19:28 21 Agosto 2018
Airbus A319 dell'Alitalia

Grandi opere e infrastrutture, il banco di prova del governo

© Sputnik . Наталья Селиверстова
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Tatiana Santi
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Dalla TAV alla TAP, passando per l’Ilva di Taranto e Alitalia: sulle grandi opere le posizioni della Lega e dei 5 Stelle divergono. A meno di 2 mesi dalla formazione del governo è proprio sulle infrastrutture che il governo sarà messo alla prova e dovrà giocare un’importante partita politica.

Il destino della ferrovia Torino-Lione è ora più che mai incerto e il progetto rischia di dividere la fragile armonia fra gli alleati di governo, mentre sul gasdotto trans-adriatico, che porterà il gas dall'Azerbaigian all'Italia, sembra esserci un sostanziale accordo.  

I 5 Stelle, da sempre contrari alle grandi opere, dovranno riuscire a mettere d'accordo le promesse elettorali con le trattative di governo. Il "no" tout court, usato all'opposizione, non regge alla prova dei fatti. Come se la situazione non fosse abbastanza complicata, ritornano a galla i dossier Alitalia e Ilva, due nodi apparentemente irrisolvibili. Lega e 5 stelle troveranno un accordo sulle infrastrutture, tema che ha visto le due forze politiche da sempre molto distanti? Sputnik Italia ha raggiunto per un'intervista Andrea Giuricin, docente di economia dei trasporti al Cesisp Università Bicocca.  

Andrea Giuricin
© Foto : fornita da Andrea Giuricin
Andrea Giuricin

— La Lega e il Movimento 5 stelle sono molto divisi sulla TAV. Andrea Giuricin, la linea ad alta velocità Torino-Lione non si farà più o verrà rivisto il progetto?  

— La situazione sul progetto TAV è alquanto complessa in questo momento. Non si riesce a capire se il progetto verrà rivisto o bloccato, sarebbe bene fare un po'di chiarezza. La TAV non è più il progetto di una volta, costa più o meno 10 miliardi di euro, non è il costo iniziale. Il costo per l'Italia è circa un terzo della somma totale. Bisogna capire se questo stop convenga o meno, c'è un rischio non di penali, ma di risarcimento nei confronti della Francia e alla Commissione Europea, parliamo di circa 2 miliardi di euro. Indubbiamente la situazione è caotica, il governo dovrà iniziare a prendere delle decisioni. Andare in una direzione e tornare indietro sicuramente non fa bene all'Italia. 

— Sembra che il progetto del gasdotto TAP invece proceda, le penali in questo caso sarebbero molto elevate. Possiamo dire che da parte del Movimento 5 stelle c'è stata una sorta di scambio: TAV-TAP? Che cosa ne pensa? 

— Qui ci sono penali veramente importanti, tornare indietro in un progetto in fase avanzata non sarebbe facile. Se il progetto TAV probabilmente verrà bloccato, la TAP invece va avanti. I 5 stelle devono dare un segnale al proprio elettorato. 

— A livello regionale il Movimento 5 stelle ha condotto la battaglia del "no" quasi contro tutte le grandi opere per motivi ambientali. Ora cambiano musica? 

— Prima dicevano "no" per la cosiddetta sindrome NIMBY, cioè "not in my back yard". Storicamente i 5 stelle sono stati molto vicini a questa sindrome. All'opposizione è facile dire sempre "no" alle grandi opere, quando si arriva al governo vanno fatte delle scelte, capire quanto costano i progetti, quali sono i vantaggi.  

— Fra i nodi principali da sciogliere evidentemente rimangono l'Ilva e l'Alitalia. Come finiranno queste storie apparentemente irrisolvibili? 

— La notizia di questi giorni su Alitalia è che nei primi 6 mesi dell'anno la compagnia ha perso 317 milioni di euro, un semestre molto preoccupante. Parliamo di quasi 2 milioni di euro persi al giorno. In questo momento mi sembra che il governo non abbia idee chiarissime su come procedere. Secondo una mia previsione, ma posso anche sbagliare, si andrà verso una nazionalizzazione. Vedremo qualche operatore o attore statale che probabilmente interverrà in questa partita mettendoci altri soldi pubblici. Dal mio punto di vista è preoccupante, perché si tratta dei soldi dei contribuenti, già ne sono andati persi tanti con Alitalia, perderne altri è un grande rischio. 

Sull'Ilva c'è stata una gara con un vincitore, un grande gruppo internazionale. Tornare indietro non è facile. All'opposizione è facile dire di chiudere tutto, poi passando al realismo del governo le posizioni cambiano. 

— Saranno proprio le grandi opere a rappresentare il vero banco di prova per questo governo? Si capirà quindi se funziona o meno la maggioranza? 

— Sicuramente le grandi opere sono un tema dove 5 stelle e Lega storicamente hanno visioni molto differenti. La Lega è lontana dalla sindrome nimby, mentre i 5 stelle assumevano posizioni opposte. Riuscire a trovare un accordo su questo non è facile, il governo è messo alla prova e questo tema rischia di alzare la tensione. 

Dobbiamo vedere se i due partiti riusciranno a trovare una sintesi e quale sintesi. Se andiamo a vedere i numeri parlamentari, è bene ricordare che il Movimento 5 stelle ha il doppio dei Parlamentari rispetto alla Lega. Teoricamente sono più forti i 5 stelle, la Lega non si può permettere però su molti territori di dire "no" a tutte le grandi opere, chi lo dice agli industriali del Veneto e del torinese che si bloccano le opere infrastrutturali. È un banco di prova importante.  

— Attendiamo gli sviluppi e i prossimi passi del governo. 

— Vedremo, qui si tratta piuttosto di una partita politica e non economica, con due partiti che hanno visto storicamente le grandi opere in maniera opposta.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Intervista, TAV, TAP, Lega, Movimento 5 Stelle, Alitalia, M5S, Grecia, Italia
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