ha pubblicato un appello, spiegando che tantissimi minori in fuga dalle zone di guerra si trovano senza alcuna assistenza sanitaria e sottolineando l'impossibilità da parte di associazioni internazionali e Ong di portare loro aiuto, distribuendo viveri e prestando anche un'assistenza medica minima. Perché, a Suo avviso, la tragedia che si sta ancora consumando in Siria trova ultimamente poco spazio nelle scalette dei telegiornali e sulle prime pagine dei quotidiani?

— Quello che sta succedendo ai bambini in Siria è struggente. Un bambino di sette anni siriano non ha mai conosciuto un periodo di pace. Quando entrai a Raqqa nel settembre 2017 era in corso ancora l'offensiva per conquistare la capitale del Califfato poichè parte della città era ancora in mano allo Stato islamico. Vedendo dei bambini giocare tra le macerie, mi dissero che già a quattro anni riconoscevano il suono degli aeroplani e se erano bombardieri o aerei da ricognizione sapendo così se nascondersi o meno. Hanno vissuto per anni sotto il regno del terrore del Califfato vedendo torture ed esecuzioni pubbliche quasi ogni giorno. Nonostante vi sia qualche media che ne parli, il circo mediatico globale sembra ignorare la tragedia. Il dramma è che dopo molti anni di guerra, i media occidentali sembrano assuefatti da tali tragedie e ciò è di una pericolosità inaudita: parlare delle vacanze dei calciatori invece della tragedia dei minori e bambini siriani è di una tristezza infinita.

— Il governo siriano ha condannato l'evacuazione di centinaia di soccorritori del Caschi bianchi siriani e delle loro famiglie con l'aiuto di soldati israeliani. Secondo un funzionario del ministero degli Esteri siriano ha sottolineato l'evacuazione dei caschi bianchi rappresenta "un rischio per la stabilità e la sicurezza a causa della sua natura terroristica". Condivide questa posizione?

— Il ruolo dei caschi bianchi è sempre stato molto discusso. Chi li finanzia? Quale è il loro obiettivo? Sono veramente imparziali? Le loro attività e posizioni sono state molto dibattute specie in seguito ai presunti attacchi chimici. In Occidente sono stati spesso osannati dai media tanto che Netflix ne ha fatto una serie e sono stati candidati al Nobel per la pace. Ecco, forse prima di elogiarli tanto sarebbe stato il caso di rispondere prima alle domande di cui sopra per avere una visione oggettiva di chi sono per poi instaurare un dibattito oggettivo sul ruolo che hanno avuto durante il conflitto siriano.

— Secondo della piattaforma online "Occhidellaguerra", nonostante il fatto che Bashar al Assad ha vinto la guerra in Siria sul campo, il vero vincitore della guerra in Siria è però la Russia. "Il conflitto siriano ha sancito il ritorno di Mosca in Medio Oriente. Putin mantiene un porto fondamentale nel Mediterraneo e rafforza l'alleanza con Assad. Ma non solo: si trova al centro di importanti dispute internazionali ponendosi come arbitro", scrive il portale. E Lei cosa ne pensa?

— Obama disse che la "Russia era una potenza regionale". Obama e l'allora Segretario di Stato Clinton, non potevano fare un errore più grande di valutazione geopolitica. Con l'intervento russo (e iraniano) in supporto a Bashar Al-Assad, la Russia ha fatto vedere al mondo intero che è capace di difendere i suoi interessi all'estero e si è riposizionata in maniera predominante nello scacchiere internazionale. Con l'asse Europa-Stati Uniti in panne, la Russia ora gioca da protagonista in politica estera.

— Siria è stata nel centro di attenzione durante la faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin. Trump alla conferenza stampa in Finlandia ha detto chiaramente che "una collaborazione tra gli Usa e la Russia può salvare centinaia di migliaia di vite in Siria". Mentre Putin ha sottolineato che "la Russia e gli Stati Uniti, senza dubbio, possono prendere su di sé la leadership della questione e organizzare la cooperazione per il superamento della crisi umanitaria, aiutando il ritorno dei profughi alle loro case". A Suo avviso, dopo questo bilaterale c'è qualche segnale di speranza per normalizzazione della situazione in Siria?

— Guardando al futuro, si dovrà osservare con molta attenzione i negoziati che ci sono tra l'autoproclamata Federazione del Nord della Siria (vicina agli Stati Uniti) e il governo centrale di Damasco, alleato storico di Mosca. Se si dovesse trovare un accordo tra le due parti e si evitasse un conflitto armato allora si potrebbero salvare migliaia di vite umane. Un dialogo Putin-Trump sulla questione è importante per poter dare alla Siria un periodo di tregua dall'inferno continuo vissuto sulla pelle dei cittadini siriani. Spero che anche l'Europa e l'Italia incomincino a supportare la Siria nella ricostruzione delle città devastate dalle battaglie anche per poter permettere ai profughi siriani di ritornare nella loro terra e ricominciare così una nuova vita anche se sette anni di guerre e violenze hanno indelebilmente cambiato il paese ed il carattere di questi uomini.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
Crisi in Siria, Netflix, provider americano, UNICEF, ISIS, Deir ez-Zor, Europa, Siria
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